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Lotta alla mafia, i magistrati Ayala e Cardella ne parlano con 200 studenti

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Lotta alla mafia, i magistrati Ayala e Cardella ne parlano con 200 studenti

Redazione
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PERUGIA – “La strategia messa in atto per uccidere Giovanni Falcone è frutto di una intelligenza sopraffina, che va oltre la mano che ha fatto esplodere l’esplosivo. Non fu solo la mafia. Mi auguro di poter assistere al momento in cui sarà fatta chiarezza, ma non so se ce la farò per motivi anagrafici”: è uno dei passaggi più forti del racconto sull’esperienza del pool antimafia che il magistrato Giuseppe Ayala, vicepresidente della Fondazione Falcone, ha fatto stamani agli studenti di alcune scuole superiori che hanno gremito l’Aula di Palazzo Cesaroni per l’incontro sulla legalità promosso e organizzato dalla Presidenza dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, cui hanno preso parte anche il Procuratore generale della Corte d’Appello di Perugia Fausto Cardella, la presidente dell’Assemblea legislativa Donatella Porzi, il presidente della Commissione d’inchiesta “Analisi e studi su criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose, tossicodipendenza, sicurezza e qualità della vita”, Giacomo Leonelli, e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Marco Squarta.

Ayala “Falcone e Borsellino sarebbero orgogliosi della presenza della commissione antimafia in Umbria – ha detto Ayala -. Con il pool antimafia volevamo restituire dignità allo Stato e alla gente per bene, che aspettava che lo Stato facesse capire che c’era. In Italia il problema più grande è il tasso di illegalità. Le organizzazioni criminali si sono infiltrate nel nord del Paese e non lo hanno fatto col tritolo ma hanno trovato porte aperte”.

Cardella “Difendere la legalità si fa parlandone – ha aggiunto il procuratore Cardella – convincendo le persone che è bello e utile rispettarsi. Queste iniziative sono in questo segno. Devo dare atto alla presidente Porzi che è una che mantiene le promesse, si è molto adoperata per questo tipi di eventi”.

Porzi “La libertà del sapere è una cosa meravigliosa – ha affermato la presidente del Consiglio regionale -. Quella di oggi è una grande esperienza per la nostra Assemblea, protagonista in questi anni di incontri che vogliono promuovere la cultura della legalità, che ci deve accompagnare in tutti i ruoli che potremmo ricoprire. La storia italiana recente – ha proseguito Porzi – è contraddistinta da personaggi, anche come il dottor Ayala, che hanno sacrificato la propria vita, anche privata, non risparmiandosi e pensando di dover servire lo Stato e rendere un servizio alla comunità intera, in un momento in cui non c’era neanche un grande appoggio da parte delle istituzioni”.

Leonelli “Il senso delle istituzioni, l’educazione alla cittadinanza e la voglia di partecipare in maniera attiva alla costruzione della società del domani, nel solco della legalità – ha evidenziato il presidente della Commissione regionale antimafia -, sono i valori alla base dell’iniziativa che ci vede coinvolti oggi con i magistrati Giuseppe Ayala e Fausto Cardella. L’esperienza del Pool Antimafia, raccontata da due protagonisti diretti di quella pagina fondamentale nella storia del contrasto ai fenomeni mafiosi nel nostro Paese deve far capire agli studenti che la cultura della legalità e la determinazione nel combattere la malavita organizzata garantiscono gli elementi sani della società dal pericolo rappresentato dalle infiltrazioni mafiose”.