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Minore costretto a prostituirsi in chat, in manette la mamma e un prete di San Feliciano

Indagine della procura di Palermo, la donna ai domiciliari e il sacerdote preso in Umbria e portato nel carcere a Spoleto

PERUGIA – Un prete di 63 anni, originario di Caltavuturo in provincia di Palermo ma che dal 2013 esercita il proprio ministero a San Feliciano di Magione,  e una donna di Termini Imerese in provincia di Palermo sono stati arrestati dai carabinieri in base ad un’ordinanza del gip di palermitano. Sono accusati di prostituzione minorile. Il prete, che professa la sua innocenza, si trova in carcere a Spoleto, la donna ai domiciliari. Secondo le indagini dei militari la donna avrebbe acconsentito, ricevendo denaro, che il figlio in chat avesse rapporti virtuali con il sacerdote. Il figlio della donna sarebbe una delle vittime. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della compagnia di Termini Imerese.

L’ordinanza L’ordinanza di custodia cautelare è firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo che, secondo quanto riporta l’Adnkronos, parla di “perverso modus operandi in spregio a principi religiosità“. Il gip nell’ordinanza cita una telefonata in cui il sacerdote arrestato, “pur dimostrandosi compiaciuto del video a contenuto sessuale ricevuto” dal ragazzo, “ne pretende un secondo di identico contenuto dov’è possibile vedere anche il volto del minore al momento dell’orgasmo“. “Mandamene uno dove si vede il tuo volto mentre godi…che mi piace molto..“, dice il prete al giovane. E, quando il ragazzo gli chiede dei soldi, il prete “risponde che già in passato gli aveva mandato dei soldi“, apparentemente pagati alla madre della giovane vittima.

Vittime Sarebbero quattro i ragazzi ai quali il prete arrestato avrebbe chiesto video e foto hard in cambio di soldi e regali. Sono tutti minori di Termini Imerese. Tra il gruppo di vittime si era sparsa la voce, raccontano le intercettazioni. E così prima ha iniziato un ragazzino di 17 anni, poi gli altri tre. Le indagini sono cominciate tra maggio, giugno e luglio del 2020.  Lunedì è stata eseguita l’ordinanza di arresto: in carcere per il prete, ai domiciliari per una mamma di una delle vittime. La donna avrebbe saputo di quanto accadeva in chat tra il sacerdote e il figlio e non avrebbe fatto nulla per mettere fine alla prostituzione del ragazzo. Avrebbe anche saputo dei soldi che il sacerdote dava al ragazzino. “Il mio assistito è turbato per quanto successo – dice il legale del sacerdote – ma è sereno e mercoledì, nel giorno dell’interrogatorio, risponderà al giudice. Il mio assistito respinge tutte le contestazioni”. Al prete è contestata anche la detenzione di materiale pedopornografico. Mercoledì mattina l’interrogatorio da remoto, Il prete nel carcere di Spoleto, la donna nella caserma dei carabinieri a Termini Imerese, i due assistiti dai rispettivi avvocati.

Interrogatori Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere il prete e la madre di una delle vittime arrestati con l’accusa di induzione alla prostituzione dopo le indagini condotte dai carabinieri di Termini Imerese coordinati dalla procura di Palermo. L’interrogatorio si è tenuto mercoledì in remoto davanti al gip Fabio Pilato e al pm Ludovica D’Alessio del pool fasce deboli coordinato dall’aggiunto Laura Vaccaro. Il prete difeso dall’avvocato Renato Vazzana collegato dal carcere di Spoleto si è avvalso della facoltà di non rispondere. Lo stesso la donna che si trova ai domiciliari, difesa dall’avvocato Giuseppe Minà. L’indagata era collegata nella caserma dei carabinieri di Termini Imerese.

Stupore e dolore L’archidiocesi di Perugia-Città della Pieve ha diffuso una nota in cui afferma di prendere atto «”on stupore e dolore della notizia circa l’arresto del sacerdote Vincenzo Esposito, parroco di San Feliciano” e assicura “la più completa disponibilità alla collaborazione con l’autorità giudiziaria per il raggiungimento della verità dei fatti. Secondo le prime informazioni raccolte dall’archidiocesi, che al momento non ha ricevuto comunicazioni ufficiali da parte dell’autorità giudiziaria, don Vincenzo Esposito è accusato di prostituzione minorile. Al riguardo – prosegue la nota – l’archidiocesi ritiene di dover precisare che mai alcuna segnalazione è giunta all’autorità ecclesiastica relativa ai fatti oggetto dell’indagine. Rimane comunque prioritario l’impegno ad approfondire con diligenza i fatti, applicando le indicazioni dettate dalla normativa canonica e seguire le eventuali indicazioni offerte dalla Santa Sede”. L’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, cardinale Gualtiero Bassetti, “profondamente rattristato, esprime la propria vicinanza, umana e spirituale, alla comunità parrocchiale di San Feliciano e in particolare a tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda”.

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