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La partita degli alti papaveri della Regione e quella dei mandarini delle Partecipate: Tesei in mezzo al derby tra l’asse perugino e quello di Foligno-Spoleto 

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La partita degli alti papaveri della Regione e quella dei mandarini delle Partecipate: Tesei in mezzo al derby tra l’asse perugino e quello di Foligno-Spoleto 

Pinocchio
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La presidente Tesei con l'assessore Melasecche
La presidente Tesei con l'assessore Melasecche

PERUGIA – Segnatevi nomi o fate uno screen: Agenzia forestale regionale, Umbria mobilità, Gepafin, Sviluppumbria, Umbraflor, Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria e Umbria digitale. Fermiamoci qui per non mandare in confusione il lettore e noi stessi. Ripreso fiato andiamo avanti. Anche qui segnate le date o fate uno screen: gli alti papaveri delle attuali cinque direzioni regionali lasciano a fine anno e se vanno in pensione: gente del calibro di Ciro Becchetti e Lucio Caporizzi gente amata quanto odiata ma che comunque sapeva fa girare la macchina della burocrazia regionale. Resterà in campo solo il mite e fattivo Luigi Rossetti. Partecipate e macchina regionale: macchina regionale e Partecipate: chi ci fa a guidare le varie macchine? Interrogativo che mette i brividi tanto che non pochi osservatori del marasma politico-amministrativo sottolineano come il riposizionamento di molto civil servant (sic) sia iniziato in maniera furiosa e in certi casi scombiccherata. Non facciamo nomi per non dare dispiacere alla mamma ma all’interno del gruppone dei direttori generali di Asl e Aziende è tutto un vestirsi di nuovo. Si vedrà. Qualcuno sta pensando, nella maggioranza, di portare le direzioni regionali da cinque a quattro? Dibattito filosofico che alla fine cederà il posto all’assalto alla diligenza. Togliamo una postazione e dove la rimettiamo? Sussurrano già molti realisti.

Trambusto E il trambusto è tanto perché dentro le Agenzie e le direzioni regionali circola il potere vero: quello che può bloccare o dare sprint anche a un presidente di Regione. Lo sapevano Rita Lorenzetti e Casuccia Marini e se non lo Sto arrivando! lo capirà presto Donatella Tesei. Il prossimo anno si deve andare a una scelta ed è bene avere le idee chiare. E nel capoluogo le idee chiare, sull’argomento, le hanno diversi ambienti economico-istituzionali che in vista della tonnara delle nomine hanno fatto partire già il seguente motivetto velenoso: ma non è che con Tesei ci ritroviamo   con l’asse Foligno-Spoleto che farà la parte del leone e con Perugia che resta alla finestra? E allora via ai primi giri di telefonate trasversali in cui conta più l’appartenenza territoriale che quella politica: qualcuno sembra aver mandato anche qualche ‘dolce’ strattonata al sindaco Andrea Romizi. Il gioco non è nuovo ma è sempre pieno di insidie: a Lorenzetti gli rimproveravano la sua distanza da Perugia a Marini molto meno e ora c’è il banco di prova per la presidente Tesei.

Reclamo Uno smaliziato osservatore la mette giù così al cronista: “Reclamano quelli che in questi anni sono stati lasciati fuori a torto o ragione e reclamano quelli fieramente  di centrodestra, il problema è che un posto al solo per tutti non c’è e in quanto a classe dirigente questo centrodestra scarseggia. Ci sarà la corsa anche per essere nominate nei collegi sindacali e nella ‘buca’ dei revisori dei conti…”E la presidente? Per il momento ha sostituito il direttore dell’Arpa Walter Ganapini (118.991 euro lordi annui) con il fidato Luca Proietti da Montefalco. Ma è sulla partita del prossimo anno che tutti puntano gli occhi. Senza contare che l’assessore regionale Melasecche si è già autoproclamato difensore della ternanità più verace. La tonnara già ribolle. 

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