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La signora di Umbrex.net. Fabiola De Toffol: “Non posso cambiare il mondo ma, nel mio piccolo, faccio il possibile per portare un contributo”

La cofondatrice del progetto che ha dato vita a un circuito d'imprese: "Si è dato vita all’esperienza dei Circuiti di Credito Commerciale che, sulla scia di Sardex.net, conta ad oggi 11 circuiti regionali nei quali operano circa 7.000 imprese"

di Marcella Cecconi

PERUGIA – Fabiola De Toffol pianifica e gestisce progetti di innovazione economica e sociale, ed è un’esperta di metodi e strumenti di progettazione partecipata. Ė inoltre Senior Partner di Studio P3, un’impresa che offre servizi di project management ed euro progettazione. Svolge anche attività di trainer e collabora a pubblicazioni scientifiche. Noi l’abbiamo incontrata nelle vesti di cofondatrice del progetto Umbrex.net.

Dottoressa De Toffol cos’è Umbrex.net?

“Umbrex.net è un circuito di imprese, aziende, professionisti, organizzazioni e associazioni che danno vita ad un mercato regionale trasparente, equo e complementare rispetto a quello tradizionale in euro. Esso non sostituisce il mercato tradizionale bensì lo integra, e offre l’opportunità di aumentare il fatturato ottimizzando la capacità produttiva degli aderenti e la loro competitività. Al suo interno vengono svolte tutte le normali attività di compravendita con le medesime regole, anche sotto il profilo fiscale e tributario, con l’unica variante che i suoi confini non sono infiniti, ma definiti e limitati al numero degli aderenti. Questi ultimi, grazie ad Umbrex, realizzano vendite aggiuntive a condizione, però, di rispendere all’interno del Circuito quanto da esso si è ricevuto. È in questo modo che nel Circuito Umbrex.net le imprese si finanziano tra di loro, reciprocamente e a tasso zero, facendo sì che la ricchezza prodotta circoli e rimanga nel territorio regionale. Operando in Umbrex tutti i soggetti sono al contempo fornitori e clienti e, di conseguenza, a seconda delle transazioni economiche in atto, sono sia debitori che creditori. Per i pagamenti viene utilizzata un’unità di conto digitale, un facilitatore degli scambi, equivalente al valore dell’euro e non controvertibile: l’Umbrex. Esso è il mezzo di scambio tra beni e servizi circolanti all’interno del sistema, il mediatore che misura crediti e debiti tra gli iscritti, acquisendo funzione di valuta interna al Circuito. Il Credito Commerciale offerto da Umbrex ha una funzione anticiclica, compensa la carenza di liquidità e svolge alcune mansioni che l’euro, in questa fase economica, supporta con sempre maggiore difficoltà: incoraggia gli scambi di beni e servizi, sostiene la domanda e gli investimenti, e fornisce uno strumento finanziario e un canale commerciale alle imprese affiancandosi a quelli tradizionali”.

Come è nata l’idea di un Circuito di Credito Commerciale?

“Tanti anni fa, a Perugia, ho ideato la prima iniziativa di Banca del Tempo: il progetto però era prematuro e sembrava calato dall’alto. In seguito ho constatato quanto sia utile, agli abitanti di un territorio, poter scambiare ciò che si ha e ciò che si sa fare, ed è subito emersa la necessità di realizzare dei servizi professionali che aiutassero anche gli imprenditori. Successivamente si è creata una fortuita coincidenza professionale che ha unito me, i ricercatori dell’Università di Rotterdam, un progetto Interreg sulle monete di comunità, Franco Contu di Sardex, e gli altri due soci fondatori di Umbrex, Anna Pasquino e Giovanni Cutini. Ed ora eccoci qua.
Nello scenario economico italiano ed estero, esistono da tempo degli esempi perfettamente funzionanti di mercati complementari”.

A quali modelli vi siete ispirati nella ideazione di Umbrex?

“Con la nascita di Umbrex.net prende il via, in Umbria, l’esperienza dei Circuiti di Credito Commerciale che, sulla scia di Sardex.net, conta ad oggi 11 circuiti regionali nei quali operano circa 7.000 imprese. Umbrex.net è un mercato complementare dove le imprese realizzano fatturato aggiuntivo in modo innovativo ed etico, attuando un modello relazionale che, pur nell’originalità di strumenti e procedure, fonda le radici nel lungo periodo. Gli esempi storici a cui si richiama Umbrex.net si possono rintracciare in un arco temporale ampio, che parte dalle famose fiere rinascimentali. Ma l’esperienza più significativa a cui fanno riferimento i Circuiti di Credito Commerciale è quella di Wir, un circuito di imprese nato in Svizzera nel 1934 per contrastare gli effetti della grande crisi economico-finanziaria degli anni ’30 e che conta, ad oggi, più di 60.000 aderenti. Come per Wir, l’obiettivo dei Circuiti di Credito Commerciale è quello di consentire alle imprese aderenti di realizzare fatturato aggiuntivo superando le difficoltà di accesso al credito e la carenza di liquidità che caratterizzano la fase economica attuale. Tale obiettivo è perseguito attraverso la rivitalizzazione delle relazioni d’affari esistenti tra gli attori economici locali: nei Circuiti di Credito Commerciale sono dunque le imprese che si fanno credito reciprocamente, rendendo possibile lo sviluppo del fatturato di ogni singolo operatore. Lo sviluppo del fatturato dei singoli ha una ricaduta positiva sull’intero sistema economico locale, che riprende vigore sfruttando le potenzialità inespresse delle imprese aderenti”.

Nella pratica, come funziona il Circuito e quali obiettivi si pone?

“Ogni operatore economico con almeno un’unità operativa nel territorio regionale può chiedere di aderire al Circuito Umbrex.net inoltrando la domanda alla società di gestione del Circuito che si chiama Link3C. La richiesta di adesione al Circuito, corredata da un’analisi attenta delle spese e della propria capacità produttiva inespressa, viene valutata da Link3C, sia in rapporto alle necessità degli operatori economici già presenti, sia in funzione alle potenzialità di sviluppo del Circuito. Una volta approvata la richiesta di adesione, e previo pagamento di un canone di abbonamento annuale che varia in funzione del fatturato euro dell’impresa nell’anno precedente all’iscrizione (canone compreso tra i 400 € e i 3.000 euro annui), viene aperto un conto presso la camera di compensazione del Circuito. Il conto è denominato in Umbrex ed ha saldo iniziale pari a zero. Ad ogni azienda è accordata la possibilità di “andare in rosso”, entro determinati limiti, e di effettuare acquisti presso altri iscritti alla rete Umbrex attraverso questo scoperto. Ad ogni acquisto il conto dell’acquirente viene addebitato per un ammontare pari al prezzo di vendita del bene/servizio acquistato. Viceversa il conto del fornitore sarà accreditato per un pari importo. I saldi complessivi della camera sono sempre pari a zero e i crediti accumulabili non sono convertibili in euro ma solo in beni e/o servizi; per questo motivo il Circuito non ha bisogno di riserve in moneta corrente. Le aziende che evidenziano un saldo negativo potranno portare a pareggio il proprio conto semplicemente effettuando vendite presso altre aziende aderenti al circuito. Allo stesso modo le aziende con saldo attivo potranno monetizzare i Crediti Umbrex accumulati facendo acquisti presso le altre imprese iscritte. Il Circuito consente pertanto alle aziende di acquistare ciò che altrimenti non avrebbero potuto permettersi e, parimenti, di pagare i propri acquisti vendendo ciò che altrimenti non avrebbero venduto. In questa maniera le aziende hanno la possibilità di finanziarsi reciprocamente a tasso zero attraverso la propria capacità produttiva inutilizzata, limitando la necessità di accedere al credito tradizionale”.

