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Masciolini: “Il Pd deve aprire una nuova stagione politica”

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Masciolini: “Il Pd deve aprire una nuova stagione politica”

Redazione politica
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Federico Masciolini
Federico Masciolini

Federico Masciolini  *

Con la fiducia ottenuta in entrambi i rami del Parlamento inizia l’esperienza del Governo presieduto da Mario Draghi chiamato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a gestire uno dei periodi più difficili della storia repubblicana per l’emergenza sanitaria in atto e per le gravi conseguenze economiche e sociali che ne conseguono.

Si tratta di una grande occasione per il Paese non solo perché il Presidente del Consiglio per l’indiscutibile autorevolezza, competenza e profilo internazionale risulta essere la personalità più adatta a gestire le straordinarie risorse del Recovery Plan per l’attuazione in Italia del Next Generation UE, ma anche perché è innegabile che la stagione politica che si apre può rappresentare una fase di rigenerazione e ripensamento del sistema, una benefica transizione da un periodo caratterizzato dal protagonismo dell’antipolitica, delle forze populiste e sovraniste, ad un periodo in cui torni il primato della politica, della democrazia rappresentativa, della capacità e dell’arte di governo.

Sarà un periodo in cui accanto al necessario ed indispensabile atteggiamento di responsabilità ed unità nazionale da realizzarsi attraverso il sostegno leale e collaborativo al Governo, occorrerà ripensare e ricostruire il sistema politico dei prossimi anni.

In questo quadro si inserisce il ruolo ed il destino del Partito Democratico.

Intendo dirlo senza giri di parole puntualizzando che questo rappresenta il mio personale punto di vista: ritengo che i 17 mesi del Governo Conte 2, pur avendo rappresentato un presidio di democrazia di fronte alla richiesta di “pieni poteri” e di buon senso nella gestione della pandemia, abbiano visto il mio Partito incapace di imporre una propria agenda ed essere addirittura appiattito e subalterno anche rispetto ai temi ed ai provvedimenti maggiormente caratterizzati dall’approccio populista dei propri alleati di governo. Tale atteggiamento ha assunto un carattere grottesco durante la gestione della crisi di governo ed oggi continua con la realizzazione di improbabili intergruppi parlamentari che preludono un’alleanza strutturale che cambierebbe radicalmente la natura del Partito Democratico.

E chiarito che la definizione della linea politica di un Partito (soprattutto se di tale portata identitaria) si definisce con un Congresso, ritengo sia assolutamente necessario e strategico, invece, utilizzare i mesi che verranno per concentrarsi sulla “nostra” identità, definire una “nostra” agenda a supporto dell’azione di governo, mettere in campo la “nostra” migliore classe dirigente a partire dai tanti amministratori che in questi anni hanno garantito il buon governo delle nostre amministrazioni locali. Solo una volta definiti questi capisaldi sarà possibile avviare un confronto per verificare gli alleati maggiormente coerenti alla linea politica definita.

Per chi, come me, vive da sempre l’impegno politico all’interno di un Partito, nobilmente inteso come libera associazione per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale (art. 49 Costituzione), diventa fondamentale conoscere prima possibile qual è la linea della propria Organizzazione soprattutto quando influisce in maniera così incisiva sui propri tratti identitari. Perché personalmente non sono disponibile a rinunciare a nessuno dei principi fondamentali del Partito in cui ho scelto di militare: un Partito liberale in tema di diritti civili, socialista liberale in economia, garantista in tema di giustizia.

Si avvicina un’importante tornata amministrativa che riguarderà le più importanti Città italiane ed anche Assisi.

Credo sia giusto che tutti coloro che nelle diverse realtà territoriali sono chiamati ad inaugurare o rinnovare il proprio impegno sotto le insegne del Partito Democratico (pur nella peculiarità che caratterizza ognuna di queste realtà) debbano conoscerne gli intendimenti e le prospettive.

Così come penso che non si possa non tener conto di come il nuovo quadro politico rappresenti una grande occasione affinché a tutti i livelli istituzionali le nostre comunità siano messe nella condizione di affrontare con responsabilità i difficili mesi di ricostruzione che ci aspettano e possano contestualmente contare su un sistema politico rinnovato, più moderno e capace di costruire il futuro. Una nuova stagione che superi definitivamente i tempi dell’improvvisazione e del populismo ed in cui torni la centralità della competenza e della politica.

Spero che il Partito Democratico scelga di essere protagonista di questa stagione recuperando a pieno il proprio profilo riformista.

*Capogruppo Partito Democratico al Consiglio comunale Assisi

*Consigliere Provincia di Perugia

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