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L’Umbria verso le elezioni amministrative, un test-verità per le coalizioni in vista della partitissima delle Regionali

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L’Umbria verso le elezioni amministrative, un test-verità per le coalizioni in vista della partitissima delle Regionali

Pinocchio
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Un seggio elettorale in Umbria

PERUGIA – Tenete a mente, i campi di battaglia del dieci giugno: Terni, Passignano sul Trasimeno, Monte Santa Maria Tiberina, Corciano, Cannara, Trevi, Umbertide e Spoleto. Gli statistici ci dicono che in ballo c’è il voto di 155.921 umbri e che gli eventuali ballottaggi, previsto per i soli Comuni con più di 15 mila abitanti, si svolgeranno il 24 giugno. La sostanza politica, ve la diciamo in breve: il Pd cercherà, dopo l’alta marea delle elezioni politiche, di conservare alcuni avamposti o comunque di ridurre al minimo i danni già molto elevati (una intera classe dirigente è stata spazzata via dal voto, inutile girarci intorno) mentre centrodestra e M5S capiranno se hanno benzina nel motore per arrivare fra due anni alle elezioni regionali, avendo armi e voti a sufficienza per tentare l’assalto al Palazzo d’Inverno della politica nostrana: palazzo Donini. Perché, ricordatevi, ogni decimale che uscirà da queste Amministrative sarà valutato con la mente rivolta allo scontro che andrà in scena alle Regionali. La vera posta in palio è questa: e tutti lo sanno. Chi non è consapevole, faccia un altro mestiere. Ma andiamo con ordine, torneremo più avanti sull’argomento, e vediamo cosa è successo nei vari campi di scontro.

Spoleto L’attuale vicesindaco Maria Elena Bececco appoggiata da due liste civiche Spoleto popolare e Alleanza civica, il magistrato della Cassazione Umberto De Augustinis appoggiato da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Rinnovamento e la sua lista Laboratorio Spoleto. A chiudere l’attuale assessore alla Cultura Camilla Laureti in corsa con tre liste e soprattutto appoggiato dal Partito democratico. A chiudere il candidato a sindaco di Rifondazione comunista Maura Coltorti, sostenuta da Sinistra per Spoleto. Questo il quadro. Due, ordini di ragionamento ci sono da fare. Nella città dei Due Mondi, storicamente sensibile al vento di centrodestra tanto più dopo la morte del sindaco Cardarelli che ha governato con lungimiranza, la palma dei pasticcioni autolesionisti va a pari merito a Pd e M5S. Il Pd è riuscito grazie a una minoranza del partito senza capo ne coda a picconare fino all’ultimo la candidatura di Laureti che non è certo una Merkel ma di meglio non si aveva. Picconate in nome di cosa? Valutazioni risibili più fatte con il fegato che non con la materia grigia e in politica questo si paga. Da qui la geniale idea di fare qualche pastrocchio-accordicchio con la  lista dei socialisti di Enzo Alleori e il gruppo di Maurizio Hanke. Siamo al piccolissimo cabotaggio. La soluzione? Il partito non dovrebbe essere commissariato ma chiuso, fino a rinascimento generale. Sembra una battuta ma non lo è. E che dire dei  pentastellati che in un colpo solo mandano a casa il loro candidato a sindaco Tommaso Biondi e si suicidano in diretta nel silenzio generale dei suoi vertici umbri? non servono parole perché non bastano. Casaleggio e delirio.

Terni Mariano De Persio del Partito Comunista; Potere al popolo e Rifondazione che sorreggono Emiliano Camuzzi, Liberi e Uguali e Terni valley che vanno a nozze con la lista ‘Senso civico’ e giocano la carta del simpatico Alessandro Gentiletti. Il Pd alla fine sceglie Paolo Angeletti, mentre Andrea Rosati corre con ‘Prima Terni’. I pentastellati qui non si suicidano e si arroccano sull’appassionato Thomas De Luca. Tutto il centrodestra si mette, invece, dietro all’avvocato Leonardo Latini, mentre Piergiorgio Bonomi alza il vessillo di Casapound. Morale? I noti giochini di sponda di marca forzista vengono scompaginati dalla Lega che a brutto muso impone Latini: dal deputato Nevi a scendere si sorride ma con il boccone amaro. La corsa a partecipare ma non a vincere che molte volte a contraddistinto il centrodestra da queste parti, questa volta sembra essere ribaltata. Nel Pd, siamo alle solite con un carico di personalismo da far rabbrividire. Dopo la disfatta della Giunta Di Girolamo ci si doveva ritirare sui monti Sibillini a riflettere e invece il gioco del cerino è ripreso come nulla fosse. Il partito non è in mano a nessuno ma un po’ a tutti. Ci sono le piccole vendette dei Brega e Rossi e le reazioni di Paparelli, il resto è commedia dell’arte. Come sempre tutti bravi sulla tattica ma rimandati sulla strategia: i democrat ternani sono capaci di litigare anche sulle macerie. Da Oscar. De Luca ha iniziato, invece, una campagna elettorale molto accorta e senza mostrare troppo il petto e la spada fiammeggiante: potrebbe risultare la ricetta vincente.

