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Consiglio regionale, altro rinvio per legge contro l’omofobia

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Consiglio regionale, altro rinvio per legge contro l’omofobia

Redazione politica
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PERUGIA –  Un altro rinvio dal sapore di beffa. Nuovo stop alla legge regionale contro l’omofobia, giunta oggi nell’aula di palazzo Cesaroni dopo il nulla di fatto di due settimane fa. La decisione di rinviare alla seduta del 4 aprile la votazione della norma regionale, è stata comunicata direttamente dalla presidente del Consiglio regionale, Donatella Porzi, dopo la verifica del numero legale richiesta dalle opposizioni. Preso atto che al momento della verifica in aula erano presenti solamente 10 consiglieri, Porzi ha disposto il rinvio della seduta. E la politica regionale, torna a spaccarsi.

Marini La presidente della Regione, assente al momento della verifica insieme ai consiglieri Nevi, Casciari e Guasticchi (tutti giustificati, come si legge nel resoconto della seduta), aveva informato con largo anticipo la presidente del Consiglio regionale, che sarebbe stata presente non appena conclusi gli impegni a Roma per le questioni legate al sisma. “Nella mattina di martedì infatti, dalle ore 11 alle 13,20 – scrive in una nota la Giunta regionale -, la presidente Marini è stata impegnata in una riunione con il presidente del Consiglio dei ministri e i presidenti delle Regioni, per affrontare le tante problematiche post terremoto. La presidente Marini aveva comunque assicurato la sua presenza in Consiglio regionale nella seconda parte della giornata”.

La sfuriati di De Vincenzi

La sfuriati di De Vincenzi

Opposizione Il consigliere Sergio De Vincenzi, alla ripresa dei lavori, aveva ribadito la “illegittimità dell’iscrizione dell’atto all’ordine del giorno, in quanto non provvisto di norma finanziaria poiché il testo fa riferimento a risorse per l’anno 2016, ora non più disponibili”. La presidente Porzi ha risposto che gli uffici dell’Assemblea legislativa hanno rilasciato un parere tecnico sulla legittimità dell’iscrizione dell’atto, “resa possibile avendo attualizzato la norma finanziaria e avendola resa coerente con il bilancio attuale”. I consiglieri di opposizione hanno quindi espresso la loro contrarietà. La decisione ha fatto perdere le staffe al consigliere De Vincenzi, il quale, infervorato (protagonista di un siparietto caratterizzato da lancio di fogli in aria e ‘passeggiata minacciosa’ verso i banchi della Giunta) ha voluto denunciare come “si vuole calpestare l’istituzione con un tecnicismo inammissibile a norma di regolamento”.  Per Squarta (FdI) si tratta di una “forzatura inaccettabile che rischia di introdurre il principio che si possono approvare leggi anche senza la copertura finanziaria”. Per Liberati (M5s) “nonostante la posizione favorevole alla legge, se la maggioranza non ha i numeri non può certo contare sul nostro sostegno”.

Maggioranza Il relatore di maggioranza, Attilio Solinas, ha spiegato che la proposta di legge “si propone di affrontare le problematiche legate alle discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, e di indicare soluzioni concrete
mediante l’elaborazione di un programma di interventi volti al raggiungimento dell’uguaglianza delle persone a prescindere dal loro orientamento sessuale e dalla loro identità di genere. Anche sulla scia dei gravissimi episodi di omofobia e transfobia che si sono recentemente verificati, ormai è diventato indispensabile affrontare un problema che da tempo denunciano le associazioni rappresentative dei diversi orientamenti sessuali e delle diverse identità di genere”. “La proposta di legge – prosegue Solinas – è frutto di un lungo lavoro di confronto in sede di sottocommissione e successivamente in sede di commissione, ove sono stati esaminati e vagliati attentamente anche i numerosi contributi provenienti da parte dei soggetti coinvolti, talvolta portatori di interessi contrapposti, i quali comunque sono stati presi in considerazione e hanno trovato puntuale riscontro nel testo definitivo, elaborato secondo un equilibrato contemperamento, resosi peraltro necessario anche per migliorare le norme laddove le stesse si presentavano poco chiare e lacunose”.

