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L’economia umbra vede l’uscita dal tunnel: segno più per produzione, fatturato e ordinativi

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L’economia umbra vede l’uscita dal tunnel: segno più per produzione, fatturato e ordinativi

Redazione economia
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Un operaio di un'azienda metalmeccanica

PERUGIA – Chiude in positivo il 2017 per l’economia regionale. L’indagine di Unioncamere Umbria realizzata su un campione di 261 aziende operanti nel settore del manifatturiero e 158 imprese della piccola e grande distribuzione del commercio restituisce risultati buoni per un quarto trimestre che indica segnali di ripresa “inequivocabili, ben diversi dalle incertezze dei trimestri precedenti”. Segno più per produzione, fatturato, ordinativi, occupazione sia a livello tendenziale che congiunturale: unico neo con -2,3% gli ordinativi esteri nel confronto con il trimestre precedente.

Strada giusta “I risultati di questo ultimo trimestre – commenta il segretario generale di Unioncamere Giuliana Piandoro – sembrano dimostrare che la strada intrapresa è quella giusta e che, forse, ci stiamo pian piano lasciando alle spalle il periodo peggiore. Ci si augura che il manifatturiero mantenga questa congiuntura positiva nel tempo e che gradualmente possa migliorare anche la situazione del commercio che sembra ancora faticare, nonostante alcuni segnali di ripresa. E’ su queste basi e con questi presupposti che è necessario puntare e diffondere ancora di più il Piano Impresa 4.0 con le agevolazioni e le opportunità di finanziamenti a disposizione delle imprese. Finanziamenti, però, che non risultano ancora molto utilizzati dalle imprese nella nostra regione. L’indagine ci restituisce uno scenario di imprese che investono poco e nell’ultimo anno sembrano aver investito ancora meno, dobbiamo capire il perché e intervenire anche con gli strumenti che il Governo ha affidato alla gestione delle Camere di commercio”.

I numeri Per il manifatturiero la produzione segna in totale un +4% rispetto al trimestre precedente (nel terzo 2017 il valore era stato -0,8%), con valori positivi per tutti i settori, eccezion fatta per le Industrie Chimiche che segnano -2,4%. Dati positivi sia a livello congiunturale che tendenziale per quasi tutti i settori eccettuato quello del Legno nel confronto tendenziale e la Chimica (sia in rapporto al trimestre precedente che al trimestre dell’anno precedente). Variazioni positive per tutte le classi dimensionali sia a livello tendenziale che congiunturale con buoni valori anche per le imprese artigiane. Variazione positiva per il fatturato totale sia nel confronto con il trimestre precedente, con un +4,7% (nel III trimestre 2017 il valore si fermava ad +0,3%) sia nel raffronto con l’ultimo trimestre del 2016, con +4,8% (in linea stavolta con il +4,9% registrato nel trimestre scorso).

Confronti Anche qui positivi tutti i settori in entrambi i confronti eccezion fatta per l’Industria del Legno che segna un -3% nel confronto con il IV trimestre del 2016. Bene tutte le fasce dimensionali con le “piccole”, fino a 9 addetti, che segnano un +5,4 nel confronto con il trimestre precedente e un +2,1% sul IV trimestre 2016; le “medie”, da 10 a 49 addetti con +5,9% nel confronto congiunturale e +6,4 in quello tendenziale e infine le “grandi”, oltre i 50 addetti, con i valori di +3,4% e + 5,1% rispettivamente sul trimestre precedente e sull’ultimo del 2016.

Fatturato Il fatturato interno è positivo sia rispetto al trimestre precedente, con un +5,6%, che rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno con un +5,2%. Nel confronto congiunturale bene tutti i settori e in particolar modo le Industrie Meccaniche, le Elettriche e dei Metalli con rispettivamente +9,4%, +9,1% e +8,6%. Anche a livello dimensionale si va da un +5,9% delle “medie” ad un +5,1% delle “piccole” passando da un +5,8 delle “grandi”. Rispetto al quarto trimestre del 2016 ha segno negativo solo il “Legno” con un -6,6% mentre sono positivi tutti i restanti settori con le Industrie dei Metalli che segnano un +11,3%.

Addetti Bene tutte le fasce di addetti con il valore più basso segnato dalle “piccole” con un +2% e un incoraggiante segno “+” anche per le “artigiane”. Il fatturato estero rispetto al trimestre precedente segna un +1,8% con le sole Industrie Chimiche in difficoltà (-2,4%); positivi tutti i settori e tutte le classi dimensionali con un +7,2% delle artigiane. Rispetto al trimestre dell’anno precedente la variazione totale è del +2,6% con le sole Industrie Alimentari e Chimiche in negativo (rispettivamente -3% e -0,2%), tra i restanti settori, tutti positivi da evidenziare il +8,5% delle Industrie del Legno. Positivi tutte le classi dimensionali mentre le artigiane segnano un -1%.