Umbertide Paola Avorio per il Pd (sostenuta anche da Psi e dalla civica Progetto Umbertide), Mauro Alunni per Liberi e Uguali, Gianni Codovini per Umbertide cambia, Giampaolo Conti per il M5S , Luca Carizia per il fronte del centrodestra e poi l’ex sindaco Marco Locchi con la lista ‘Umbertide partecipa’. Sintesi: il vittimismo del sindaco uscente Locchi, che nella caduta dell’Amministrazione ci ha messo molto del suo, gioca più contro il Pd che a suo nome, mentre il centrosinistra si divide con Liberi e Uguali che sceglie la corsa solitaria e probabilmente l’irrilevanza. Se i generali democrat, a partire da Giampiero Giulietti, hanno lavorato di fino sulle alleanze ricucendo vecchie dispute lo si vedrà dal risultato: certo è che se anche la Stalingrado dell’Umbria cade in mano nemiche siamo alla fine non di un mondo ma di due.

Corciano Il sindaco uscente Christian Betti del Pd sostenuto da cinque liste, Franco Testi a rappresentare il centrodestra, Chiara Fioroni per i pentastellati, il Prc con l’ex assessore della giunta Ginetti Daniele Vento e Sara Carmeli della civica Uniti per Corciano. Da queste parti, al di là dei proclami, la partita la può perdere solo Betti commettendo errori o svariati in campagna elettorale: per il resto il giudizio sul suo operatore resta più che positivo. Ma di questi tempi nulla è scontato.

Passignano A Passignano, il sindaco uscente Ermanno Rossi ha deciso di non candidarsi e qui la sfida è tra il giovane dirigente Pd Sandro Pasquali, consigliere comunale, e l’assessore uscente Alessandro Moio, entrambi sostenuti da due civiche. Sfida tra una generazione nuova di centrodestra e centrosinistra: Pasquali sembra avere qualche chance in più, ma il centrodestra di Passignano sta mobilitando tutte le sue energie: il fresco senatore della Lega Luca Brizziarelli fa campagna porta a porta e lavora ventre a terra.

Trevi A Trevi, in campo, c’è il sindaco uscente di centrosinitra Bernardino Sperandio, Franco Todini, ex segretario generale del consiglio regionale nonché ex candidato sindaco a Terni nel 2014 e Antonella Manicomi del MSS. Se la politica ha una logica dovrebbe essere riconfermato Sperandio.

Cannara e il Monte A Cannara  l’ex sindaco Fabrizio Gareggia, civico,  sostenuto  sostenuto da una lista di centrodestra se la dovrà vedere con Biagio Properzi del centrosinistra, Pd compreso. In campo anche Fabio Ortolani sostenuto dalla civica Siamo Cannara

Monte Santa Maria Tiberina Qui c’è la giovane e preparata sindaca uscente, Letizia Michielini, che ha rinnovato la sua squadra di candidati consiglieri dovrà vedersela con il centrodestra che sostiene Dario Maestri. Michelini parte in pole.

Sintesi e valutazioni Partiamo dal Pd umbro, su cui ancora oggi molti tra dirigenti e commentatori fanno fatica a dire una parola chiara: le elezioni politiche di marzo hanno azzerato una intera classe dirigente, quella che nel bene e nel male è stata protagonista degli ultimi quindici anni, lasciando sul campo veleni, ripicche ma poche idee sul come ricostruire dalle fondamenta. Le iniziative, volenterose, di alcuni sindaci sanno tanto di cose già viste con parole d’ordine già sperimentate. Gli umbri hanno detto chiaramente che è un problema di idee ma soprattutto di facce.

Quando fra due anni la presidente Marini uscirà da palazzo Donini il centrosinistra rischia la schiantarsi nuovamente e finire nell’irrilevanza: o ci si prepara o si salta. Quello che è stato fatto fino ad oggi, non vale e non conta più, serve inventarsi qualcosa di nuovo e soprattutto avere il coraggio di puntare su visi nuovi. Anna Ascani può essere una risorsa ma da sola non basta. Tutto da inventare e ricostruire. Molto dipenderà anche da come si andrà ricomponendo il caos che anima il partito a livello nazionale.

Sul versante di centrodestra, siamo probabilmente al primo vero calcio di rigore: se la partita viene giocata con astuzia e lungimiranza in Umbria si potrà verificare un vero e proprio ribaltamento: è vero che le elezioni politiche non sono quelle di carattere amministrativo ma il vento è davvero forte e lo stesso discorso vale per il M5S. Per entrambi ora serve una classe dirigente all’altezza del momento favorevole. Certi treni passano una volta, poi è troppo tardi. Risultati alla mano si potrà ragionare ancora meglio, ma la strategia non può che essere questa.

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