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Ludopatia, stessi limiti per sale da gioco e sale scommesse: ok del Consiglio

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Ludopatia, stessi limiti per sale da gioco e sale scommesse: ok del Consiglio

Redazione
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Una sala slot

PERUGIA – Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato a maggioranza, con 15 voti favorevoli e 3 astenuti (Movimento 5 Stelle e Forza Italia) la proposta di modifica della legge regionale “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”, di iniziativa della consigliera del Partito democratico, Carla Casciari.

Le nuove regole La proposta di legge intende “fornire alle amministrazioni locali ulteriori strumenti per fronteggiare con tempestività e certezza i rischi provenienti dal proliferare anche sul territorio regionale di luoghi dediti ad attività riconducibili al gioco d’azzardo, mirando a introdurre l’equiparazione tra le sale da gioco e le sale scommesse, sottoponendo anche queste ultime ai limiti previsti relativamente alla distanza da punti sensibili come scuole, centri di aggregazione giovanili e luoghi di culto”. La proposta prevede analogamente il coinvolgimento dei gestori delle sale scommesse nei percorsi di formazione obbligatoria per le sale da gioco e introduce la diffusione di materiale informativo sul rischio del gioco patologico anche nelle sale scommesse.

La soddisfazione di Casciari “Sono molto soddisfatta dell’approvazione delle modifiche alla legge regionale riguardante le ‘Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico’ da me proposte”. Così la consigliera Casciari a margine della seduta odierna dell’Assemblea legislativa. “È il frutto di un approfondimento – spiega – sulla recente giurisprudenza in materia e della raccolta delle preoccupazioni degli Enti locali, dei rappresentanti della società civile e delle associazioni del territorio, in particolar modo del Perugino. Ho ritenuto necessario armonizzare il testo normativo regionale vigente (legge ’21/2014′), estendendo l’ambito di applicazione delle limitazioni anche alle sale scommesse, equiparandole così alle sale da gioco per quanto attiene in particolare il rispetto delle distanze dai luoghi cosiddetti sensibili (minimo 500 metri da scuole, strutture socio sanitarie, luoghi di culto, centri socio ricreativi e sportivi e centri di aggregazione) introducendo la formazione obbligatoria anche per i gestori delle sale scommesse, l’obbligo di pubblicizzare il materiale relativo ai rischi collegati al gioco oltre che dei servizi di assistenza socio sanitaria per il giocatore patologico”. “Una sentenza del Consiglio di Stato del dicembre 2016 – continua Casciari – ha parificato, infatti, l’attività di gestione delle scommesse lecite su competizioni ippiche o sportive o su eventi non sportivi, previste dall’articolo 88 del Testo unico di pubblica sicurezza, a quelle delle sale da gioco. La sentenza ha così riconosciuto che le Regioni e gli Enti locali possono regolamentare anche le attività delle sale scommesse per tutelare la sanità pubblica così come sancito dall’articolo dalla Costituzione e ribadito dal cosiddetto decreto Balduzzi del 2012”. “Sebbene in Umbria ci siano 358 sale e 1368 esercizi con new slot, per un totale di 9561 apparecchi, – rimarca Carla Casciari – sono presenti anche 139 sale scommesse e la raccolta lorda da gioco d’azzardo nella nostra regione vale 1miliardo e 29milioni di euro l’anno, secondo quanto riportato dai dati relativi al 2015 forniti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. In attesa che si compia entro aprile 2018 quanto previsto nella legge di stabilità 2016 del Governo – conclude Casciari -, ovvero un taglio del 34 per cento sul numero degli apparecchi, e che l’intesa tra Governo e Regioni fornisca una riforma complessiva del settore, l’Umbria si conferma attenta a questa emergenza socio-sanitaria”.

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