La manifestazione di Omphalos

La manifestazione di Omphalos

Manifestazioni  Alle 14.30, come era previsto, è iniziato il sit-in di protesta di Omphalos davanti alla sede del Consiglio regionale. In tanti si sono dati appuntamento in piazza Italia e sventolando bandiere arcobaleno, hanno voluto manifestare la loro disapprovazione. Nel pomeriggio, i rappresentanti della comunità Lgtbi, hanno avuto un incontro con la presidente Porzi e il consigliere Leonelli. Questa mattina era stato invece un piccolo drappello di sostenitori del Popolo della Famiglia a sfilare lungo corso Vannucci per chiedere l’accantonamento della norma.

Porzi “La discussione della legge, che sta facendo il suo cammino da dieci anni, è iniziata. Sarà compito di tutti noi farla proseguire, riprendendo il dibattito consiliare a partire dalla relazione di minoranza, già dalla prossima seduta”. Così la presidente del Consiglio regionale a margine dell’incontro una delegazione delle associazioni Lgtb. “Sicuramente – spiega Porzi – l’Assemblea legislativa costituita da 20 consiglieri e i numerosi impegni istituzionali ai quali è chiamata la Giunta mettono in difficoltà lo svolgimento di un sereno e agevole calendario dei lavori di Palazzo Cesaroni. Per questo è opportuno un richiamo alla responsabilità di tutti, affinché l’Assemblea possa svolgere le proprie funzioni senza difficoltà. Quanto alla seduta odierna – prosegue la presidente – la discussione della legge è stata rimandata a causa della mancanza del numero legale dovuto ad assenze legate ad impegni istituzionali e che hanno tenuto lontana dall’aula la stessa presidente Marini, con le minoranze che hanno preferito uscire dall’aula piuttosto che consentire lo svolgimento della discussione”.

Cgil Un invito a non snaturare la legge era arrivato dal membro della segreteria regionale della Cgil, Barbara Mischianti: “La Cgil regionale – afferma – auspica l’approvazione del testo così come licenziato dalla commissione consiliare, visto che non sarebbe utile inserire il richiamo suggerito dal consigliere Smacchi attraverso il suo emendamento all’articolo 1. Auspichiamo che la politica ritrovi il coraggio di essere guida laica e disinteressata, soprattutto in tema di diritti, come ha saputo fare in passato con la formulazione di norme di civiltà che sono state e sono ancora alla base del nostro vivere quotidiano: dalla riforma del diritto di famiglia, alla legge 194 e alla legge Basaglia. Tutte norme realizzate in tempi politicamente molto più difficili dei nostri, ma in cui il faro era il bene comune nel lungo periodo, e non il perseguimento di obbiettivi minimi dal corto respiro”.

Vescovo di Assisi Dal vescovo di Assisi-Gualdo-Nocera, Domenico Sorrentino, arriva un appello alla politica affinché non metta in sordina il valore della famiglia tradizionale: “Quanti hanno a cuore i valori della convivenza ispirata a questi valori – scrive il presule in una nota -, non dimentichino che il tema della famiglia, nella sua verità naturale che fa di un uomo e una donna partners di vita stabile e generatrice di figli, non è una questione marginale. Ne va del presente e del futuro della società”. “L’obiettivo di scongiurare la discriminazione in base agli orientamenti sessuali dei singoli è plausibile – continua Sorrentino -. Ogni persona merita rispetto, accoglienza ed anzi, cristianamente, amore. Ciò non esime tuttavia dalla valutazione etica dei comportamenti oggettivi. Nessun bavaglio può essere messo ai pensieri e alle parole, tanto meno alla coscienza, e la democrazia senza dibattito è destinata a degenerare nel totalitarismo del pensiero unico.

Democrat “Sono stati impegni istituzionali a determinare la mancanza del numero legale in Aula quest’oggi per la discussione della legge anti omofobia, quello improvviso della presidente Marini a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Gentiloni e della consigliera Carla Casciari a Strasburgo”: lo affermano Gianfranco Chiacchieroni, capogruppo del Partito democratico a Palazzo Cesaroni, e Giacomo Leonelli, segretario e consigliere regionale Pd. “La legge per promuovere la cultura della non discriminazione delle persone sulla base del loro orientamento sessuale e della loro identità di genere, di cui siamo cofirmatari insieme al consigliere Solinas – proseguono Leonelli e Chiacchieroni –, una delle prime proposte che abbiamo avanzato in questa legislatura, ha comunque fatto un primo passo in Aula, proprio grazie allo svolgimento della relazione di maggioranza”. “Nella seduta convocata per il prossimo 4 aprile – concludono Chiacchieroni e Leonelli – contiamo di proseguire la discussione e di addivenire all’approvazione di questa importante legge che l’Umbria attende da anni, per favorire e supportare una coscienza collettiva che rifiuti l’omofobia, agendo lungo le fondamentali linee dell’istruzione, dalla formazione professionale e dell’integrazione sociale”.

