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Montefalco, il buco di bilancio arriva in consiglio regionale: “Tesei spieghi”

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Montefalco, il buco di bilancio arriva in consiglio regionale: “Tesei spieghi”

Redazione politica
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L'aula del Consiglio regionale
L'aula del Consiglio regionale

MONTEFALCO – La vicenda del disavanzo tecnico lasciato in eredità al comune di Montefalco dall’ex sindaco, ora presidente di Regione Donatella Tesei  di 4.225.719,75 euro arriva in consiglio regionale. Nella giornata di mercoledì, il Comune di Montefalco, l’ha accertato durante l’approvazione del rendiconto di gestione, successivamente è stato varato con l’ok dei revisori un progetto di ripiano che prevede alienazioni e maggiori entrate. Se non basterà, la prospettiva è andare a settembre al riequilibrio pluriennale. Lo scostamento tecnico da 4,2 milioni è conteggiato sommando “buchi contabili” di lustri addietro per cui già sono state attivate rateizzazioni.

Tesei Giovedì mattina in una conferenza stampa congiunta via streaming, le opposioni hanno chiesto conto alla presidente Tesei, che finora aveva sempre negato queste cifre, del disavanzo. In particolare chiedono  “chiarire” il suo ruolo nella vicenda alla presidente della Regione Donatella Tesei, centrodestra, sindaco fino al marzo del 2018. “Parliamo di un buco, non di un debito – ha detto il consigliere comunale Vincenzo Riommi – maturato tra il 2010 e il 2018”. La minoranza in Comune ha quindi annunciato di avere inviato gli atti alla procura della Corte dei conti. Gli esponenti del centro-sinistra hanno accusato Tesei di avere taciuto il disavanzo. “Ci aspettiamo un atto di trasparenza, un’azione di responsabilità da parte della presidente” ha detto il capogruppo del Pd in Assemblea legislativa Tommaso Bori. “Tesei venga in Consiglio regionale e spieghi cosa è accaduto quando era sindaco. Non faremo sconti ad alcuno” ha quindi sottolineato il capogruppo del M5s Thomas De Luca.

Il quadro A partire da 1.201.116 euro di accertamento straordinario risalente al 2015 e spalmato in 30 anni: la situazione contabile era già critica prima del 2009. Poste fiscali inevase, Imu e Tari, pari a 1,5 milioni.  Nel rendiconto 2019 ci sono altri 3.24.603 euro, comprensivi di 367 mila euro di dissesto 2019 e altre due grosse poste: 1.659.641 euro di disavanzo da maggiore accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità (previsto per legge) e 1.364.000 euro di disavanzo da riaccertamento dei residui del rendiconto 2019.

Spalmato Quest’ultimo sarà spalmato nei prossimi due anni (2020-2021) diviso in due tranche 722.000 e 642.968 euro.  Approvato con parere positivo del collegio dei revisori dei conti un piano di rientro da 1.861.437 euro, di cui 875.967 devono arrivare dalla vendita dell’area Pip a Cortignano e 985.870 dalla vendita di ex scuole, un ex autoparco e un casale con sconti del 10% sui terreni e del 20% sui fabbricati. Altre misure in campo, su invito dei revisori in caso le azioni non dovessero bastare, sono la lotta all’evasione fiscale, ottimizzazione della spesa, aumento delle entrate tributarie. A settembre in fase di redazione del bilancio di previsione si deciderà sulla necessità o meno del riequilibrio pluriennale. Per i debiti da 1,321 milioni con Vus, verrà utilizzato lo strumento messo a disposizione ai Comuni da Cassa depositi e prestiti.

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