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Leolandia Umbria slitta per colpa del Covid: “Noi contiamo di inaugurarlo entro il 2023”

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Leolandia Umbria slitta per colpa del Covid: “Noi contiamo di inaugurarlo entro il 2023”

Redazione economia
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Un parco di Leolandia
Un parco di Leolandia

NARNI – Un piccolo stop, ma solo un rinvio. Leolandia Umbria, progetto che ha già ricevuto il finanziamento statale, slitterà di un anno. Giuseppe Ira, presidente di Leolandia Holding lo dice al mediapress Cuore Economico. Colpa del Covid-19, che ha messo in difficoltà la struttura principale, quella di Capriate San Gervasio, nel bergamasco.

“Quella struttura – dice Ira – non è stata finanziata con il decreto liquidità, non avendo avuto nessun tipo di aiuto finanziario né economico, adesso è un po’ nell’incertezza, anche per via della situazione del comparto turistico. La necessità di metterla in sicurezza fa slittare tutto il resto, ma il progetto è solo rinviato”.

Il finanziamento. I soldi erano arrivati dallo Stato lo scorso febbraio: 24 milioni di euro di agevolazioni complessive attraverso il contratto di sviluppo, con Invitalia – l’agenzia nazionale di sviluppo di proprietà del Ministero dell’Economia – che concederà 6,7 milioni a fondo perduto più altri 16,9 sotto forma di finanziamento agevolato, oltre ad un sostegno da parte della Regione Umbria: “Ci sono da mettere ancora 8-9 milioni – sottolinea Ira – ma è chiaro che i soci attendono una mossa da parte nostra”.

Partenza falsa. Ira, nella lunga intervista sottolinea come sul ritardo incida la questione degli aiuti post-Covid: “Se i finanziamenti promessi post-Covid fossero arrivati subito, se quei 400 miliardi che erano stati annunciati lo scorso 11 aprile fossero già arrivati alle imprese la scorsa primavera, queste avrebbero potuto pagare i fornitori, i dipendenti e gli oneri fiscali e si sarebbero rimesse in moto prima. Allora, il progetto sarebbe già potuto partire. Sulla liquidità alle aziende, secondo me si è andati su una strada sbagliata, perché se dai alle banche facoltà di scegliere, sperando nel loro buon cuore,esse tenderanno sempre a finanziare le aziende che hanno indicatori positivi nella ripartenza. Chi opera in un settore come il nostro, legato al turismo, è in sofferenza e non troverà appoggio dalle banche, così come le piccole e medie imprese che hanno bisogno di liquidità. Bisognava rendere obbligatori e non facoltativi gli aiuti alle aziende”.

Il progetto. Leolandia, sulla quale il Comune di Narni ha scommesso, può essere un enorme motore per il rilancio del territorio narnese e ternano in generale. Lungo i 65 mila metri quadrati sorgeranno cinque aree tematiche care al territorio umbro, che ne esalteranno i valori e le potenzialità, con 24 attrazioni adatte a tutte le età, un teatro ed una struttura ricettiva, sviluppando un potenziale di 250-300 posti di lavoro fra personale diretto del parco ed indotto:Non resta dunque che attendere la partenza dei lavori nel 2021. Ma guardando lontano c’è già una prospettiva per il taglio del nastro: Se tutto va bene – conclude Ira – contiamo di inaugurarlo nella primavera del 2023”.

 

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