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Montecchio, festa per un’altra centenaria: stavolta tocca a Paolina Bernarducci

Cronaca e Attualità

Montecchio, festa per un’altra centenaria: stavolta tocca a Paolina Bernarducci

Redazione
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MONTECCHIO – E’ di nuovo festa grande a Montecchio dove la comunità festeggia un’altra centenaria. Si tratta della signora Paolina Bernarducci, classe 1920, che compie oggi un secolo di vita. Madre di 5 figlie, la signora Paolina vanta altrettanti generi, oltre ad 8 nipoti e a 7 pronipoti, per lei si è mobilitata tutta Montecchio, sindaco in testa. “E’ un traguardo importante per lei e per tutti noi è motivo di orgoglio” commenta infatti Federico Gori che rivolge i suoi più cari auguri, sia personali che a nome di tutta la comunità Montecchiese. “Non possiamo che dire grazie per aver contribuito fattivamente al mantenimento della tenuta demografica della nostra comunità – aggiunge il sindaco – non è questo un richiamo banale, se pensiamo che l’Italia, dopo il Giappone, è il Paese dove si nasce di meno e dove ogni anno perdiamo quasi, nonostante l’immigrazione, mezzo milione di persone.

Ciò significa meno futuro, sia economico che sociale e culturale”. Paolina e tanti altri fanno di Montecchio il paese del buon vivere, il paese dei centenari”. Gori ricorda infatti che quest’anno ne sono stati festeggiati già altri due, uno dei quali ha riguardato pochi giorni fa, Augusta Giontella con i suoi 108 anni, la più longeva della provincia e la 103esima in Italia. “Siamo un paese di storia e tradizioni – osserva Gori – di buona aria, buon cibo e buon vino e quindi con uno stile di vita socievole e salutare. Durante questa pandemia – aggiunge ancora – ci siamo resi conto in maniera ancora più chiara che la salute viene veramente prima di tutto ma ci siamo anche resi conto che il modello di vita offerto dai borghi e dai paesi  italiani, come Montecchio, è il migliore per tutelare la salute, perché la qualità della vita di relazione e quella dell’ambiente, del paesaggio, dei luoghi e della memoria collettiva, fanno la differenza”.
Sempre il sindaco sottolinea poi che “siamo molto più al sicuro di chi vive negli inurbamenti caotici delle città, nel sovraffollamento delle periferie metropolitane. Abbiamo capito che l’aria buona e la campagna influiscono direttamente sul nostro umore, sulla nostra capacità di relazione con gli altri, e quindi sulla nostra salute e che rappresentiamo, fortunatamente, un modello in controtendenza con l’attuale frenesia globalizzante.

La valorizzazione dei borghi e paesi italiani che ormai propongo in tutte le sedi istituzionali da quando sono sindaco – sottolinea – dovrebbe essere fatta propria da chi, al governo o in Parlamento, sta lavorando in questo momento per trovare soluzioni alla riapertura delle scuole in sicurezza, alle strategie per evitare la diffusione del covid-19, all’impiego virtuoso dei fondi europei.
La soluzione è sotto gli occhi di tutti: è nel territorio, nelle aree interne e montane, nei borghi e nei paesi che rappresentano il 64% della nostra Italia. Abbiamo bisogno di mantenere intatti questi territori – conclude Gori – perché finché ci sarà chi vive in questi luoghi ed in queste campagne, ci sarà per tutti un possibile futuro di crescita e sviluppo ed un esempio da seguire di buona e lunga vita, come la signora Paolina e per tanti altri mi auguro avverrà in futuro”.