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Renzi a Perugia: “Umbria regione piccola ma decisiva per le elezioni”

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Renzi a Perugia: “Umbria regione piccola ma decisiva per le elezioni”

Redazione politica
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Matteo Renzi al Capitini di Perugia

PERUGIA – Dalla presidente della Regione Marini, passando per i candidati, fino all’ultimo dei consiglieri comunali. Arriva Matteo Renzi e il Pd umbro si schiera sull’attenti e mostra il sorriso in un centro congressi ‘Capitini’ che fatica a ospitare tutti i convenuti. E Renzi, suona la carica e galvanizza le truppe. “L’ Umbria è una regione piccola ma decisiva per le sorti di questa elezione. Abbiamo delle potenzialità in Umbria, innanzitutto per portare i valori che questa terra conosce, di straordinaria bellezza e di elementi non soltanto culturali – ha esordito il segretario dem -, mi auguro che lo spirito dell’ Umbria caratterizzi tutta la nostra campagna elettorale. Noi non siamo quelli che insultano gli avversari. Siamo in una regione dove ci sono imprenditori capaci come Brunello Cucinelli – ha detto il segretario dem parlando dell’ imprenditore del cachemire presente in prima fila – che sono riusciti con la forza delle idee ad imporsi nel mondo”.

Primo gruppo “Con queste regole il Pd può essereil primo partito e il primo gruppo parlamentare, ma a condizione che si scrolli di dosso la paura – ha proseguito Renzi – Perchè la paura è un sentimento molto umano, molto bello, però è un sentimento che in politica rischia di bloccare”.

Impegno quotidiano “Governare non è fare uno spot – ha aggiunto – ma un impegno quotidiano e le cose che abbiamo fatto sono la dimostrazione che facendo un passettino alla volta abbiamo preso un Paese al – 2% rimettendolo in moto e anche Banca d’ Italia che non ha simpatia nei miei confronti dice che stiamo crescendo più del previsto e l’ obiettivo del 2% di crescita è a portata dell’ Italia”.

Rispetto degli italiani “Io mi sono candidato al Senato perché ho detto: ho perso il referendum e il Senato c’ è ancora quindi rendo omaggio a quello che hanno deciso gli italiani. L’intelligente si rispetta”, ha affermato Renzi riferendosi alla sua scelta di candidarsi per un seggio a Palazzo Madama.

Rivali Ovviamente, non sono mancate bordate nei confronti dei maggiori competitor sono partite dal segretario democrat: “Ditelo a quello in camicia verde – queste le sue parole riferendosi a Matteo Salvini -, se mette i dazi l’ Italia muore, se blocca la globalizzazione l’ Italia no va all’ estero. Penso poi che si debbano tutelare i prodotti, penso a quello che si poteva fare in passato sull’ acciaio”.

Grasso E su Pietro Grasso, il leader di Liberi e Uguali, è andato giù pesante: “Nessuna polemica col presidente del Senato ma lo dico a qualche compagno storico incerto se votare noi o loro ma se davvero pensate che ci sia un pericolo della destra in Italia la volete fermare dando un voto di testimonianza o mandando la governo parlamentari di centrosinistra. Chi vota il partito di D’ Alema avvicina Salvini al governo di questo paese”.

Dodici vite “Berlusconi ha dodici o tredici vite, è un gatto alla seconda”, ha sottolineato Renzi. “Andava a chiedere voti nella moschea di Milano e oggi dice di voler chiudere tutti i centri islamici”, ha detto mostrando una foto del segretario della Lega nel 2001. Poi e’ passato al leader di Forza Italia: “Ecco un video in cui Berlusconi invitava gli stranieri a venire in Italia”, ha detto lanciando un’ intervista in francese dell’ allora presidente del Consiglio. “Dalla D’ Urso ha detto che Renzi ha sbagliato a firmare il trattato di Dublino, che e’ una cosa scellerata”, ha poi aggiunto il segretario dem. “Io ero d’ accordo, ma il piccolo particolare e’ che quel trattato l’ ha firmato lui nel 2003, convinto che cosi’ l’ Italia avesse mani libere sulla gestione dell’ immigrazione e potesse difendere la sua scriteriata legge Bossi-Fini”.

Partita Poi un passaggio con tanto di autocritica: “Questa partita non dipende piu’ da me: abbiamo gia’ visto che le sfide solitarie non sono sufficienti a cambiare il Paese. Io ci ho fatto un frontale. Ma vi domando: questa battaglia la facciamo per una questione di principio o perche’ ci crediamo davvero?”, ha domandato ai suoi. “Noi siamo l’ unica vera forza che non si affida alle polemiche su tutto, che non ha dubbi su dove stare in Europa, che non vive di slogan falsi, che non e’ di proprieta’ di un soggetto o di un’ azienda milanese”.

Di Maio Infine, qualche battuta su Luigi Di Maio non poteva mancare nel repertorio:”Noi siamo talmente trasparenti che mettiamo la faccia su chi eleggiamo, non facciamo giochino delle tre carte. Poi dicono che noi siamo impresentabili ma l’ unico che non si presenta è Di Maio che no si presenta ai confronti, io avevo un appuntamento e sto ancora aspettando, come ho detto ciascuno di noi ha avuto un Di Maio in classe che ti dice ‘ti aspetto fuori e poi non si presenta'”. Si chiude così tra applausi, selfie e sorrisi. Poi qualche colloquio privato a latere.

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