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La Sir non riesce ad imporre la sua legge contro Milano: i lombardi passano al tie break, ma la classifica non cambia

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La Sir non riesce ad imporre la sua legge contro Milano: i lombardi passano al tie break, ma la classifica non cambia

Redazione sportiva
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di Raffaello Agea

Busto Arsizio – Con la conquista della stagione regolare di Superlega, quella di oggi era una partita che forse aveva poco da dire alla Sir. Ma il palcoscenico degli oltre quattromila del PalaYamamay, con una squadra come quella del presidente Fusaro che sta facendo grandi sforzi per tornare ai vertici del campionato italiano, non era certo cosa da snobbare.

Dall’altra parte la squadra di mister Giani, protagonista di un’importante cavalcata nel girone di ritorno, alla ricerca dello sprint finale per  strappare il quarto posto a Modena. Per farlo Milano aveva bisogno di una vittoria che forse non sarebbe nemmeno bastata: tutto dipendeva proprio dal risultato della partita degli emiliani, oggi impegnati sul campo di Verona. Alla squadra di Velasco, invece, grazie alla vittoria in più conquistata, sarebbe stato sufficiente fare lo stesso risultato dei diretti avversari in classifica.

Dunque era certo che i meneghini avrebbero cercato il successo giocando a testa bassa, magari senza troppa attenzione al risultato di Verona.

E forse c’era anche da fare qualche verifica da parte di coach Bernardi, cioè testare situazioni di formazione e di gioco senza l’affanno del risultato. Magari giocando anche a braccio sciolto, come pochissime volte capita nell’arco della stagione  

Perugia va … con le marce dispari

Sulle prime i bianconeri fanno valere la loro legge, a partire dal servizio e dall’attacco di palla alta.

Il primo punto è della Sir, con Leon che riceve e mette a terra in diagonale. Il cubano replica al servizio con un ace (2 – 3) e sull’azione successiva, sempre grazie al servizio del primo, Lanza spinge la palla con successo (2 – 4).

Clevenot e Abdel Aziz si fanno sentire, ed è proprio l’olandese a riportare il punteggio in parità con un attacco molro potente (9 – 9).

In battuta sembra essere una gran giornata per i Block Devils: ace di Leon a 133 km/h sul vertice di posto 5, quasi a smentire qualche critico che ha avanzato l’ipotesi che il suo attacco dai nove metri esca potente solo verso posto 1 (10 – 12); ma anche di De Cecco (13 – 16), che proprizierà anche il primo tempo di Podrascanin (13 – 17) e il tapin di Lanza (13 – 18), per poi piazzare un altro vincente (13 – 19); infine di Lanza per il + 7 della Sir (14 – 21).

Lanza è molto grintoso anche in difesa e il set finisce lì, con la chiusura in attacco di Leon che porta i suoi al set point e con il successivo primo tempo di Ricci (16 – 25).

Nel secondo set le squadre vanno punto a punto, almeno fino al 9 pari. Rompe l’equilibrio un altro ace di Leon (a 134 km/h; 10 – 12). Ma a quel punto gli ospiti soffriranno molto la velenosa battuta jump flot di Kozamernik, che consentirà alla squadra di Giani di rifarsi avanti (15 – 13), con l’ulteriore allungo dell’ace di Sbertoli (19 – 14).

Atanasijevic non è nella miglor serata non solo al servizio, ma anche in attacco; Bernardi decide di dargli un po’ di respiro, facendo entrare in campo al suo posto il pari ruolo Hoogendoorn.

A Milano comincia a funzionare anche l’attacco di palla bassa, soprattutto con Bossi (20 – 16).

De Cecco si affida a Leon, che ripaga la fiducia del regista argentino, riportando la Sir a – 2 (20 – 18). Ed è lo stesso Leon a confezionare un altro ace che riporterà Perugia a contatto (23 – 22). Ma fatalmente il cubano sbaglierà la battuta successiva e il mani out di Clevenot riporterà il punteggio dei parziali in parità.

Il dispari … funziona per la Sir. Il terzo set, non solo per il punteggio finale, rispecchia molto il primo. Anche Podrascanin va a referto con gli aces, colpendo per due volte consecutive (1 – 4).

L’attacco di Milano non gira come nel parziale precedente e la ricezione di Perugia non va quasi mai in affano. Slash Lanza dopo servizio De Cecco (6 – 10) e muro vincente dello schiacciatore italiano (6 – 11). De Cecco sbroglia la situazione anche con ricezione sbagliata, facendo sparire la palla e mettendo a terra di seconda intenzione (11 – 16). Anche Leon ha bisogno di un po’ di respiro e il definitivamente ristabilito Berger lo avvicenda: suo l’attacco che vale il 17 – 11 per la Sir.

Atanasijevic allunga ancora in attacco (11 – 18), seguito poco dopo da Lanza in pipe (15 – 20), che andrà a segno anche con un altro ace (15 – 21), ripetendosi poco dopo con il vincente in battuta (15 – 23). Berger lavora sulle mani del muro portando la Sir al set point (17 – 24) e Abdel Aziz sabglierà in battuta, con la Sir che passerà a condurre nel conto dei parziali.

