domenica 24 Ottobre 2021 - 11:17
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Landini ad Assisi: “Obbligo vaccinale, non green pass. Ast ad Arvedi grande passo”

Il segretario della Cgil è stato ospite de "Il cortile di Francesco" ed ha risposto alle domande del direttore de L'Espresso Damilano

ASSISI – L’appuntamento con “Il Cortile di Francesco” ad Assisi è come sempre una occasione di confronto con i leader nazionali. Maurizio Landini, intervistato dal direttore de L’Espresso Marco Damilano ha parlato di Ast e Green Pass.

Green pass e obbligo vaccinale

“Noi pensiamo che una legge, come dice la nostra Costituzione, sull’obbligo vaccinale per tutti i cittadini sia la strada migliore per combattere il virus – sottolinea – Allo stesso tempo  prendiamo atto che il Governo in questo nome ha scelto un’altra strada, ma noi siamo per impegnarci al massimo perché tutti si vaccinino e abbiamo in corso anche una campagna informativa nei luoghi di lavoro- Ma siccome il Green pass non è obbligo vaccinale  c’è questa contraddizione che lo si può avere anche con il tampone continuiamo a pensare che nei luoghi di lavoro per evitare divisioni e favorire una discussione serena è una battaglia in questa direzione, sia utile evitare che le persone che lavorano debbano pagarsi loro il tampone, cosa che finora non è stata mai fatta”.

Transizione

“Penso – ha detto ancora il segretario Cgil – che da qui al 15 si ottobre sia utile attraverso il credito di imposta o forme di contrattazione con le parti sociali questi tema venga affrontato, perché raggiungere l’obiettivo della massima vaccinazione significa evitare divisioni e contraddizioni tra le persone”. Landini  ha evidenziato anche “la necessità di un periodo di transizione in cui il tampone sia a carico delle aziende, arrivando più o meno a fine anno”. “In questo lasso di tempo – ha spiegato – dobbiamo andare a convincere i lavoratori a vaccinarsi”.

Cessione di Ast

Ovviamente poi si è parlato della cessione di Ast ad Arvedi, l’altro grande evento di questa settimana. “Credo che sia importante come investimento – spiega – Come noto noi abbiamo chiesto al Governo di poter avere un confronto su tutto il settore siderurgico del nostro Paese perché c’è bisogno di avere una strategia generale. Un Paese industriale degno di questo nome ha bisogno di un sistema siderurgico qualificato”.

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