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Narni, bagnanti all’area Le Mole, Bruschini: “C’è un divieto, chi controlla?”

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Narni, bagnanti all’area Le Mole, Bruschini: “C’è un divieto, chi controlla?”

Redazione politica
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NARNI – La balneabilità dell’area de Le Mole, nel tratto terminale del percorso ciclopedonale delle Gole del Nera, è al centro di una indagine informativa chiesta ed ottenuta da Sergio Bruschini, capogruppo di Forza Italia al Comune di Narni. L’esponente azzurro ha scritto alla prefettura, ai carabinieri all’avvocato del Comune di Narni  Fabio Marini per chiedere delucidazioni ed ha ricevuto risposta da quest’ultimo.

L’avvocato nella sua risposta scrive che: “Nel tratto del fiume, caratterizzato da un’ansa artificiale di particolare amenità, sono stati segnalati da più fonti numerosi episodi di balneazione, effettuati da vari visitatori del nuovo percorso ciclopedonale delle Gole del Nera. Il tratto fluviale in questione, tuttavia, presenterebbe delle particolari criticità essendo posto nella immediata vicinanza al punto di restituzione delle acque utilizzate per l’alimentazione di impianto idroelettrico e all’imprevedibile, ma non improbabile, rigurgito della massa idrica di alimentazione nel caso di blocco delle turbine, con conseguente travaso e sfogo nell’invaso posto proprio in località Le Mole. Questa evenienza rende, quindi, pericolosa la balneazione di quel tratto fluviale, in ragione della destinazione funzionale dell’invaso, atto a contenere le acque reflue della centrale idroelettrica e di sfogo dell’intera portata nell’ipotesi di funzionamento anomalo dell’impianto”.

Criteri realizzativi. Nella riposta, Marini spiega anche i crriteri di sicurezza mediante i quali è stato realizzato il tratto terminale del percorso ciclopedonale delle Gole del Nera, in località Le Mole, ovvero attraverso l’innalzamento della piattaforma di rivestimento dell’esistente opera di salvaguardia; la sagomatura a doppio livello per dare maggior sicurezza ai visitatori;  la separazione fra zona sopraelevata dedicata ai turisti e la sottostante area interdetta, riservata solo agli operatori mediante la realizzazione di un camminamento di servizio; la posa di fondazioni superficiali con plinti di cemento armato; la realizzazione di una balaustra; la installazione di segnali di pericolo.

Bruschini attacca. “L’esistenza di opere di sopraelevazione destinate al transito dei visitatori delimitate da balaustre – dice Bruschini – unitamente alla presenza di cartelli di segnalazione del pericolo, sono elementi che  portano a garantire la sicurezza dei visitatori da possibili esondazioni provenienti dalla centrale (nel caso di funzionamento anomalo) e a dissuadere i medesimi turisti da ogni velleitaria attività di balneazione. Da quanto risulta è presente anche un cancello che permette l’ingresso alla zona sottostante il quale dicasi risultare aperto. Chi deve provvedere a tenerlo chiuso?”.

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