Lega “Quanto accaduto oggi conferma le difficoltà della Marini nel tenere insieme le anime del suo partito”, scrivono in un comunicato gli esponenti leghisti Mancini e Fiorini. “L’atto – continuano -, oltre che irricevibile nell’attuale formulazione, era e resta impresentabile poiché la procedura adottata per la sua iscrizione all’ordine del giorno in aula, è in netto contrasto con quanto previsto dal regolamento assembleare”.  Per i leghisti “la maggioranza utilizzerà il tempo a disposizione per cercare di trovare ‘contropartite’ dietro le quali nascondere gli innumerevoli mal di pancia che sono già emersi nel corso dei dibattiti in Commissione e che si sono materializzati in numerosi emendamenti presentati da esponenti della stessa maggioranza. Qualunque sia l’esito del percorso normativo, l’incompatibilità sostanziale ormai evidente delle varie anime del Pd, ricade sulla testa dei cittadini umbri con politiche inconcludenti e scelte errate”.

Casciari La consigliera Casciari spiega la ragione per cui non era presente stamani in aula, dovuta al suo “impegno nel Congresso dei poteri locali e regionali, riunito a Strasburgo”, e annuncia che nella prossima seduta “sarò presente per sostenere la legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale”.

De Vincenzi e Ricci Per il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) “il Pd e la Giunta regionale hanno dato ampia dimostrazione di disarmante inadeguatezza politica che sta conducendo, oramai, ad una deriva amministrativa arrogante”. Per De Vincenzi “il tentativo   è stato quello di piegare le regole democratiche a favore dei diritti di una minoranza ‘di opinione’, con modalità di azione tipiche di un regime dittatoriale”. Il consigliere regionale Claudio Ricci spiega così la sua posizione: “Sono per la famiglia tradizionale e voterò no alla legge in quanto, pur in presenza di misure tese a salvaguardare i diritti delle persone e ogni discriminazione, emerge (in particolare sul piano educativo e culturale) una prevalente prospettiva omosessuale, che sfiora aspetti di proselitismo”.

M5S Sulla questione, intervengono anche i pentastellati Carbonari e Liberati: “In Aula mancava il numero legale – rimarcano i consiglieri di M5s -, poiché i membri di maggioranza erano solo 10 su 13: come non di rado già avvenuto, nemmeno il minimo sindacale per far funzionare l’Assemblea”. Per Liberati e Carbonari “se la presidente Marini avesse delegato un membro esterno della Giunta (non computato ai fini del numero legale) avrebbe consentito, con la sua presenza, la discussione della legge”.

Mdp In una nota della segreteria regionale, il Movimento democratico e progressista richiamo Pd e M5s “alle proprie responsabilità politiche, sociali e legislative, chiedendo che la legge venga discussa nella seduta del 4 aprile, senza ulteriori rinvii tattici miranti a mascherare problemi interni che non hanno nulla a che vedere con i diritti delle persone che si intendono tutelare.  Riteniamo – concludono da Mdp – che proscrastinare oltre la discussione, costituisca un dovere per combattere ogni forma di odio e discriminazione, nella consapevolezza che rinviare ulteriormente l’esame del provvedimento costituirebbe un’inaccettabile presa in giro”.

Rifondazione Parla di “fiera dell’ipocrisia” il segretario regionale di Rifondazione comunista, Oscar Monaco, che punta il dito contro “il monocolore del Partito democratico” e tira le orecchie anche alle opposizioni: “Una pausa forzata che rischia di far rimanere l’Umbria ancora senza una legge contro l’omofobia – scrive Monaco -, mistificando la storia di una regione laica e attenta alla salvaguardia dei diritti, del lavoro, sociali e individuali. Una situazione inaccettabile. Esprimiamo pieno sostegno all’associazione Omphalos ed all’intera comunità Lgbtqi, unendoci a loro per ribadire il nostro impegno per una battaglia di civiltà rispetto alla quale non si può più attendere, raccogliendo l’espressione unanime del nostro recentissimo congresso provinciale”.

(Servizio in aggiornamento)