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Le tribù del Pd umbro verso le primarie: sodalizi in frantumi e nuove alleanze

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Le tribù del Pd umbro verso le primarie: sodalizi in frantumi e nuove alleanze

Pierpaolo Burattini
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La presidente Catiuscia Marini con il sottosegretario Giampiero Bocci (foto P. Punzi)

PERUGIA – Ora c’è la malevolenza del sussurro, il silenzio imbarazzato e in qualche caso l’ira di chi si sente tradito, anche se in politica la categoria del tradimento è da maneggiare con molta cura. Ma così è perché la foto dell’album di famiglia dei ragazzi di sinistra dell’Umbria, nel frattempo cresciuti e acquisiti diversi galloni del comando, si è sgualcita. Forse irrimediabilmente, chissà. Immaginate la foto: Catiuscia Marini, Valeria Cardinali, Gianluca Rossi, Wladimiro Boccali, Giampiero Giulietti, Alfio Todini e ancora tanti assessori e sindaci, dirigenti del sindacato e semplici militanti. Una storia di venti anni che oggi viene giornalisticamente e schematicamente incasellata alla voce ‘divorzio in casa dei Giovani Turchi’. E allora i telefoni che prima squillavano sono improvvisamente muti e le risate sono diventate sorrisi stiracchiati: tutta la truppa si attorciglia dietro a scioglilingua che sembrano un codice ad uso e consumo per iniziati.

Parole scivolose Le primarie hanno diviso i ‘gemelli’ e tutti a trovare un motivo: la caratteriale e simpatica senatrice Valeria Cardinali alcuni giorni fa presentando la mozione del ministro Andrea Orlando ha ripetuto come un mantra davanti ai microfoni che la sua “è una scelta coerente con la mia storia” come se gli altri che hanno scelto di stare con Renzi fossero dei ‘rinnegati’ di staliniana memoria; il deputato Giulietti che viene dal Pci arcigno e duro di Umbertide e che in questi anni ha aperto un canale privilegiato con il tesoriere nazionale Francesco Bonifazi e il ministro Maria Elena Boschi, scansa l’argomento come si evita un vespaio: “Ogni scelta è legittima e francamente il mio percorso politico è lineare e condiviso con molte persone, sul resto ognuno ha il suo modo di comportarsi e soprattutto il suo stile”. Parole che cadono come gocce di acqua gelata. Dicono che per queste primarie il ‘granaio’ di voti dell’Alto Tevere con il concreto assessore Fernanda Cecchini da una parte e lo stesso Giulietti dall’altra, abbia già alzato il ponte levatoio. E poi il ritorno in pista dell’ex sindaco Wladimiro Boccali che per gli avversari vuole tentare con Orlando la carta del ‘rientro’ mentre per chi è vicino è solo un modo di ‘riavvicinarsi’ a un mondo da cui si era allontanato dopo la perdita del Comune di Perugia. Letture, come sempre, palindrome: ognuno sceglie la sua versione dei fatti. E allora via con la turbina dei giudizi contundenti: “Hanno rifatto la Giunta Boccali e accusano gli altri di incoerenza, molti di loro che dovrebbero ringraziare e invece..”. Giù silenzi e qualche litro di fiele. Conti alla mano, con Orlando in Umbria si è schierata una minoranza degli amministratori e parlamentari. A urne chiuse si vedrà quanto ‘pesano’.

Cene-riunioni Le vecchie cene-riunioni sono state archiviate: come quando i ‘Ragazzi della Via Paal’ decisero di sciogliere la banda. E la politica? C’è anche quella perché in molti pensano che la candidatura alle prossime elezioni politiche saranno un modo per regolare i conti, sancire nuove alleanze e metterne in pista altre molto inedite. Un ‘senatore’ del partito che ha visto crescere tutti i ‘ragazzi’, disegna al cronista questo scenario: “La presidente Marini ha ancora tre anni di mandato davanti e in questa operazione si porta comunque dietro la maggioranza degli amministratori democrat dell’Umbria: è una che conosce i ‘tempi’ della politica e ora capisce che non deve forzare, poi magari qualche sassolino e nel suo carattere…La verità è che in molti si sentono già tagliato addosso il vestito da parlamentare, ma questa volta si va a preferenze e sarà una corrida: tenete d’occhio quello che succederà su Perugia..” . Già occhi aperti. Il motivo? Da diversi anni Bocci e Marini, si comportano come quei due famosi ballerini di tango che si allontano per poi riavvicinarsi quando le circostanze sono ritenute rilevanti e tutti gli altri in sala rimangono in mezzo alla sala spaesati. E con un palmo di naso.

Accampamento  E il resto della tribù democrat? Il sottosegretario Giampiero Bocci, altro azionista di maggioranza del Pd umbro, presidia la sua sponda e dispone le sue carte sul tavolo, mentre i ‘giovani terribili’ guidati dal segretario regionale Giacomo Leonelli e dalla enigmatica e grintosa parlamentare Anna Ascani ai prossimi giri che contano non vogliono fare da alberelli ornamentali: si organizzano, si parlano e si fanno anche amicizie tra i giornalisti per non farsi sempre ‘leggere’ nel modo sbagliato: “Ci schieriamo con noi stessi, e non con uno o l’altro”. In c’era una volta in America la battuta di uno dei protagonisti riassume lo stato d’animo della truppa: “Ci mettiamo in proprio, corriamo per noi!”. Vediamo se trovano l’America.

In uscita Per ora c’è una manciata di segretari di circolo soprattutto nel Perugino e l’eclettico consigliere regionale Attilio Solinas che hanno deciso di seguire gli ‘scissionisti’ di Bersani e compagni. A momento, obiettivamente, lo smottamento non c’è: qualcuno prevede che in caso di vittoria di Renzi alle primarie altri potrebbero unirsi, ma l’aria non sembra quella della ‘fuga di massa’: anche una storica ‘colonna’ del partito come Piero Mignini dalemiano da una vita, resta prudente sui passi formali. Il quadro è questo, per gli aggiornamenti alla prossima puntata.

Qui Terni “L’operazione di sganciamento politico da Di Girolamo si gioca su queste primarie: i giovani assessori Malafoglia, Giachetti e Bucari stanno con Renzi e ormai si giocano la partita insieme”, ci dice un dirigente anche lui renziano. Dietro si allungano le sagome dell’assessore regionale Paparelli, del consigliere regionale Brega e del senatore Rossi. L’impressione è che la ‘conta’ interna sarà un modo per decidere con quali assetti andare alla scelta del prossimo sindaco. Certo la scelta del sindaco ha colto di sorpresa non pochi perché dal punto di vista politico è sembrata una scelta di retroguardia: alcuni pezzi di Cgil hanno seguito lui e Rossi ma sembra che il ‘paniere’ dei voti sia saldamente in mano alla squadra renziana. E fuori Terni, a partire dal sindaco di Narni De Rebotti, hanno scelto la linea della maggioranza del partito umbro di stare sull’ex premier. Anche qui motivi ideali si mescolano a scelte di tattica e strategia. E anche qui, un minuto dopo i risultato delle primarie si apriranno altri ‘giochi’. In Umbria, lato Pd, il quadro è questo: per gli aggiornamenti alla prossima puntata.

P.P.Bur

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