CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Le “Ave Maria” in musica a san Giuseppe Artigiano. Un percorso mariano di Omaggio all’Umbria: le voci di Laura Musella e Claudio Rocchi

Eventi Cultura e Spettacolo Extra

Le “Ave Maria” in musica a san Giuseppe Artigiano. Un percorso mariano di Omaggio all’Umbria: le voci di Laura Musella e Claudio Rocchi

Redazione cultura
Condividi

di Stefano Ragni

FOLIGNO – Tante Ave Maria tutte insieme  non si erano mai ascoltate. E per cantarle ci sono volute le voci di Laura Musella, del tenore Rocchi e della formazione corale Commedia Harmonica di Umberto Rinaldi. Per il suo progetto Omaggio all’Umbria Laura Musella, debitamente impegnata anche come solista di canto, dopo i fasti del concerto all’ambasciata austriaca di Roma, ha voluto ritrovare il tepore e la semplicità della sua parrocchia, quella di san Giuseppe Artigiano. L’ha accolta un pubblico molto folto, ormai legato ai concerti che periodicamente Laura porta in questa chiesa moderna, dall’acustica non facile, ma dalla risposta umana solidale e concorde. La rivisitazione di tante pagine, molte delle quali ben conosciute per la loro frequente esecuzione nelle cerimonie nuziali, ha aperto un lungo e articolato percorso all’interno della musica di ispirazione cattolica, a cominciare da quella Ave Maria puramente strumentale di Max Reger, suonata all’organo da Ottorino Baldassarri. Con questa apertura soffusa di luminosità crepuscolare si è aperto lo scrigno delle tante melodie che i musicisti hanno voluto inanellare intorno alla preghiera più amata dai credenti. Claudio Rocchi, tenore umbro di accertato talento, ha subito intonato quella controversa Ave Maria di Schubert, pagina non discussa per la sua bellezza, ma spesso non ben accetta dai parroci che la considerano una non-preghiera. Dimostrando in tal modo di non conoscere il testo originale ovviamente in tedesco, che raccoglie le invocazioni alla Vergine di Hellen, la giovane protagonista di un celebre romanzo di Walter Scott. Non è il testo tridentino, ma come respingere una perorazione così calda di umanità e di sensibilità?  Subito dopo Laura e i cantori di Commedia Harmonica si sono schierati sulle scale dell’altare per dar vita all’affresco  verdiano dalla “Vergine degli angeli”, dando così inizio alla parte più propriamente corale sostenuta dai cantori assisani. Guidati dal mastro cantore Rinaldi, un musicista prezioso che ha maturato la sue esperienze alla Cappella Sistina e può essere considerato il depositario dell’arte di padre Evangelista Nicolini e dei mitici Cantori di Assisi, i vocalisti hanno intonato laudi francescane, canti della devozione popolare, un brano di Nino Rota e il celebre “Tota pulchra” di Borroni. Ma quel che è stato prezioso per raffinata emissione timbrica è stata l’Ave Maria di da Victoria, mormorata a fil di voce. Il resto del programma era di derivazione melodrammatica, da Gounod e Mascagni, al Verdi dell’Otello. Chiusura col Kaddish di Maurice Ravel,  la preghiera ebraica della santificazione ripercorsa dalla voce di Laura Musella, un momento di commossa partecipazione per tutti. Al termine del concerto il parroco padre Antonio annuncia con gioia la prossima apertura di un corso di canto corale per bambini che sarà aperto in parrocchia. Ne sarà docente Giulia Rinaldi.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere