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La protesta dei terremotati di Umbria e Marche, bloccano il Grande Raccordo Anulare: “Subito norme per ripartire o torniamo fra due mesi” (Gallery)

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La protesta dei terremotati di Umbria e Marche, bloccano il Grande Raccordo Anulare: “Subito norme per ripartire o torniamo fra due mesi” (Gallery)

Redazione
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ROMA – Una protesta garbata, ma decisa e determinata. Una carovana di mezzi partita sia da Norcia che da Muccia, in rappresentanza delle zone del centro Italia colpite dal terremoto del 2016, si  recata a Roma per mettere in atto una protesta contro l’immobilismo degli ultimi governi sul fronte della ricostruzione. Munite di striscioni e segnali di riconoscimento sono partite, direzione Roma, chiedendo di essere “ascoltate”. ”

Lo hanno fatto percorrendo a velocità lenta il Grande Raccordo Anulare (“Raccordiamoci” era il nome dell’evento”), suonando il clacson ed esponendo lenzuoli bianchi o manifesti contro tre governi e la ricostruzione ancora ferma. Il corteo è stato presidiato anche da due auto e un blindato delle forze dell’ordine con la Polizia ha provato sia a rallentare il serpentone di auto, sia ad incanalarlo su una sola corsia, senza successo.

Bloccare il raccordo così come è bloccata la ricostruzione, questo il senso della manifestazione, la seconda dopo quella organizzata dal comitato terremoto centro Italia il 18 maggio. Tanti i segni di solidarietà arrivati dagli altri automobilisti che hanno incrociato i manifestanti in corteo. Saluti dalle auto e anche qualche incitazione Poco prima delle 18 il corteo ha terminato il giro del raccordo e i vari gruppi si sono diretti sulla via del ritorno.

Risposte chiare. “Sono passati tre governi, tre commissari, tre decreti legge – dicono al megafono – mancano i cantieri, le gru, la ricostruzione. Noi chiediamo norme ci facciano ricostruire e vi promettiamo che torneremo fra due mesi se non avremo risposte serie e concrete” A questo proposito, Fabio Paparelli è il nuovo vicecommissario straordinario alla ricostruzione post sisma del centro Italia per quanto riguarda l’Umbria. Dopo le dimissioni della governatrice Catiuscia Marini, il 28 maggio scorso, il vicepresidente della Giunta regionale ha assunto formalmente tutti i suoi poteri.

“Ci vuole coraggio – commentano da Norcia- ad accettare il sisma e le sue conseguenze,  ad abituarsi a città che hanno improvvisamente cambiato il proprio volto,  a scegliere un futuro lavorativo a Norcia e costruire qui la propria famiglia, a rimettersi in gioco, riaprire aziende o inaugurarle di nuove, a Norcia, ad attendere il momento in cui sarà possibile, finalmente, riposare tra le quattro mura della proprio casa. Ma parlare senza agire non cambia lo stato delle cose. La partecipazione è già di per sé un segnale di ripartenza importante. Forse il corteo di macchine in coda nel raccordo anulare non avrà smosso nulla, forse poco. Ma certamente molto meno smuovono le chiacchiere.

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