CARICAMENTO

Scrivi per cercare



Marcia per la Pace, da Perugia ad Assisi per dire basta alle guerre e all’indifferenza: in 50 mila sfilano tra canti e bandiere

EVIDENZA Perugia Cronaca e Attualità Assisi Extra Città

Marcia per la Pace, da Perugia ad Assisi per dire basta alle guerre e all’indifferenza: in 50 mila sfilano tra canti e bandiere

Redazione
Condividi

Un momento della Marcia della Pace

PERUGIA – Il grande fiume colorato è partito alle 9 in punto dai giardini del Frontone la ventiduesima Marcia per la Pace. Nonostante le condizioni climatiche avverse, sono stati in tanti a compiere a piedi i 24 km che separano il capoluogo umbro dalla città di San Francesco. Da Perugia ad Assisi, donne e uomini in cammino per dire basta all’indifferenza che avvolge la gran parte dei conflitti disseminati per la Terra. Alla Marcia hanno preso parte persone provenienti da 466 città italiane. Oltre 250 gli enti locali, tra comuni, regioni e province, che hanno dato il loro sostegno alla manifestazione. Tantissime le scuole, circa un centinaio, tra le quali anche quella di Amatrice. E poi, organizzazioni sindacali, movimenti, partiti. Tra i presenti, ovviamente, anche il sindaco di Perugia Romizi e quello di Assisi Proietti. Diversi parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e consiglieri comunali. Secondo le stime da parte dell’organizzazione, i partecipanti sono stati circa 50 mila. La Perugia-Assisi quest’anno è stata aperta dalla testimonianza della famiglia di Raffaella Presta, la giovane avvocatessa perugina che venne uccisa dal proprio marito nella loro casa di Perugia.

Vinci l’indifferenza“, questo lo slogan adottato dagli organizzatori. “Abbiamo deciso di riprenderlo e di stamparlo nello striscione che apre la marcia in modo che tutti possano risentire l’eco di quella invocazione”, ha affermato il coordinatore della Tavola della Pace, Flavio Lotti, durante la conferenza stampa di presentazione della Perugia-Assisi. “Bisogna fare i conti con le nostre responsabilità – ha continuato Lotti -, non possiamo continuare a chiudere gli occhi di fronte alle tragedie che stanno accadendo da vicino e da lontano a noi. Dobbiamo capire che ciascuno di noi ha la possibilità e quindi anche la responsabilità di fare pace: di fare pace tutti i giorni in tutti i campi. E ovviamente abbiamo poi, tutti insieme, la responsabilità di chiedere ai governi di fare quello che non hanno ancora fatto, vale a dire fermare le guerre, sradicare la miseria, gestire il fenomeno delle migrazioni in maniera intelligente, in maniera umanamente sostenibile; alleviare le sofferenze di tutti quelli che non ce la fanno, ricostruire una comunità in cui ci si prenda cura gli uni degli altri e dell’ambiente che ci circonda”.

LE ACLI: “BASTA MURI, SERVE COESIONE FRA I POPOLI”

Le parole del presidente Mattarella A poche ore dall’inizio della Perugia-Assisi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato agli organizzatori un messaggio: “Nel giorno della marcia Perugia-Assisi, che ripropone la centralità dei valori di pace e di fraternità – scrive il Capo dello Stato -, desidero rivolgere un caloroso saluto agli organizzatori e a tutti i partecipanti, in special modo ai giovani che esprimono la loro speranza di vedere cancellate le guerre, le violenze e le limitazioni dei diritti umani in ogni angolo del mondo. La pace è questione che non interpella solo i vertici delle Nazioni o ristrette classi dirigenti. I popoli subiscono le conseguenze delle guerre. È da loro che può venire una nuova stagione di cooperazione, di sviluppo sostenibile, di rispetto reciproco. Ai giovani, anzitutto, tocca far sentire la loro voce. Vi proponete di camminare insieme per trovare una via di pace. Verso un futuro migliore. Trovare questa strada è possibile. Fermare le guerre non è solo possibile ma, anzi, è un dovere della comunità internazionale. Tante vite spezzate, tante famiglie disperate e sconvolte, tanti bambini uccisi, anche in questi giorni, scuotono la nostra coscienza. Non ci si può rassegnare alla strage e alle violenze di Aleppo. Ognuno di noi deve chiedersi cosa può fare per fermare la morte. Ognuno di noi è chiamato a seminare la pace, a partire dalla propria comunità. Il mio augurio alla marcia Perugia-Assisi è che la vostra semina sia propizia, e che da domani tante persone avvertano ancor più come propria responsabilità il partecipare alla costruzione di un futuro di fraternità. Possiamo essere certi che la crescita di questo sentimento avrà anche un’influenza positiva su tutti i governanti”.

