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Maxi sequestro di opere d’arte contraffatte per 11 milioni di euro: Terni fra le piazze dello smercio

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Maxi sequestro di opere d’arte contraffatte per 11 milioni di euro: Terni fra le piazze dello smercio

Emanuele Lombardini
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TERNI– C’è anche Terni fra le sei province nelle quali avrebbero dovuto essere commercializzate le 20 opere d’arte falsamente attribuite ad autori moderni, fra i quali Modigliani, Balla, Boetti, Boccioni, Shimamoto, De Pisis, Rosai e Ceroli che oggi sono state sequestrate dai Carabinieri della Tutela patrimonio culturale di Roma e che avevano un valore di circa 11000000 di euro.

L’operazione che ha portato al sequestro delle opere è la conclusione di una indagine coordinata nei diversi filoni dalle procure della Repubblica di Roma, Ferrara, Terni e Brescia, nata a seguito di mirate attività info-investigative. Il lavoro dei militari dell’Arma ha consentito di evitare l’immissione sul mercato di opere false (con i conseguenti gravi pregiudizi economici per i compratori in buona fede) e permesso di individuare delle reti di produzione, mendaci autenticazioni e vendita di dipinti falsi, con la precisa ricostruzione dei vari passaggi per il loro smercio: dal falsario all’acquirente finale attraverso una serie di personaggi “satelliti”, sparsi su tutto il territorio nazionale, che ricevevano le opere falsificate e le piazzavano sul mercato clandestino.

Oltre a Terni, le province maggiormente interessante dall’attività illecita erano Ferrara, Roma, Bologna Terni, Brescia e Milano. In questo ambito, infatti, non solo operavano mercanti ufficiali del settore, ma anche una rete di persone che, tramite canali privilegiati, entravano in contatto direttamente con i collezionisti a cui proponevano e vendevano le tele. Alcune di queste opere contraffate sono state individuate all’interno di un magazzino occultato da una parete a scomparsa, altre sono state sequestrate in un museo, dove erano esposte, mentre in un caso, il riconoscimento della falsità del dipinto è avvenuto con la collaborazione della Fondazione Alighiero Boetti.

Fra le situazioni maggiormente degne di nota c’è quella di un ex imprenditore del bresciano, oggi deceduto, facoltoso collezionista, al quale sono sono state vendute nel corso del tempo anche opere false; la famiglia, nello stimare il valore veniale del lascito ereditario, si è rivolta, per tentarne la vendita, ad alcuni intermediari di settore. Tuttavia, i mirati accertamenti degli investigatori, su questi ultimi, hanno portato alla scoperta della falsità di almeno due opere appartenenti alla collezione.

 

 

 

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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