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Le Province di Terni e Perugia bussano alla Regione: “Servono certezza sulle risorse”

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Le Province di Terni e Perugia bussano alla Regione: “Servono certezza sulle risorse”

Redazione politica
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Bacchetta con la presidente Tesei
Bacchetta con la presidente Tesei

TERNI – Giampiero Lattanzi da una parte e Luciano Bacchetta dall’altra, ovvero la Provincia di Terni e quella di Perugia che in vista del prossimo anno bussano alla porta della Regine per capire come muoversi soprattutto sul versante delle risorse. Lattanzi lo dice senza giri di parole: “Appena passate le festività natalizie – annuncia – insieme a Perugia chiederemo alla nuova governatrice dell’Umbria l’apertura di un tavolo specifico sul ruolo delle due Province umbre nel quale affrontare insieme sia il tema delle risorse che quello dell’assegnazione di specifiche deleghe. Penso, ad esempio, a quelle sul controllo ambientale del territorio dove la nostra Provincia svolgeva una funzione importantissima di prevenzione e presenza costante”. Insomma, la partita sta per iniziare e non si preannuncia facile al di là del diverso colore politico.

Risorse E proprio Lattanzi nel tracciare il bilancio del 2019 piazza alcuni paletti: “Dal punto di vista dell’agibilità finanziaria dell’ente – osserva Lattanzi in una nota – la situazione è in miglioramento. Siamo infatti riusciti, per la prima volta dopo l’inizio della crisi delle Province, a chiudere il bilancio senza particolari difficoltà e stiamo percorrendo la strada giusta per ripianare la situazione derivante dal predissesto cui fummo costretti a ricorrere per i gravi problemi economico-finanziari che gravavano sulla Provincia a seguito dei pesantissimi tagli”.

Nodi Sempre sul piano delle risorse, il presidente fa notare le novità che sono in discussione a livello nazionale e i fondi già previsti per alcuni settori.  “Nella legge di stabilità – ricorda infatti – sono state stanziate risorse fondamentali per strade e scuole, anche se mancano ancora quelle per le spese correnti. Ci auguriamo che questo percorso venga portato avanti anche nel Milleproroghe dove potrebbero aprirsi spazi, da verificare, per tornare ad assumere personale in grado di sopperire all’attuale mancanza dovuta a trasferimenti o pensionamenti”.

Problemi  “Davanti a noi – sottolinea poi il presidente – abbiamo ancora tante sfide da affrontare. Siamo in prima linea sui problemi della viabilità, su quelli delle scuole e ultimamente anche su quelli degli impianti sportivi, in particolare le palestre, ed abbiamo l’esigenza di riaffermare l’importanza di un ente, come la Provincia, che può e deve tornare a svolgere quel ruolo di contatto con i cittadini e la comunità, essenziale, insieme alle altre istituzioni, per la tenuta del territorio. Su questi aspetti – conclude Lattanzi – il mio augurio, ed il mio impegno, è che ciò che si sta faticosamente ricostruendo insieme all’Upi nazionale possa venire confermato dal dialogo in piedi con il governo e da quello che potrà intavolarsi con la Regione”.

Conti E dal canto suo Bacchetta nella conferenza stampa di fine anno aveva sottolineato come “le risorse a disposizione della Provincia di Perugia sono tornate ad essere più cospicue, facendo registrare un’inversione di tendenza per questo ente. In tutto il 2019 si sono avuti importanti investimenti nella viabilità per oltre 54 milioni di euro, più di 12 milioni per l’edilizia scolastica e 9 milioni sul patrimonio dell’ente”. Ma i problemi, nonostante questo, restano.

Personale Bacchetta, inoltre, aveva sottolineato anche l’uscita dei dipendenti negli ultimi anni. “Abbiamo poco personale (rimasti in 465), gran parte trasferito ad altri enti oppure andati in pensione. Rimane difficile, pertanto, dare risposte. Un ruolo importante è rivestito nelle gare come stazione unica appaltante che è di aiuto soprattutto ai piccoli Comuni”. Tra le criticità segnalate c’è anche quella del doppio ruolo di Sindaco e Presidente della Provincia, imposto dalla legge 56. “Deve essere rivisto il ruolo del presidente – ha detto ancora Bacchetta – che deve tornare ad essere rieletto direttamente dai cittadini poiché così diventa difficile esplicare al meglio questa funzione visto l’impegno richiesto nel territorio amministrato in qualità di sindaco”. Insomma, le due Province chiamano in causa la Regione. A breve si vedrà che piega prende la faccenda che di recente ha mostrato di essere molto intricata.

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