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Narni e le Cronache di Narnia su EWTN channel

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Narni e le Cronache di Narnia su EWTN channel

Francesca Cecchini
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NARNI – The Inspiration for C.S. Lewis’s Narnia, questo il titolo della trasmissione dell’emittente televisiva americana EWTN in onda proprio in questo periodo natalizio che vede protagonista la città di Narni. La corrispondente Juliet Linley è infatti arrivata in Umbria per scoprire il borgo medioevale che ispirò Lewis per il noto libro The Lion, the Witch and the Wardrobe (Il leone, la strega e l’armadio), primo della saga Le cronache di Narnia, come si legge nel sito del Global Catholic Network: “un classico della letteratura cristiana”.

juliet-linleyIl servizio, della lunghezza di circa trenta minuti, è stato trasmesso lo scorso 14 dicembre, ma continua a rimbalzare in questi giorni sul sito internet EWTN in tre lingue diverse, inglese, spagnolo e tedesco. Un vero e proprio salto nel tempo, dalla “fairy tail” alla vallata che è realtà nel cuore verde d’Italia, a Narni, chiamata ai tempi antichi Narnia.

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Una teoria confermata anche da Padre John Wauck, professore della Holy Cross, che descrive la grande connessione fra l’autore e il paese dallo splendido nome (Narnia, appunto) e dai suggestivi luoghi.Narni che è stata, dunque, l’ispirazione che lo guidò nella stesura del volume in cui protagonista è la battaglia fra il bene, rappresentato dal leone Aslan (che, secondo la trasmissione va a simboleggiare il Cristo e, nel video, prende forma con il leone di pietra ospitato nel museo di palazzo Eroli e non solo) e il male. “Fisicamente – commenta nel servizio lo storico locale Giuseppe Fortunati – lo scrittore non è mai stato a Narni”.

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Ma le similitudini sono troppe per far pensare ad un caso – Nel borgo umbro, che dista circa 50 miglia da Roma, è possibile ancora vedere i resti che l’hanno vista esistere prima come Nequinum, Narnia nel periodo medievale e, infine, l’odierna Narni. Probabilmente della sua seconda identità, Lewis conosceva le fattezze, pur non avendola mai visitata di persona, ma avendone letto in più testi di Tacito, Livio e Plinio il Vecchio. Nel 2009 la città ha ricevuto ulteriore conferma di questa teoria dal biografo ed ex segretario dell’autore, Walter Hooper che ha regalato a Giuseppe Fortunati una copia di un atlante latino di proprietà dello scrittore. Hooper ha anche riferito che Lewis gli aveva detto che il nome di Narnia sull’atlante lo aveva ispirato nella stesura delle sue Cronache. E, seppur i due luoghi non sono identici, soprattutto per caratteristiche climatiche – valga per questo la costante neve che accompagna l’atmosfera del libro – molti sono i punti di collegamento tra realtà e fantasia. Ad esempio, il grande tavolo di pietra sito vicino la via Flaminia che si ritiene risalga all’epoca pre-romana che ricorda l’altare presente in Il leone, la strega e l’armadio su quale Aslan (come il Cristo) si sacrifica per salvare Edmund, uno di i quattro bambini protagonisti della storia. Secondo Fortunati, “Nar”, prima sillaba di Narnia, si traduce in “acqua che scorre”, altro motivo per cui Lewis potrebbe aver scelto il nome per la sua terra immaginaria, in considerazione del fatto che “l’acqua è la fonte della vita”. Durante alcuni lavori di riparazione lungo una strada nel 1930 circa, inoltre, venne ritrovata una statua di un leone risalente all’epoca romana, “quando – asserisce Fortunati – era normale che l’Imperatore avesse una statua di un leone che “custodiva” la sua tenda al campo”. Spiega lo storico in uno scritto che la figura di un leone era stata adottata anche dalla religione ebraica: il Leone di Giuda che divenne simbolo della tribù ebraica di Giuda, la prima associazione trovata nel Libro della Genesi, capitolo 49, dove Giacobbe benedice suo figlio Giuda, definendolo “un cucciolo di leone”. Nel cristianesimo il leone di Giuda rappresenta Cristo. Dal libro dell’Apocalisse: “Non piangere; ecco, il leone della tribù di Giuda, la radice di Davide, ha vinto … “. Fortunati ha sottolineato, perciò, come sia difficile non fare il collegamento tra la statua del leone e altri simboli di leone rinvenuti in Narni e Aslan dalle Cronache di Narnia. Lo stesso Lewis lo confermò in una lettera ad un piccolo lettore nel 1961, scrivendogli di essere stato ispirato a fare della figura di Cristo un leone nelle storie per due ragioni: perché il leone dovrebbe essere il re delle bestie, e perché Cristo è chiamato “il leone di Giuda” nella Bibbia. Un altro punto di unione si potrebbe trovare nella vita (reale) Lucia di Narnia. Nelle Cronache di Narnia, Lucy Pevensie è la più giovane figlia di quattro fratelli ed è lei che per prima vede la terra fantastica e “crede”. “La Beata Lucia Brocadelli di Narni – scrive Fortunati – era una mistica che visse dalla fine del XV alla metà del XVI secolo e che nacque in città. Era conosciuta come una bambina molto devota e sin da piccola sembra aver avuto delle visioni della Beata Vergine Maria, del Bambino Gesù e di altri santi, in particolare di San Domenico. La sua prima visione fu all’età di cinque anni e a dodici anni fece un voto privato di verginità, decidendo di unirsi ai Domenicani. Da giovane venne data in moglie dallo zio ad un amico di famiglia, Pietro, il Conte di Milano, ma vissero come fratello e sorella su sua richiesta. Ha continuato ad avere visioni per tutta la sua vita ed è stata particolarmente devota ai poveri. All’età di diciotto anni si separò da suo marito per diventare un terziario domenicano. Suo marito alla fine si unì ai francescani. Divenne la priora di un convento ed è una delle poche sante che abbia mai ricevuto le stimmate. Evitata e maltrattata da altre sorelle per le sue strane esperienze, ha trascorso gli ultimi quarant’anni della sua vita rinchiusa in isolamento da una priora successore. Morì nel 1544 e il suo corpo fu scoperto essere incorrotto pochi anni dopo. Fu beatificata nel 1710 da Clemente XI. Nel 1935 le sue spoglie furono restituite alla sua città natale di Narni e sepolte nella cattedrale”.

QUI il video

Sparsi per la città si trovano immagini di leoni e della Beata Lucia di Narnia a ricordare il legame con la mitica terra dell’immaginazione di C.S. Lewis e le sue amate storie.

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