Di quali strumenti operativi si avvale?

“Tutte le imprese aderenti ad Umbrex.net usufruiscono degli stessi servizi gestiti da Link3C, sia online che offline. Link3C mette a disposizione un’area broker che analizza dinamicamente la situazione delle imprese aderenti al fine di conoscere le potenzialità di compravendita di ciascuna di esse. All’interno dell’area broker di Umbrex, ogni impresa dispone di un consulente dedicato che fornisce l’assistenza e le informazioni necessarie. Con il supporto dell’area broker le imprese possono promuovere la loro attività ed effettuare azioni di vendita aggiuntiva presso gli altri aderenti, accettando di ricevere i pagamenti dovuti in Crediti Umbrex. I pagamenti consentiranno di accumulare Crediti Umbrex che potranno poi essere rispesi esclusivamente presso le altre imprese aderenti al Circuito. Ogni aderente ha diritto ad una Carta e Conto Umbrex, ovvero alla titolarità di un mezzo di pagamento e ricezione ufficiale per le attività svolte all’interno del Circuito. Ogni aderente avrà inoltre l’accesso a un B2B Online Banking, vale a dire a un esclusivo market place online attraverso cui poter acquistare, vendere, effettuare e ricevere pagamenti. Le imprese aderenti accedono poi al servizio di Newsletter e Magazine, luoghi virtuali in cui vengono presentate le aziende, i beni e servizi offerti e le eventuali promozioni; ma gli aderenti beneficiano anche di un sistema di Networking Event, ovvero di una serie di occasioni concrete e reali per incontrare gli altri iscritti, conoscerli, intessere con loro nuove relazioni e sviluppare nuove opportunità d’affari”.

A chi è rivolto principalmente?

“Il mercato Umbrex è rivolto agli operatori economici operanti in Umbria con Partita IVA attiva. Al momento stiamo incontrando l’interesse di imprenditori innovatori, a volte indeboliti dalle politiche di credit crunch, sicuramente interessati a liberare liquidità Euro operando in un contesto economico trasparente , ad aumentare liquidità complementare per garantirsi la possibilità di realizzare spese personali (auto, moto, viaggi, alimentari, abbigliamento, articoli sportivi, ecc), a migliorare la penetrazione dell’offerta della propria impresa nel mercato locale, e spesso a cooperare per la diffusione di una cultura innovativa e sostenibile di sviluppo economico.
Umbrex viene gestito da una società che si chiama Link3C. Ce la presenti.
Link3C è un’impresa nata con lo scopo di attivare e gestire il Circuito Umbrex.net e curare il suo sviluppo armonico, ovvero calibrato, in relazione alle necessità delle imprese aderenti e alla realtà economica locale. È una società cooperativa di produzione e lavoro, iscritta al registro delle imprese start up innovative con compagine societaria prevalentemente al femminile: 5 donne sui 6 soci lavoratori attualmente occupati. L’abbiamo costituita e ci lavoriamo con l’intento di contribuire ad innovare il modello di sviluppo economico della regione in cui viviamo, restituendo centralità a imprese e persone. Intendiamo ridurre gli effetti che le politiche creditizie hanno determinato sulle dinamiche competitive degli operatori economici ed il conseguente impatto negativo sul tessuto sociale regionale. Vogliamo rinsaldare le relazioni tra gli operatori economici locali per favorire la creazione di meccanismi reputazionali e rendere più efficiente il sistema delle transazioni di mercato. Non ultimo siamo interessati a vendere azioni a potenziali soci finanziatori”.

In questo periodo avete condotto molteplici incontri con le diverse realtà imprenditoriali del territorio. Com’è stato accolto il progetto? Avete già avuto delle adesioni al Circuito? Di che genere di aziende si tratta?

