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Narni, scontro sul polo industriale: “Nessuna crisi”. TpN: “Sindaco ha visto un film”

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Narni, scontro sul polo industriale: “Nessuna crisi”. TpN: “Sindaco ha visto un film”

Emanuele Lombardini
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NARNI – Che a Narni sia già tempo di campagna elettorale s’era capito da tempo. Certo è che i toni sono già accesi. Il terreno di scontro, inevitabile, è quello dei media ed è proprio lungo la rete che viaggia la nuova polemica all’ombra della Rocca. Argomento di dibattito, il polo industriale e la crisi del settore. Il sindaco Francesco De Rebotti, in particolare, ha risposto a tono a chi da più parti lo attacca su questo fronte, prendendo spunto dalla difficile situazione della ex Elettrocarbonium: “Le fabbriche narnesi non sono assolutamente in crisi –  dice il primo cittadino – Si parla di un tema così articolato e complesso in maniera superficiale, senza conoscere le cose”. E snocciola quelli che a suo dire sono i dati di un settore vivo: “A parte Sgl, sul quale francamente mi astengo dal commentare, quali sarebbero le fabbriche in crisi? Forse Alcantara, che ha in progetto di raddoppiare le linee?  Tarkett leader nel settore? Bayern o Covestro che ha portato una nuova linea dalla Germania chiudendo la fabbrica lassù? Potrei continuare ma mi fermo. Queste cose le conoscete? Mah…”

Attacco. L’opposizione parte di nuovo lancia in resta. Scrive in una nota Tutti per Narni: “Le affermazioni del sindaco ci lasciano basiti – scrive TpN – I riferimenti ai pur positivi progetti di ampliamento dell’attività dell’Alcantara e ad alcuni nuovi insediamenti industriali di aziende multinazionali non costituiscono di per se un reale e completo indice di sviluppo del territorio. Probabilmente il nostro primo cittadino ha visto un film, i cittadini stanno vivendo un altra realtà. La disoccupazione al 13 % e quella giovanile oltre il 51 , l’indice demografico in calo,  l’incremento esponenziale delle persone che vivono sotto della soglia di povertà , il recente riconoscimento di Area di Crisi Complessa sono segnali inequivocabili di grande preoccupazione, che la gente tocca con mano”.

 “Se prendiamo in esame il tessuto imprenditoriale radicato sul territorio- proseguono – quello delle piccole e medie imprese,  degli artigiani ci rendiamo conto della reale crisi: le imprese di servizi che lavoravano a latere della Sgl sono ai minimi occupazionali, sull’orlo del fallimento con centinaia di licenziamenti in atto, il settore edilizio è fermo e in questi ultimi cinque anni la giunta non ha realizzato nessun intervento “ strategico” tra quelli elencati nel libro dei sogni, il piano triennale delle opere pubbliche. È’ mancato un tavolo di dialogo costruttivo con le grandi aziende già operative sul nostro territorio per far sì che molte produzioni collaterali non venissero insediate altrove , una concreta proposta di incentivi tale da convincere le nuove realtà imprenditoriali a scegliere il territorio narnese come sito produttivo”.

Auspici e dubbi. Quindi TpN chiude con un dubbio,  ma anche con un auspicio: “Da quello che si sente dire  gran parte dei finanziamenti derivanti dal conferimento dell’area di crisi complessa per il nostro territori servirà per completare la inutile piastra logistica Narni –Terni ,già monumento allo spreco  delle risorse pubbliche. Speriamo che ciò non sia vero e  che ci siano capitali ed agevolazioni per progetti di impresa che portino occupazione e sviluppo nel nostro territorio”.

Controreplica. De Rebotti controreplica: “Mai detto che è tutto rose e fiori. A Narni ci sono situazioni diverse. La situazione di Sgl è difficile, con una crisi importante, ma ci sono anche punte di eccellenza, che sono le fabbriche che ho citato”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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