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Mostro di Foligno, 25 anni fa l’arresto di Chiatti: “Resti alta l’attenzione sul caso”

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Mostro di Foligno, 25 anni fa l’arresto di Chiatti: “Resti alta l’attenzione sul caso”

Redazione
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FOLIGNO – Su Luigi Chiatti “permanga la massima attenzione e vigilanza mostrate fino ad oggi dalle istituzioni”: a chiederlo è l’avvocato Giovanni Picuti, legale delle famiglie dei due bambini uccisi da quello che si definì il ‘mostro di Foligno’, arrestato proprio il 7 agosto di 25 anni fa subito dopo l’omicidio di Lorenzo Paolucci. Il 6 ottobre del 1992 aveva invece compiuto quello di Simone Allegretti.

La condanna Chiatti, condannato a 30 anni di reclusione dopo il riconoscimento della seminfermità mentale, nel settembre del 2015 ha lasciato il carcere ed è stato trasferito in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza nella quale deve rimanere almeno tre anni, come stabilito dai giudici. L’avvocato Picuti con all’Ansa ha sottolineato che “nessuno si sarebbe mai aspettato si verificassero in Umbria” fatti come gli omicidi Allegretti e Paolucci. “Il mio pensiero – ha aggiunto – va prima alle giovani e indimenticate vittime, poi ai loro genitori, che ancora vivono nell’angoscia”.

Il ricordo del fratello del piccolo Lorenzo “Fratello mio è passato troppo tempo, io ho perso una persona speciale ma eri, rimani e rimarrai per sempre nel mio cuore”: a scriverlo in un post sul proprio profilo Facebook è Stefano Paolucci, fratello di Lorenzo, il bambino di 13 anni che il 7 agosto del 1993 venne ucciso da Luigi Chiatti, subito dopo arrestato dalla polizia. A commento della foto del fratellino, Stefano scrive ancora: “Io non dimentico mai né te, né il tuo splendido sorriso”. Lorenzo fu la seconda vittima di Chiatti dopo che nell’ottobre del 1992 uccise un altro bambino di Foligno, Simone Allegretti, di soli 4 anni. Per i due delitti Chiatti è stato condannato a 30 anni di reclusione. Nel settembre 2015 ha lasciato il carcere di Prato per essere trasferito nella Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Capoterra, in Sardegna, dove è tuttora.

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