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Miseria e Nobiltà. La storia di Felice Sciosciammocca al Teatro Secci di Terni

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Miseria e Nobiltà. La storia di Felice Sciosciammocca al Teatro Secci di Terni

Redazione cultura
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fotografia ufficio stampa TSU

TERNI – Al via mercoledì 11 gennaio (ore 21) al Teatro Sergio Secci di Terni Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta. Lo spettacolo, che si protrarrà fino a sabato 14 per spostarsi al Mengoni di Magione il giorno seguente, vedrà in scena un nutrito cast composto da Diletta Acquaviva, Stefano Braschi, Gianni D’addario, Gianluca delle Fontane, Giulia Eugeni, Francesca Gabucci, Ciro Masella, Stefania Medri, Giuditta Mingucci e Donato Paternoster diretto da Michele Sinisi (anche lui sul palco).

Miseria e Nobiltà è prima di tutto un testo farsesco, ma in realtà nel tempo e nel suo stratificato percorso storico, con le facce e le maschere dei grandi interpreti del passato, è diventato molto di più fino ad approdare al territorio della memoria istintiva e ancestrale; senza perdere il senso originario e mantenendo intatta la sua radice teatrale, la rappresentazione della vita segue le forme del tempo presente con tutte le dinamiche che la società ingloba e restituisce ogni giorno. La storia di un povero squattrinato, Felice Sciosciammocca, che costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia. Questo testo rappresenta la festa del teatro, quanto di più “Felice” un pubblico possa incontrare. Dalle platee Miseria e Nobiltà è poi migrato nel cinema, grazie al film di Mattoli, e nella tv creando veri e propri simboli e immagini vivide nelle memoria collettiva. Totò (lo Sciosciammocca più celebre) che mette in tasca gli spaghetti è divenuto una sorta di tatuaggio, materia di imitazione in gruppi di persone davanti al bar nella vita di tutti giorni. Miseria e Nobiltà è un Mito, è un collante sociale la cui storia oggi è evocata da alcuni passaggi che tutti in Italia ricordano e sarebbero in grado di citare. “Vincenzo m’è padre a me”, “lettera a lu compare nepote”, il momento degli spaghetti, Totò che fa il principe in casa di Semmolone, sono le battute di un ritornello che la platea teatrale ripeterebbe all’unisono con la scena, come succede a un concerto di musica pop.

Incontro con Michele Sinisi – Venerdì 13 gennaio alle ore 17, presso la Biblioteca Comunale di Terni, il regista Michele Sinisi incontra il pubblico. L’appuntamento a cura del Professor Lorenzo Mango, docente di Storia del Teatro Moderno e Contemporaneo all’Istituto Universitario Orientale di Napoli, avrà come titolo Reinventare la tradizione: Miseria e nobiltà come testo contemporaneo. 

Informazioni e prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale 075.57542222 – www.teatrostabiledellumbria.it

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