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Montefalco e Agostini, l’opposizione chiede conto a Tesei

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Montefalco e Agostini, l’opposizione chiede conto a Tesei

Redazione
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L'aula del consiglio regionale

PERUGIA – L’opposizione sente profumo di difficolta e mette nel mirino la presidente della Regione, Donatella Tesei. I cavalli di battaglia? Il buco di Montefalco, le dimissioni di Mauro Agostini da Sviluppumbria e l’acquisto dei test sierologici. Su questi argomenti i consiglieri dei gruppi di minoranza del Partito democratico (Bori, Bettarelli, Meloni, Paparelli, Porzi), del Movimento 5 stelle (De Luca) e del Gruppo misto (Bianconi) chiedono alla presidente della Regione, Donatella Tesei, di riferire in Aula. “Su queste tre vicende – sottolineano – che riguardano direttamente l’operato della presidente Tesei, occorre fare finalmente chiarezza evitando di riproporre versioni dei fatti che non rispondono alla realtà, come è successo già in passato nel caso del dissesto finanziario nel Comune di Montefalco, più volte negato”.

Trasparenza  “Per questo – continuano – riteniamo indispensabile ed inderogabile che la presidente Tesei venga in aula, nella prossima seduta del Consiglio regionale, a fugare ogni dubbio sulla trasparenza e la correttezza del suo agire e ad assumersi le sue responsabilità, per le bugie elettorali in primis, ma anche per spiegare agli umbri le gravi motivazioni che hanno portato alle dimissioni il direttore di Sviluppumbria, Mauro Agostini. Tale richiesta – ricordano gli esponenti del Pd, M5S e Misto – è già stata avanzata peraltro nell’ultimo Consiglio e rimasta inevasa. Da ultimo, a tutto ciò si aggiungono i rilievi contenuti nel recente parere di Anac che ha accertato che negli atti amministrativi della Regione non vi è alcuna traccia di gara competitiva con cui si sarebbe dovuto procedere per l’acquisto dei test sierologici Covid-19, evidenziando così, ancora una volta, le ragioni delle minoranze in proposito. In merito a tutto questo – concludono – qualora la Presidente non ravvisasse l’esigenza di darne comunicazione in Aula, annunciamo fin da adesso che gli stessi quesiti saranno oggetto di prossime e puntuali interrogazioni e mozioni”. Fuoco di sbarramento, insomma.

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