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Mumble mumble… Alla sala Cutu di Perugia le “confessioni” di Emanuele Salce

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Mumble mumble… Alla sala Cutu di Perugia le “confessioni” di Emanuele Salce

Redazione cultura
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foto ufficio stampa Teatro di Sacco

SIPARIO UMBRIA – Al via sabato 1 (ore 21.00) e domenica 2 dicembre (ore 17.30) alla sala Cutu di Perugia, nell’ambito della 24esima edizione della stagione Indizi a cura di Teatro di Sacco, Mumble mumble… ovvero confessioni di un orfano d’arte, spettacolo di Emanuele Salce e Andrea Pergolari con Emanuele Salce e Paolo Giommarelli.

Sul palco la narrazione delle vicende di due funerali e mezzo (e le gesta dei protagonisti che in quei giorni si distinsero…). Nel primo racconto troviamo il giorno del funerale di Luciano, padre si Emanuele Salce, quando aveva poco più di vent’anni e, reduce da una nottata di eccessi etilici, si trovò a dover gestire da solo l’accadimento affrontando, nelle condizioni peggiori, una realtà a lui sconosciuta ed assai scomoda fra para-parenti a caccia di lascito, addetti alle onoranze funebri che lo inseguivano con cataloghi di bare e la ragazza per cui spasimava che non gli si concedeva. Nel secondo, si rivive il giorno della scomparsa di Vittorio Gassman, marito di sua madre, episodio vissuto da trentenne più lucido e consapevole, in cui si assiste ad un vero e proprio Carnevale del sacro e del profano, fra autorità politiche improbabili e presenzialisti d’ogni risma, dolori veri e presunti, per concludere il tutto con la semifinale degli Europei del 2000 Olanda – Italia con scene da stadio. Nel terzo (metaforicamente) il suo: vissuto attraverso l’incontro con una bionda australiana e una défaillance occorsagli in un museo di Sydney, con un finale in crescendo, fino a giungere ad una vera e propria liberazione non solo simbolica. A fare da contraltare in scena lo spettatore-regista Paolo Giommarelli, ora complice, ora provocatore della confessione, passando con candida disinvoltura da Achille Campanile a Petrarca fino ad un para-trattato di gastroenterologia. Il racconto conclusivo dello spettacolo, scritto insieme ad Andrea Pergolari, narra dell’incontro tra il protagonista e una bionda australiana, seguito da un’imbarazzante defaillance che ha catturato l’attenzione di Sandro Veronesi che, nel suo ultimo romanzo “Terre rare” scrive: “La storia narrata nel capitolo dieci della prima parte non è farina del sacco dell’autore, è una cover dello strepitoso monologo autobiografico di Emanuele Salce contenuto nel suo spettacolo intitolato Mumble mumble – ovvero confessioni di un orfano d’arte (di E. Salce e A. Pergolari). Oltre al ringraziamento per il permesso di rielaborarla, l’autore gli rivolge tutta la propria ammirazione”. Mumble Mumble è un vaso di Pandora, dal suo coperchio il fuoriuscire tumultuoso del racconto, una gola ammutolita che grida, a gran voce, la sua esistenza. Un’esistenza che affonda il passo su orme troppo grandi e riesce ad evitare l’infruttuoso confronto per conquistarsi uno spazio solo suo. È il lavoro e la fatica che ogni uomo affronta nella stupefacente scoperta di sé. È la morte dei Padri che regala dolore e vita, la meraviglia di un attore che recita nella parte più difficile: la sua.

Prenotazioni: 320 6236109

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