mercoledì 1 Febbraio 2023 - 20:56
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Manovra del Governo, il 13 dicembre è sciopero generale in Umbria

  Cgil e Uil regionali dell'Umbria lo hanno annunciato incontrando i giornalisti a Perugia

PERUGIA – Uno sciopero generale regionale contro la manovra del Governo Meloni perché “va in controtendenza rispetto alle richieste fatte da sempre dai sindacati, peggiora le condizioni dei più poveri e dei precari e strizza l’occhio agli evasori fiscali”. Cgil e Uil regionali dell’Umbria lo hanno annunciato martedì incontrando i giornalisti a Perugia per illustrare ragioni e modalità di svolgimento della mobilitazione proclamata per martedì 13 dicembre: un’astensione dal lavoro di quattro ore (ma che in alcuni settori sarà estesa all’intera giornata) che sarà accompagnata da una manifestazione regionale, in piazza Italia a Perugia (ore 11), sotto il palazzo della Prefettura.

Alzare i salari

Alzare i salari e le pensioni ed abbattere l’evasione fiscale è quello che principalmente chiedono i due sindacati per far cambiare direzione alla manovra.  Ma tra le altre cose anche il taglio del cuneo fiscale, l’uscita flessibile a 62 anni, la detassazione delle tredicesime, degli aumenti contrattuali, e degli accordi di secondo livello. “Abbiamo deciso di dare una risposta immediata al provvedimento anche perché c’erano sul tavolo nostre precise richieste ma la manovra è già bollinata è pronta per il parlamento” ha affermato il segretario generale Cgil Umbria Vincenzo Sgalla.

Contro le richieste

Anche per il segretario generale Uil Umbria, Maurizio Molinari, la manovra “va contro a tutte le richieste fatte pure al governo Draghi, anche perché siamo coerenti con le nostre idee al di là dei colori politici dei governi”.  Lo sciopero, come ha poi ribadito ancora Sgalla, “è solo l’inizio di un conflitto lungo se la strada a quanto pare non è quella del salario minimo ma dell’aumento del voucher a 10mila euro e l’allargamento della platea dei prestatori”. Il segretario regionale della Cgil, parlando della manifestazione del 13 dicembre come rivolta anche contro l’azione del governo regionale della presidente Tesei, ha inoltre sottolineato che ad oggi “non sono sufficienti nemmeno le risposte della Regione Umbria in merito alla sanità con una vertenza ancora aperta”.

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