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Mattarella accende la Lampada della Pace: “Abbiamo bisogno dello spirito di Assisi”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto ad Assisi per le celebrazioni di san Francesco

ASSISI – “Ci avviciniamo all’ ottocentesimo anniversario della morte di Francesco d’ Assisi. A lui guardiamo come a uno dei padri della nostra civiltà, come a un visionario che plasma la realtà, capace di indicare il percorso verso un futuro al quale intendiamo essere fedeli. Un futuro migliore. E’ questo, oggi, l’ augurio da Assisi: per l’Italia e per il mondo”. Lo ha detto martedì mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando ad Assisi per le celebrazioni di san Francesco.

La Regola francescana modello di vita

Ed ha aggiunto: “Il magistero di Francesco d’ Assisi ha un preminente valore religioso, che le istituzioni della democrazia hanno il dovere di rispettare. Contiene, tuttavia, anche un messaggio che al di la’ della fede interroga ciascuno: Francesco attribuiva maggiore importanza alla coerenza dei comportamenti piuttosto che alle parole che li descrivono e li
interpretano”. Per il presidente “il Vangelo sine glossa di Francesco ne costituisce un esempio. La sua vita, la sua Regola ne sono state ulteriori illuminanti dimostrazioni”. “Più che le parole i comportamenti parlano; e la coerenza è la modalitaà , la condizione per dialogare in modo autentico. Abbiamo bisogno dello spirito di Assisi; e che si propaghi!”.

Ecologia integrale

“Il Papa, che per primo ha scelto il nome di Francesco – e a cui rivolgiamo da Assisi un deferente e riconoscente saluto – ci ha offerto una chiave di interpretazione e di impegno parlando di “ecologia integrale”. E’ proprio questa la sfida. Equilibrio ambientale da
ricomporre; giustizia sociale da perseguire rimuovendo gli ostacoli che le contingenze frappongono; diritto di ogni donna e di ogni uomo a sviluppare appieno la propria personalità. Con la sua vita, con le sue rinunce, divenute pienezza, San Francesco aveva compreso in anticipo e si è posto alla testa di quanti vogliano condividere questa visione di salvezza per l’ umanità. I gesti compiuti oggi in questa Basilica non rappresentano, quindi, un rituale. Corrispondono alla consapevole rivendicazione del cammino che la Repubblica ha saputo compiere con la ricostruzione nazionale e lo sviluppo dopo la dittatura e la guerra, consolidando democrazia e libertà, portando nel mondo il contributo di un Paese operoso, creativo, aperto alla cooperazione e all’ incontro tra le culture. Sono gesti che avvertiamo come un vincolo morale, per esprimere l’ assunzione di valori e di criteri di vita”.

Il cardinale Zupi e fra Moroni

A celebrare la messa nella Basilica superiore di Assisi è stato il cardinale Matteo Maria Zuppi, vescovo di Bologna ora a capo della Conferenza episcopale italiana, che ha dichiarato: “San Francesco, in un mondo che era e che è segnato da lupi e cittadini violenti o paurosi, da guerra e inimicizia, inquinato da troppio odio, tanto da rendere impossibile parlare di pace, progetta e inizia a vivere un mondo fraterno, disarmato, dove c’è spazio per ognuno, a cominciare dai più poveri e fragili”. “In questi anni duri della pandemia molti hanno agito come Francesco, si sono presi cura, attraverso il loro servizio e il loro impegno, di quanti ne avevano bisogno. Desideriamo ringraziarli, per aver donato sostegno, forza speranza, in molti casi donando realmente se stessi”: così fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, ha ricordato l’impegno del personale sanitario nell’emergenza Covid.

La presidente Tesei

A parlare di “una cerimonia straordinaria, dal profondo significato simbolico” è stata la presidente Tesei, secondo cui “le celebrazioni per San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, sono dunque occasione per ricordare quanto abbiamo vissuto, ma anche per vivere un momento di riflessione e preghiera in merito agli scontri bellici che si consumano nel cuore dell’Europa, come in altre parti del mondo. È necessario che la diplomazia e il dialogo diventino protagonisti affinché si possano affermare i fondamentali principi del rispetto e dalla Pace tra i popoli, così come ha affermato con forza Papa Francesco nel suo ultimo ed accorato appello a russi ed ucraini per un immediato cessate il fuoco”.

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