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La presidente Tesei va alla guerra dei dirigenti e direttori ma nella maggioranza c’è chi fa di conto e frena

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La presidente Tesei va alla guerra dei dirigenti e direttori ma nella maggioranza c’è chi fa di conto e frena

Pinocchio
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La presidente della Regione, Donatella Tesei
La presidente della Regione, Donatella Tesei

PERUGIA – Direttori generali e dirigenti, parte uno. Rumore di fondo che sale. E così da donna non mancante di praticità la presidente Tesei ha deciso di fare due passi avanti per evitare di farne subito uno indietro e così si è piazzata davanti alle telecamere di Umbria Tv e sparare ad alzo zero: “Sono pronta a tagliare la pianta organica della Regione: venticinque dirigenti e un direttore generale  in meno”, ha scandito bene con un sorriso. E nelle palazzina stile Bucarest anni sessanta del Broletto è subito corso un brivido sulla schiena di molti. E anche dalle parti della sua maggioranza. “Sessantacinque dirigenti sono troppi. In base ad un primo esame delle strutture abbiamo verificato che ci sono casi di ‘dirigenti di se stessi. Questo non può essere poi i direttori generali saranno portati a quattro, approfittando del pensionamento di quattro figure su cinque”. Applausi, flash e la curva che si scalda. Morale provvisoria? Se la promessa viene portata fino in fondo, al di là dei pensionamenti che andranno in porto a marzo, le postazioni da dirigente verranno tagliate di all’incirca venti caselle.

Distinguo E qui iniziano i distinguo interni alla struttura e all’esterno e cioè nella maggioranza di centrodestra. All’interno della struttura si fa notare che mandano a una riduzione del genere su avrà una grande ingolfamento di atti che potrebbero rallentare anche di più gli iter legislativi e attuativi. Solo una scusa dei burocrati? Può darsi ma chi ci capisce conferma che in queste cose se si cede alla demagogia si rischia il cortocircuito. Altro dato, quello interno al centrodestra. Le parole della presidente sono accolte con entusiasmo pubblico e freddezza privata tanto che un consigliere si stringe nelle spalle e ironizza: “Dopo assessori e dirigenti generali, vuole nominarsi anche i dirigenti e per di più diminuiti di numero?”. Come a dire: nelle urne il plotone dei regionali ha premiato a mani basse il centrodestra e ora noi abbiamo la bella idea di prenderli a schiaffi? Cinismo o semplice realismo? Difficile dirlo perché a volte in politica le due cose si sovrappongono. Ma così è. La tonnara ribolle, anche perché c’è il timore che alla fine Tesei va all’infornata di nomine sulle Partecipate e sui direttori generali ascoltando quelli che a Perugia, in diversi, già oggi definiscono con un non malcelato sarcasmo “gli amici del circoletto folignate-montefalchese”. E non è un caso che le precedenti inquiline, Rita Lorenzetti e Catiuscia Marini due che all’occorrenza sapevano usare pala e piccone, abbiano avuto non pochi problemi. Altra storia e forse epoca ma la barricata quando si parla di nomine resta alta. Per la cronaca: il nuovo assessore alla Sanità Luca Coletto ha azzerato le spese di segreteria ma per un motivo: sembra anche dal Veneto sia in arrivo un capo gabinetto. Qualcuno al Broletto ha iniziato già a consultare un dizionario di dialetto veneto. Per ora, in fatto di dirigenti, sorridono solo quelli che hanno avuto un riconoscimento fino al 31 dicembre: Stefano Strona, politiche per la casa ad Angelo Viterbo, trasporto a Paolo Gattini e opere pubbliche a Stefano Guerrini. Il 31 gennaio 2020 vanno a scadenza tutti gli incarichi dirigenziali. Il bello, vieni tra poco. Tenersi forte. Molto.

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