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La Pasqua porta Umbria Jazz a Terni, il patron Pagnotta si toglie qualche ‘sassolino’

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La Pasqua porta Umbria Jazz a Terni, il patron Pagnotta si toglie qualche ‘sassolino’

Andrea Giuli
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TERNI – Umbria Jazz dunque torna a solcare la città di Cornelio Tacito. In versione primaverile, anzi pasquale. Coniugando spiritualità, arte, cultura e musica. Dal venerdì santo, 14 aprile al lunedì di Pasquetta.

Per fortuna che c’è Pagnotta Parterre delle grandi occasioni nella Sala della Cascata della sede della Fondazione Carit. I vertici di quest’ultima (il vicepresidente Dragoni), il vicepresidente della Fondazione UJ, Mazzoni, gli assessori regionali Cecchini e Paparelli, il si davo di Terni Di Girolamo, il vescovo di Terni, Piemontese e il responsabile delle Relazioni esterne di Erg, Consentino. Con, manco a dirlo, l’intramontabile Carlo Pagnotta, patron di UJ, a fare la parte del mattatore che distribuisce amabili rimbrotti e asciutti complimenti, frecciate polemiche e captatio benenevolentie, un pò a Terni e un pò a Perugia. Un pò a destra e un pò a sinistra.

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Pagnotta ricorda brevemente con emozione gli esordi avventurosi di UJ, negli anni 70, e l’incontro con l’inventore della manifestazione, Alberto Provantini alla cui memoria la sala della Fondazione ha tributato più di un ricordo e di un applauso. Poi, il patron, dà il meglio di sè. “Sono molto contento di essere a Terni, dopo le polemiche degli anni scorsi, ma devo dire che io avrei fatto questo UJ Spring nel 2018, perché non mi piace fare le cose in fretta, visto che Terni merita un programma migliore di questo. Comunque sarà così per l’edizione numero 1. Vorremmo fare qualcosa al Bugatti e in altri locali del centro storico di Terni che vive molto ed è migliore di quello di Perugia. Noi vinciamo il derby, ma voi altre cose”. Non solo, continuando nel suo eloquio colorito all’insegna del bastone e della carota erogati con sapienza, Pagnotta sottolinea che però “a Terni mancano gli spazi, il Verdi, il Politeama non è più quello di una volta. Il prossimo anno vorrei portare a Terni Paolo Conte, ma dove lo mettiamo?”. Poi, il patron, per non farsi mancare nulla, insiste ripetutamente sulla pionieristica e straordinaria stagione dei Gospel primaverili di UJ a Terni, negli anni 90. Quando a governare la città era la giunta Ciaurro.

IL PROGRAMMA DI UMBRIA JAZZ SPRING 

Dragoni Per il vicepresidente della Fondazione Carit, Dragoni “la Fondazione Carit c’è e ci sarà sempre per eventi di questo livello che coniugano arte, cultura e sviluppo”.

Di Girolamo Il sindaco Di Girolamo inizia, anch’egli, sulle ali della nostalgia, con gli esordi di UJ a Terni nel 1973: “Ricordo gli inizi di UJ oltre 40 anni fa, pioneristici, ad opera di cultori del genere. Una manifestazione che ha raggiunto livelli altissimi. Noi abbiamo lavorato da sempre per questo evento che era anche nel mio primo programma elettorale, per riportare UJ a Terni dove in qualche modo era nata, anche grazie all’impegno di Alberto Provantini. Da soli non ce l’avremmo mai fatta, ma ci siamo riusciti anche grazie ad una sinergia positiva con la Fondazione UJ, la Regione Umbria, la diocesi di Terni che ci offre gli spazi, la Erg, Umbria Experience per la parte dell’attività turistica. Tutto ciò dimostra che il lavoro di squadra funziona per il bene di tutti”.

Paparelli L’infaticabile, vulcanico e tentacolare vicepresidente della giunta regionale,  Paparelli, gongola e punzecchia Pagnotta: “Ricordo sempre che UJ nacque nel 1973 a Villalago e grazie ad Alberto Provantini. Ci aspettiamo che questo numero zero di UJ Spring, grazie al lavoro di squadra di vari soggetti, sia il segno di una ripartenza e di un nuovo inizio per la comunità regionale e ternana dove speriamo di portare anche un pò di stile. Festival che ha anche una parte solidaristica”.

Cecchini Tocca quindi all’assessore regionale, Fernanda Cecchini: “Nelle mie varie deleghe, almeno essere a Terni per UJ mi compensa dei dolori delle vicende ambientali ternane di cui mi occupo per le altre mie deleghe. Ma l’uomo non è fatto solo di bisogni, ma anche di sogni, per cui questa manifestazione contribuisce ad elevare tutti noi è la nostra regione che ha una grande ricchezza naturalistica, artistica e culturale. Il ciclone Paparelli che ha tanto insistito per UJ Spring e alla fine io e Pagnotta ci siamo arresi”.

Il vescovo Monsignor Piemontese, vescovo di Terni: “All’inizio ero perplesso perché la manifestazione cadeva esattamente nei giorni della Santa Pasqua, poi ho ragionato insieme ad altro e abbiamo capito che c’era la possibilità di coniugare la spiritualità con la bellezza culturale e della musica alta. E dunque ecco la rappresentazione del Laudario di Cortona con la tromba di Fresu. Una riflessione il venerdì santo sulla passione e morte del Signore. Stesso discorso per il giorno della resurrezione. Un messaggio di speranza, dunque, anche grazie ad UJ Spring”.

Erg Non poteva mancare il grande sponsor privato della manifestazione, ovvero Erg: “Noi – ha detto il  dottor Consentino – dal 2016 siamo una società umbra che opera nel Ternano, il nucleo idroelettrico ternano. Abbiamo una nostra politica di responsabilità sociale e di coniugazione tra sviluppo e ambiente. La collaborazione con le istituzioni è un nostro filo conduttore, privilegiando dunque quelle iniziative che possono favorire la crescita della comunità. Siamo contenti di essere stati attori di questa operazione, con turismo di qualità e di cultura”.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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