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Perugia, omicidio di via Oberdan: il gip convalida il fermo di Renate Kette

Politica

Perugia, omicidio di via Oberdan: il gip convalida il fermo di Renate Kette

Pierpaolo Burattini
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PERUGIA – Una parola di troppo ha fatto scattare la furia omicida. Questa in sostanza la ricostruzione fatta da Renate Kette, 53enne albanese, che davanti al gip Lidia Brutti ha spiegato l’assassinio di venerdì mattina nell’appartamento  di via Oberdan. Al gip Brutti la donna avrebbe detto che Danielle Chatelain gli si sarebbe rivolta dicendogli: “Sei una delinquente, vattene da casa mia”. A questo punto la donna infuriata avrebbe sbattuto tre volte la faccia della vittima contro i gradini. Secondo il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini che coordina le indagini della polizia il delitto è stato particolarmente efferato per via delle sofferenze subìte dalla 72enne prima di morire. Il giudice per le indagini preliminari si è riservato la decisione sulla convalida del fermo.I particolari sulla dinamica dell’aggressione arriveranno dall’autopsia di cui si occuperà mercoledì il medico legale Sergio Scalise Pantuso.

Secondo il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini che coordina le indagini della polizia il delitto è stato molto brutale per via delle sofferenze subite dalla vittima prima di morire. Danielle ha perso molto sangue durante l’aggressione che sarebbe stata innescata – stando alla ricostruzione degli investigatori – dalla volontà dell’anziana di non ospitare più quella donna in casa sua. Dopo l’omicidio Renate Kette è andata in bagno a lavarsi le mani. I particolari sulla dinamica dell’aggressione arriveranno dall’autopsia di cui si occuperà mercoledì il medico legale Sergio Scalise Pantuso.Renate – spiega il suo avvocato Saschia Soli – ha riconosciuto le sue colpe. Ha raccontato della lite e della spinta ma ha diversi vuoti di memoria. Durante l’interrogatorio ha pianto molto. “Renate – ha dichiarato l’avvocato della donna albanese, Sarchia Soli – ha riconosciuto le sue colpe. Ha raccontato della lite e della spinta ma ha diversi vuoti di memoria. Durante l’interrogatorio ha pianto molto”. In serata il gip ha convalidato il fermo della cinquantatreenne accusata di avere ucciso l’anziana. Il giudice ha anche disposto per la donna la custodia cautelare in carcere.
Il gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza emersi nelle indagini condotte dalla polizia. Omicidio volontario aggravato da sevizie, crudeltà e minorata difesa (per l’età della vittima) il reato contestato. A chi l’ha vista Renate Ketteè apparsa particolarmente provata e ha pianto per tutto l’interrogatorio.