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Narni, vendita del castello di San Girolamo: tutti assolti con formula piena

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Narni, vendita del castello di San Girolamo: tutti assolti con formula piena

Redazione
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TERNI – Si conclude, clamorosamente, anche un’altra delle inchieste che maggiormente hanno fatto scalpore in questi anni, scuotendo anche gli ambienti della Curia ternana, vale a dire quella della vendita del Castello di San Girolamo a Narni. Dopo 7 anni dagli arresti, oggi i sei imputati sono stati tutti assolti con formula piena dall’unico reato rimasto in piedi, truffa, dopo che era caduta l’accusa di associazione a delinquere.

Il quadro Si tratta di Gianluca Pasqualini, notaio per il quale l’accusa aveva chiesto 18 mesi di reclusione 500 euro di multa; del il dirigente del Comune di Narni Antonio Zitti, per il quale la richiesta era di 13 mesi e 500 euro; dell’ex direttore dell’ufficio tecnico della diocesi di Terni, Narni e Amelia, Luca Galletti (richiesta di due anni e tre mesi e 1.000 euro di multa),  dell’ex economo della Diocesi Paolo Zappelli (la richiesta era 27 mesi e 1000 euro), dell’ex sindaco di Narni Stefano Bigaroni e per la dirigente del comune di Narni Alessia Almadori, per i quali era già stata chiesta l’assoluzione. Precedentemente, era il novembre del 2018, un architetto del Comune di Narni, Alessandra Trionfetti, era stata assolta con formula piena dopo aver chiesto il giudizio abbreviato. Altre posizioni, fra cui quella dell’ex vescovo, oggi vescovo emerito di Terni.Narni-Amelia Vincenzo Paglia, erano state archiviate in fase di indagine.

L’accusa Inizialmente, l’accusa formulata era quella di aver realizzato la vendita, formalmente da parte della Imi Immobiliare, e in realtà con utilizzo indebito di denaro della diocesi di Terni-Narni-Amelia. L’associazione per delinquere, inizialmente finalizzata alla truffa, secondo l’accusa sarebbe stata promossa dal Galletti e da lui organizzata insieme a Zappelli (entrambi collaboratori di Paglia che quindi venne coinvolto perchè secondo l’accusa non poteva non essere a conoscenza o ne era a conoscenza ed aveva acconsentito), Zitti e Bigaroni, con tutti gli altri coinvolti in quanto partecipanti.

 

 

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