Il saluto della presidente Marini “Ancora una volta da Perugia parte la nostra marcia in nome di Aldo Capitini e di quel gruppo di intellettuali che vollero unire Perugia ad Assisi in nome di un impegno a difesa della e nella partecipazione popolare e anche oggi in un mondo dove sempre di più i rischi di guerra minacciano popoli e cittadini, pensiamo al nostro vicino Medio Oriente e della Siria e agli attacchi terroristici nel cuore non solo dell’Europa ma del resto del mondo ci impone un impegno concreto anche delle istituzioni territoriali e locali”. È quanto affermato dalla Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel corso del suo saluto alle migliaia di partecipanti alla Marcia della pace, che vede la presenza di migliaia di ‘marciatori'”. La presidente Marini ha voluto ricordare come “da sempre la Regione Umbria è al fianco della Marcia, ne condivide l’impegno, ne sostiene lo sforzo. Ma anche l’attenzione che quest’anno la Marcia ha voluto riservare ad ogni forma di violenza, dedicando uno spazio alle donne vittime di femminicidio, così come al drammatico fenomeno della migrazione di migliaia di persone che fuggono da aree di conflitti e povertà”. “Condivido quindi lo spirito di questa marcia che ci richiama tutti ad un impegno concreto e quotidiano, perché la costruzione della pace è una costruzione quotidiana che nasce dalla condivisione dei valori, che nasce dalla cultura, che nasce dall’impegno nelle scuole e nella società. Quindi benvenuti ancora una volta in Umbria, benvenuti a Perugia, benvenuti ad Assisi. Benvenuto a questo grande popolo della pace, che è fatto di associazioni di volontariato ma, soprattutto – ha concluso – di tanti cittadini che spontaneamente aderiscono”.

Frati di Assisi: “San Francesco faro della Marcia” La comunità del sacro Convento di Assisi auspica che “San Francesco sia un faro luminoso e un esempio concreto per tutti coloro che vogliono un mondo più giusto”. A dirlo all’Ansa è padre Enzo Fortunato che in vista della Marcia della pace invita “a condividere quella sete di pace” presente nell’iniziativa. “Lo facciamo anche in comunione con Papa Francesco – dice ancora padre Fortunato – che ci ricorda l’importanza di superare l’indifferenza e di abbattere i muri”. “Ad Assisi – annuncia il direttore della sala stampa del Sacro Convento – ci ritroveremo anche per dire sì al linguaggio della solidarietà condiviso nell’appello che la Federazione nazionale della stampa ha lanciato in questi giorni. E che firmeremo davanti alla sala stampa della Basilica. Perché – conclude padre Fortunato – la pace deve essere responsabilità e impegno di tutti”.

La presidente Boldrini “Nei giorni dell’orrore di Aleppo, nei giorni in cui il mondo – Europa compresa – assiste con distratta impotenza alla immane tragedia siriana, la vostra testimonianza di pace assume un valore ancora più grande. È un saluto e insieme un ringraziamento quello che invio ai partecipanti alla Perugia – Assisi”. Così la presidente della Camera Laura Boldrini nel messaggio inviato ai partecipanti alla marcia della pace Perugia-Assisi. In cammino “donne e uomini, giovani e meno giovani, in marcia contro la rassegnazione, il cinismo, l’indifferenza per ricordare alle istituzioni sovranazionali e nazionali, ai governi e ai parlamenti, che non si possono chiudere gli occhi sui troppi conflitti che insanguinano il pianeta e che concorrono a provocare le migrazioni forzate di decine di milioni di persone disperate”.

 

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere