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Ex Merloni, fumata nera dall’incontro al Mise: nessun partner per Porcarelli

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Ex Merloni, fumata nera dall’incontro al Mise: nessun partner per Porcarelli

Redazione economia
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Una protesta degli operai della Merloni
Una protesta degli operai della Merloni

ROMA – Fumata nera nell’incontro che si è svolto al Mise per la situazione della JP Industries, ex Merloni, la cui proprietà (Giovanni Porcarelli) ha presentato nei giorni scorsi la richiesta di concordato in bianco per cercare di congelare i debiti con i fornitori, circa 4 milioni, con l’erario (25 milioni) oltre alle spettanze da onorare coi 620 lavoratori degli stabilimenti di Fabriano e Gaifana di Nocera Umbra, più un debito con le banche che dovrebbe aggirarsi attorno ai 10 milioni di euro.

L’incontro, che ha visto presenti le parti sociali, il solito vicecapo di gabinetto del ministro Di Maio, ovvero Giorgio Sorial, Invitalia, i rappresentanti delle due regioni (per l’Umbria il dirigente Rossetti) e i parlamentari Virginio Caparvi e Sergio Romagnoli

“L’incontro è andato male – spiega Adolfo Pierotti della Fim Cisl – perchè Invitalia ha verificato l’indisponibilità dei vari soggetti a farsi coinvolgere nel progetto e quindi diventare partner di Porcarelli, sia per il settore (elettrodomestici), sia per l’enorme mode di debiti. A questo punto l’azienda ha 150 giorni per presentare un nuovo piano industriale in concordato, da sottoporre eventualmente ad un socio, se si trova. Altrimenti la situazione diventa molto difficile”.

L’azienda ha confermato di avere ancora delle commesse ma che comunque non basteranno per pagare gli stipendi. Ed il problema è proprio questo, visto che con i debiti congelati, l’azienda non può assolutamente generale un solo euro in più di debito e quindi se vuole lavorare deve pagare gli stipendi ed i fornitori, altrimenti potrebbe anche esserci la messa in liquidazione. “Oltre a questo – spiega Pierotti – siamo preoccupati perchè il nuovo piano industriale dovrà garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e su questo, sempre ammesso che si trovi un partner, non c’è certezza”. Una situazione, come è evidente, che rischia di far scivolare l’azienda verso il fallimento, condizione che se non sarà onorato il concordato è dietro l’angolo.

 

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