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Marsciano vieta spazi pubblici ai fascisti, il Pd: “Esempio da seguire”

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Marsciano vieta spazi pubblici ai fascisti, il Pd: “Esempio da seguire”

Redazione politica
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Il sindaco di Marsciano, Alfio Todini

PERUGIA – Adottare delibere di Giunta che vietino la concessione di spazi pubblici e sale comunali per iniziative di stampo fascista e neofascista. E’ la proposta – rivolta a tutti i Comuni dell’ Umbria, compresi quelli di centrodestra – che arriva dal Partito democratico della regione, sulla scia delle recenti manifestazioni nazionali contro i rigurgiti fascisti e alla vigilia del corteo di Casapound a Perugia, prevista sabato 16 dicembre.

Idea L’ idea, illustrata in conferenza stampa questa mattina, è del sindaco di Gualdo Cattaneo, Andrea Pensi, e prende spunto dalla delibera gia’ adottata da un altro comune umbro, quello di Marsciano, lo scorso 30 novembre. “Il Pd nazionale ha fatto una scelta ben precisa con la manifestazione di Como – ha spiegato il segretario regionale dem, Giacomo Leonelli – c’è chi sta facendo una battaglia e chi si volta dall’ altra parte. Noi in Umbria crediamo che la battaglia vada estesa a tutte le amministrazioni comunali, con i nostri sindaci e i nostri consiglieri comunali d’ opposizione. Il Pd ne fa una questione identitaria e vuole ribadire di essere un partito che vede nella carta costituzionale un punto fondamentale della propria identita’ . Ci auguriamo che anche gli altri lo facciano – ha concluso – perche’ ci sentiamo un po’ soli”. Il partito, allora, come ha spiegato Pensi, “scriverà a tutti i comuni dell’ Umbria indistintamente e li inviterà ad adottare atti analoghi a quello di Marsciano, inviando una copia della delibera per facilitare loro il lavoro”.

Marsciano Marsciano, per ora, è l’ unico Comune nella regione ad aver preso una iniziativa di questo tipo, seguendo altri comuni italiani e stabilendo il divieto di dare concessioni di spazi pubblici alle “associazioni che si richiamino direttamente all’ ideologia fascista, alla sua simbologia, rituali e linguaggi o che esibiscano forme di discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale. Le richieste di patrocinio – specifica la delibera – dovranno contenere dichiarazione con la quale il richiedente si impegna al rispetto dei valori democratici della Costituzione nonche’ della XII disposizione transitoria finale”. Il sindaco della cittadina, Alfio Todini, ha chiarito che lo spirito della decisione presa dalla sua giunta “non e’ quello di limitare la liberta’ d’ espressione, ma di richiamarci alla Costituzione e alle leggi vigenti, dalla Scelba alla Mancino. Certe iniziative vanno combattute sul piano politico e tramite le leggi, dobbiamo ricordare la storia di questo Paese. Credo che il silenzio – ha concluso – sia la peggior risposta”.