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L’Umbria vara la sua Agenzia della mobilità: la Regione stima un risparmio di 9milioni l’anno

L’assessore ai Trasporti annuncia il nuovo corso cambiamenti su minimetrò Perugia e impegno su metropolitana Terni

PERUGIA – “Il varo dell’Agenzia per la Mobilità ed il trasferimento alla stessa del primo contratto del ferro fra Regione e Trenitalia di circa 9 milioni l’anno, con un risparmio immediato di circa il 10% dell’Iva pari a circa 900 mila euro l’anno, è ormai realtà”. L’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti Enrico Melasecche parla di “risultato storico per l’Umbria. E’ la prima tappa di un percorso che vedrà nei prossimi mesi trasferire tutti gli altri contratti del ferro e della gomma – aggiunge l’assessore -, con un risparmio complessivo per le casse regionali di circa 9 milioni annui su un Fondo nazionale trasporti di circa 100 milioni”.

Danni non indifferenti

Melasecche sottolinea nuovamente come sia “evidente a tutti che la politica dei trasporti degli ultimi lustri ha prodotto danni non indifferenti, con aumento dei costi, culminati con la cessione all’esterno del ramo d’azienda della gomma, cui è seguita la chiusura della Ferrovia centrale umbra, la cessione poi della gestione di questa infrastruttura a Rfi. Il tutto in contemporanea con la gestione particolarmente delicata di Umbria Mobilità che ha visto la Regione, con una quota del 27,78% farsi carico di ricondurre a efficienza la bad company del vecchio sistema dei trasporti, unitamente con gli altri soci, Comune e Provincia di Perugia, rispettivamente con il 21,855 e il 20,712%, il Comune di Spoleto con il 4,53% e la liquidata Atc”.

Liberare risorse

L’assessore Melasecche si complimenta anche con l’attuale struttura burocratica, anche in questo caso, puntualizzando su chi ha preceduto: “Una struttura che è riuscita ad assecondare egregiamente il ricambio politico con quello indispensabile di mentalità volta al recupero dei ritardi, in assoluta efficienza, superando molto bene vicende giudiziarie che hanno lasciato fra i dipendenti solo ricordi non piacevoli mentre vi sono posizioni ancora da chiarire per alcuni amministratori ed alti dirigenti. Prosegue la necessaria ricostruzione dei fatti contabili degli ultimi dieci anni, la cui rendicontazione continua nei confronti del Ministero Infrastrutture e del Mef per liberare finanziamenti indispensabili e proseguire i cantieri che abbiamo riattivato sulla tratta Sant’Anna-Ponte San Giovanni e su quella in esercizio di Città di Castello-P.S.Giovanni”.

Le due metropolitane

Per quanto riguarda il minierò Melasecche sottolinea come  “rimangono aspetti ancora da approfondire rispetto alla realizzazione della Cesi-Terni rimasta al palo rispetto alla gemella di Perugia e che dovrà essere ridefinita nel progetto, nelle spese effettuate nel ventennio scorso, nei contenziosi, ma soprattutto nella funzionalità completa da recuperare quale “trasporto rapido di massa” da parte del Comune di Terni, come avvenuto con il progetto Brt di Perugia”.

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