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Narni, perseguita la ex moglie: custodia cautelare in carcere per un uomo

Un quadro complesso, quello che emerge e che pone all’attenzione il tema della violenza privata parecchio ricorrente, secondo la Procura, nel comprensorio.

NARNI – Un nuovo caso di violenza privata scuote il comprensorio ternano. Succede a Narni dove ad un uomo è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere per le continue vessazioni nei confronti della moglie.

Ne riferisce in una nota la Procura della Repubblica, fornendo dettagli solo sommari della vicenda. Si tratta di una relazione affettiva interrotta proprio a causa degli atti persecutori posti in essere da quello che oggi è l’ex della donna, portato all’attenzione della Procura di Terni dalla Stazione Carabinieri di Narni. Un calvario quello passato dalla parte offesa, bersaglio preferito, sin dal mese di ottobre dello scorso anno e sino ai giorni nostri, di persona poi rivelatasi un aguzzino: continue vessazioni, violenze, danneggiamenti, pedinamenti anche in luoghi pubblici, tanto da aver consumato le residue capacità di resistenza della vittima, bombardata da sms, messaggi su whatsapp che ne hanno fiaccato la mente ed il corpo, facendola vivere in un continuo stato d’ansia e di prostrazione, con concreto pericolo per la propria incolumità psicofisica.

Fare squadra contro la violenza

Solo sommarie queste informazioni, si diceva, che trovano riscontro attraverso persone informate dei fatti e relazioni di servizio della polizia giudiziaria. Un quadro complesso, quello che emerge e che pone all’attenzione il tema della violenza privata parecchio ricorrente, secondo la Procura, nel comprensorio. L’episodio si inserisce in un contesto di aumento “preoccupante” dei reati da cosiddetto codice rosso: dal 30 giugno 2020 al primo luglio 2021 il numero di iscrizioni per violenze sulle donne erano infatti 43, mentre dal 2 luglio scorso ad oggi ne sono state già iscritte 133, con un aumento superiore al 50%. Il procuratore capo Liguori esorta dunque “chiunque vive il medesimo dramma a rivolgersi ai centri di aiuto, alle forze di polizia e alla magistratura requirente della procura della Repubblica di Terni perché – conclude -, facendo squadra, la risposta giudiziaria non si farà attendere”.

 

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