“In Umbria il Circuito è attivo da qualche mese e abbiamo già i primi iscritti. Stiamo incontrando tanti imprenditori interessati alle opportunità che il Circuito offre e desiderosi di sperimentare un modello di business innovativo. Sono persone attente alle questioni etiche e, soprattutto, disponibili a condividere la sfida di essere tra i primi a partecipare a un circuito di credito reciproco, capace di potenziare le relazioni commerciali e rinsaldare le relazioni di fiducia. Contiamo su di loro per superare quota 100 iscritti entro l’anno”.

Quali sono le previsioni di sviluppo del Circuito nel breve periodo? Come vede, invece, il futuro?

“Prevediamo un mercato target pari al 2% del mercato potenziale umbro, rappresentato da circa 1600 iscritti nei prossimi 3 anni. Le imprese maggiormente interessate sono quelle piccole e medie che hanno l’Umbria come mercato di riferimento e altre aziende umbre come fornitori di servizi; esse sono attente a non drenare liquidità dall’impresa e necessitano di un pagamento di beni e servizi immediato. Per quanto riguarda le categorie merceologiche, stiamo lavorando per inserire nel circuito le aziende produttrici e venditrici di beni e servizi considerati strategici per l’adeguato flusso di transazioni nel circuito: informatica e hardware, pneumatici, biglietteria aerea, autoricambi, trasporti regionali, nazionali e internazionali, materiali edili. Tra i servizi: avvocati, commercialisti, medici specialisti e assicurazioni. Va considerato, inoltre, che nella attuale fase di start up il circuito è di tipo B2B (Business to Business), mentre quando sarà consolidato si attiveranno modalità B2E (Business to Employee) e, sulla base di accordi con i dipendenti, verrà offerta alle imprese iscritte la possibilità di pagare una parte del salario (es. tredicesime, buoni pasto e o premi di produzione) in unità di conto da spendere all’interno di Umbrex. Umbrex è anche un ottimo strumento per promuovere le misure di Welfare aziendale previste dalla Legge di Stabilità 2016, come sanno bene le aziende che stanno considerando le opportunità fiscali previste dalla nuova normativa. Non ultimo Umbrex è un fantastico facilitatore di network, che potrà avvantaggiare tutti i progetti di marketing e sviluppo locale consentendo alle imprese aderenti di promuovere in maniera collettiva la loro attività, condividendo regole che permettano a ciascuno di aumentare o mantenere il fatturato”.

Secondo lei, in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, un mercato complementare è la soluzione ideale, l’alternativa possibile o la scommessa del secolo?

“Anche l’Umbria sta soffrendo le crisi che interessano molte regioni d’Italia e d’Europa: quella economica ha avuto ripercussioni particolarmente negative, in quanto la recessione si è abbattuta su un tessuto economico già indebolito, con un aumento dei casi di indigenza ed inevitabili ripercussioni sociali. Lo scenario continua a rimanere incerto e, a fine 2015, mostra più di 95.000 aziende registrate, di cui l’85% attive e caratterizzate dal dinamismo di nuove figure imprenditoriali; ad esempio le imprese al femminile rappresentano il 42,7 % del mercato dei servizi ed il 33% dei settori turismo ed agricoltura. Come si può immaginare, le strategie di sopravvivenza messe in atto dalle imprese hanno attivato comportamenti individuali che rischiano di distruggere e lacerare legami, portando alla separazione tra i vari attori dell’economia. Ora solo la ricostituzione dei legami di fiducia può far emergere nuove polarità di crescita e di sviluppo, predisponendo connessioni strategiche atte a superare i vecchi schemi basati su paure, protezionismi e conservatorismi. Il Circuito Umbrex.net può diventare il catalizzatore di nuove alleanze e divenire terreno di gioco cooperativo tra attori economici disposti ad andare oltre la crisi. Noi vogliamo provarci e insieme ce la possiamo fare”.

Dottoressa De Toffol qual è la frase che ispira quotidianamente il suo lavoro?

“Non posso cambiare il mondo ma, nel mio piccolo, faccio il possibile per portare un contributo”.

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