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L’artista narnese Irene Veschi espone a Perugia con le sue “Anatomie 2.0”

Cultura e Spettacolo Regione

L’artista narnese Irene Veschi espone a Perugia con le sue “Anatomie 2.0”

Andrea Giuli
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Cesare Antonini

NARNI – Un anno fa le Anatomie di Irene Veschi erano esposte per la prima volta a Terni, oggi finalmente questa “energica, piccola e decisa” artista narnese, come ha scritto di lei Franco Profili, espone a Perugia, la città della sua Accademia, dove si laurea in pittura con il massimo dei voti con Giorgio Ascani, Nuvolo”. E’ la critica d’arte Claudia Bottini a presentare così Irene Veschi, l’artista narnese che torna alle origini e rientra nell’accademia perugina da grande firma dopo essersi laureata nelle stesse aule qualche anno fa. Il vernissage è fissato per le ore 18 di domani, sabato 21 maggio,  ma l’esposizione ‘Anatomie 2.0′ andrà avanti fino al 29 maggio nell’Open Space For Arts in via dei Priori a Perugia.
“Per me è una sensazione bellissima esporre per la prima volta in via dei Priori col patrocinio dell’Accademia e del Comune di Perugia. Strade e stanze dove sono passata e vissuta per quattro anni con i sogni e le ambizioni che oggi iniziano a diventare realtà dopo tanto lavoro” – ha commentato Irene Veschi – , un punto di arrivo e di ripartenza. E’ come se giocassi a casa perché, anche se sto crescendo a Terni, Roma e in altre parti d’Italia, è a Perugia che sono nata e dove mi sono formata. Avrò le lacrime agli occhi. Rientrare dopo 20 anni lì è un bel segnale per il futuro anche se la strada è lunga e in salita”.
Un pensiero per Bruno Corà, presidente dell’associazione Burri e suo mentore: “Lo ricordo con grande piacere, mi prendeva un po’ in giro per la mia tigna e i miei modi vivaci. Mi assegnò un compito difficilissimo per la tesi e io riuscì laddove lui stesso si era fermato attingendo a piene mani dall’archivio del Fasola. Momenti bellissimi”.

Claudia Bottini prosegue la sua recensione sulla Veschi: “I suoi professori erano Aldo Iori, Sauro Cardinali, Bruno Corà. Per Zygmunt Bauman l’istruzione e l’apprendimento, perché siano utili, “devono essere continui, anzi permanenti, cioè protrarsi per tutta la vita”. Irene Veschi in questi anni ha portato avanti gli insegnamenti appresi e interiorizzati all’Accademia per arrivare all’anatomia del suo pensiero d’artista. 2.0 è un’espressione utilizzata spesso per indicare uno stato dell’evoluzione, rispetto a una condizione precedente. Per Irene invece indica l’interazione tra passato e presente tra la sua formazione e il suo futuro”, conclude.

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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