Ordinativi Gli ordinativi totali segnano un +3% rispetto al trimestre precedente e un +4,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Confrontati con il dato di settembre 2017 hanno variazione negativa solo le Industrie Chimiche (-4,3%) mentre è apprezzabile il +12% delle Industrie Tessili. Bene le artigiane con +6,1%, le “piccole” con +4,8% e le “medie” con +4,1% mentre le grandi si fermano al +0,8%. Rispetto allo stesso trimestre del 2016 si conferma la “sofferenza” delle Industrie Chimiche con un -1,5% così come si confermano i valori positivi di tutti i settori, i segni più delle diverse classi dimensionali e il +2,8% delle artigiane. Positivi gli ordinativi interni totali rispetto al terzo trimestre 2017 (+4,7%), con tutti i settori positivi (e un rilevante +12,7% delle Industrie Tessili) e unico segno meno nelle Industrie Chimiche con -2,3%.

Classi Bene le artigiane con un +6,4% e le diverse classi dimensionali che hanno tutti variazioni superiori al 4%. Rispetto al quarto trimestre del 2016 gli ordinativi interni crescono del 5,6% con unico valore di settore negativo quello delle Industrie Chimiche (-0,8%). Degni di rilievo il +10,1% delle Industrie Meccaniche e il +8,5% delle Industrie Tessili, bene le artigiane con +3,1% e tutte le classi dimensionali che vanno dal +2,3% delle “piccole” al 7,1% delle “medie” passando dal +6,7% delle “grandi”. Gli ordini esteri sono quelli che in questo ultimo trimestre registrano la congiuntura peggiore rispetto a quanto visto fino ad ora. Rispetto al trimestre precedente il valore è di -2,3% con le non artigiane che segnano un -3,4%. A livello dimensionale bene tutte le imprese fino a 49 addetti mentre le “grandi” segnano un -4,2%. Nel confronto tendenziale il valore degli ordinativi esteri è positivo nel totale con un +2%. Risultano negativi solo due settori, Industrie del Legno con -0,1% e le Industrie Chimiche con -2,8% mentre a livello dimensionale hanno il segno meno le industrie fino a 9 addetti (-2,3%); rilevante è il +8,4% delle artigiane.

Occupazione Nel comparto manifatturiero l’occupazione resta quasi invariata rispetto al trimestre precedente e al trimestre dell’anno precedente se è vero che il valore è di +0,4% in entrambi i casi. Rispetto al trimestre precedente, tuttavia, sono tre i settori col segno meno: le Industrie dei Metalli con -1%, le Industrie Tessili con -0,4% e le Industrie del Legno con -0,2%. I restanti settori sono positivi anche se con variazioni che non superano il 2,7% che è il valore delle Industrie Meccaniche. Segno più per tutte le classi dimensionali e per le imprese artigiane. Rispetto al quarto trimestre del 2016 si conferma il segno meno per le Industrie del Legno e per le Industrie Tessili (-3,4% e -0,4%), negative le artigiane con un -0,1% e le “piccole” con -2,1%, positivi tutti gli altri valori.

Commercio Le vendite segnano un +3,2% nel confronto con il trimestre precedente e un -1,1% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Nel confronto con settembre 2017 unico segno negativo è quello del Commercio al dettaglio di prodotti alimentari con -0,7% mentre il Commercio al dettaglio di prodotti non alimentari segna un +3,7% e gli ipermercati +2,7%. Bene tutte le classi dimensionali. Nel confronto tendenziale bene solo gli ipermercati con +1,2% e a livello dimensionale le medie dai 10 ai 49 addetti con +4,1%. Il prezzo delle vendite ha una variazione positiva di +0,6% (lo scorso trimestre era stata dello 0,5%) dopo il segno meno dei trimestri precedenti) con unico segno meno quello del Commercio al dettaglio di prodotti alimentari (-1,3%). Gli ordinativi rispetto al trimestre scorso registrano un +1,6%. Positivi Commercio al dettaglio di prodotti non alimentari e Ipermercati, mentre il commercio degli alimentari registra un -0,8%. Positive le diverse classi dimensionali. Rispetto al 31 dicembre del 2016 invece gli ordinativi totali segnano un -0,8%: vanno bene solo gli Ipermercati con un +1,1% e le medie imprese (da 10 a 49 addetti) con un +4,3%.

Congiuntura L’occupazione a livello congiunturale segna un +0,4% (lo scorso trimestre era stata del +0,2%). Positivi, anche se tutti intorno allo 0, i valori sia settoriali che dimensionali. Nel confronto con lo stesso trimestre del 2016 invece l’occupazione segna un -0,2%. Positivi Commercio al dettaglio di prodotti alimentari con +1,1% e Ipermercati con +2,6% mentre il segno meno colpisce il Commercio al dettaglio dei “non alimentari” con un -1,6%. A livello dimensionale segno meno solo per le imprese fino a 9 addetti con -1,3%.

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