Errori fatali e sconfitta al tie break

Milano sa che per sperare ancora nel quarto posto, come sta scritto su uno striscione dei suoi supporters, servirebbe vincere. Come detto tutto dipende anche dal risultato di Verona e guarda caso proprio quando giunge la notizia che gli scaligeri, sotto 2 a 1, stanno riportando il match in parità, quelli della Rvivre sfoderano la loro miglior pallavolo. Ci vorrebbe che Verona vincesse al tie break, ma intanto al tie break ci devono arrivare loro.

Bernardi concede un po’ di riposo anche a Ricci, sostituito da Galassi. Dal canto loro i milanesi cominciamo a martellare ancora, trovando qualche punto diretto al servizio, ma soprattutto incidendo molto in attacco e beneficiando di qualche errore di troppo dall’altra parte della rete. Perugia attacca con il 57% di successo nel parziale (contro il 52%), ma sbaglia di più.

Abdel Aziz mette a terra sui due metri nonostante il muro a tre della Sir (10 – 5), Cebulj mura Atanasijevic (12 – 8) e Clevenot completa l’opera (19 – 14, 20 – 15).

Il servizio di Atanasijevic proprio non ne vuole sentire di atterrare dall’altra parte del campo e il suo errore in battuta consegna a Milano cinque set point (24 – 19).

Un (dubbio) fallo di doppia fischiato a Seif conclude le ostilità del quarto set (25 – 19).

Con le orecchie alla radiolina della parita di Verona, il cui tie break sembra estremamente equilibrato, ma ancora una volta con molta complicità di Perugia, Milano riesce a piazzare la zampata finale.

Il gioco decisivo si apre sotto i migliori auspici per la Sir, che si porta sul 3 a 1 con il quinto ace di Leon. Ma Perugia si disunisce e nonostante si cambi campo sull’8 a 7 in favore della Sir (attacco di Leon abbondantemente sopra le mani di Nimir con palla a terra), Galassi viene fermato a muro (10 – 8), Leon sbaglia in attacco (12 – 9), Sbertoli mura Atanasijevic (13 – 9) e Cebulj andrà a segno dalla prima linea (14 – 9), facendo incamerare ai suoi una serie di match point che è quasi impossibile fallire.

Se ci fosse qualcosa di importante in ballo è probabile che Leon non avrebbe messo in rete il servizio dopo aver annullato la prima palla match. Ma tant’è, e lo schiacciatore caraibico metterà invece in rete la battuta, con l’ultimo punto (15 – 10) a favore degli avversari.

Sconfitta indolore, con qualche pensiero

Alla fine il grande sforzo di Milano non è stato ripagato, perché Modena è passata al tie break contro Verona e le posizioni in classifica tra le due contendenti sono rimaste invariate.

L’unico nodo da sciogliere era invece quello dell’avversaria che sarebbe toccata alla Sir ai quarti di finale. Erano in ballo Monza e Padova, e dopo la sconfitta dei brianzoli contro Trento, le chances dei veneti di conquistare il settimo posto (evitando la Sir), erano quanto mai concrete. Alla squadra di Baldovin sarebbe servito incamerate tre punti contro Latina. Cosa che è riuscita e che, quindi, ha determinato l’accoppiamento della Sir ai quarti di finale, con Monza prossima avversaria.

Ironia della sorte Monza è una delle poche squadre che ha superato la Sir nel corso della regular season, peraltro proprio al PalaBarton e all’esito di un match a dir poco rocambolesco, come molti ricorderanno terminato anch’esso al tie break.

Ma quella era un’altra Sir. Oggi la squadra di patron Sirci, al netto della partita contro Milano e come dimostrano i parziali vinti con piglio e intensità, è capace di prodursi in allunghi decisivi e di tenere a bada chiunque proprio grazie al gioco che è il rovescio della medaglia di quel piglio e di quell’inensità.

Non si vince la regular season a caso, soprattutto in un campionato come quello italiano.

Ma per confermare che non è stato un caso, l’appuntamento è per domenica prossima, quando al Perugia si disputerà la prima gara dei quarti di finale dei playoff.

REVIVRE AXOPOWER MILANO – SIR SAFETY CONAD PERUGIA 3-2 (16-25, 25-22, 18-25, 25-19, 15-10)

REVIVRE AXOPOWER MILANO: Sbertoli 2, AbdelAziz 9, Bossi 11, Kozamernik 9, Cebulj 12, Clevenot 17, Pesaresi (libero), Hirsch 2, Izzo, Basic. N.e.: Hoffer (libero), Gironi, Innocenzi, Piano. All. Giani, vice all. De Cecco.

SIR SAFETY CONAD PERUGIA: De Cecco 5, Atanasijevic 12, Podrascanin 13, Ricci 3, Leon 21, Lanza 17, Colaci (libero), Hoogendoorn 1, Seif, Galassi 1, Hoag, Della Lunga, Berger 1. N.e.: Piccinelli (libero). All. Bernardi, vice all Fontana.

Arbitri: Luca Sobrero – Alessandro Tanasi

I numeri – MILANO: 15 b.s., 9 ace, 39% ric. pos., 17% ric. prf., 54% att., 7 muri. PERUGIA: 25 b.s., 12 ace, 31% ric. pos., 11% ric. prf., 60% att., 6 muri.

 

   

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