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Marsciano, via libera al centro commerciale di Ammeto

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Marsciano, via libera al centro commerciale di Ammeto

Redazione
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Il centro commerciale Coop di Marsciano

MARSCIANO – Il centro commerciale di Ammeto si farà. È quanto prevede una delibera comunale di Marsciano, impugnata da un gruppo di cittadini davanti al Tribunale amministrativo, ma riconosciuta come legittima. I cittadini, assistiti dall’avvocato Urbano Barelli, avevano fatto ricorso contro il Comune di Marsciano, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria, Coop Centro Italia Soc. Cooperativa, rappresentata dall’avvocato Alarico Mariani Marini, Profim S.r.l.,difesa dall’avvocato Roberto Baldoni e Fornaci Briziarelli Marsciano S.p.A., rappresentata dall’avvocato Matteo Frenguelli, per l’annullamento della Deliberazione del Consiglio Comunale di Marsciano n. 4 del 28 febbraio 2015 avente ad oggetto “Autorizzazione apertura nuovo esercizio commerciale in variante al piano attuativo e alla parte operativa del piano regolatore generale in Marsciano Località Ammeto” e di tutti gli atti che ne erano derivati.

Secondo il comitato cittadino «la realizzazione di un polo commerciale in variante al piano regolatore generale» sarebbe stato approvato in violazione delle norme regionali, «non si sarebbe tenuto conto di talune finalità legate alla tutela dell’ambiente, dei centri storici e dei consumatori», non sarebbero stati considerati «taluni motivi di interesse generale legati alla salute, all’ambiente ed alla sicurezza stradale», non sarebbe stata consentita «la partecipazione di alcune associazioni ambientali» ai lavori di approvazione della delibera e mancherebbe la valutazione di impatto ambientale. Non sarebbe stato acquisito, infine, «il prescritto parere di regolarità tecnica da parte del responsabile del servizio interessato».

Secondo il Comune il comitato di cittadini non avrebbe avuto titolo a ricorrere e «sin dalla fine degli anni ’90 la predetta area avrebbe assunto, in forza di una serie di deliberazioni comunali, una simile vocazione edificatoria». La struttura è «da qualificarsi alla stregua di centro commerciale in quanto, oltre ad essere costituita da più esercizi che nel loro insieme configurano – quanto meno – una media struttura di vendita M3, è comunque caratterizzata dalla presenza di più servizi ed infrastrutture comuni tra cui un parcheggio, un punto informativo, luoghi di ristoro e di svago nonché un bancomat» e un parcheggio da 500 posti.

Secondo i giudici amministrativi l’iter del progetto, pur nella «diversità ontologica della conformazione urbanistica in origine prevista (4 lotti ad uso residenziale) rispetto a quella che ha successivamente formato oggetto prima di specifica variante (due edifici destinati ad uso commerciale, con ogni conseguenza anche in ordine ai rispettivi e differenti carichi urbanistici)», le relazioni tecniche «recano nel complesso puntuali analisi sui flussi di traffico, sui dati dell’inquinamento atmosferico ed acustico e sulle dinamiche concorrenziali» e la «compatibilità paesaggistica dell’intervento» è stata affrontata e rilasciata. Così come la valutazione di impatto ambientale.

Da qui la decisione del Tar di rigettare il ricorso del comitato e dare via libera al progetto del centro commerciale.

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