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Città di Castello: la grafica di Burri, il più grande museo d’artista del mondo

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Città di Castello: la grafica di Burri, il più grande museo d’artista del mondo

Redazione
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Il sindaco Bacchetta e il presidente della Fondazione Burri, Corà

CITTA’ DI CASTELLO – Con l’apertura del museo della grafica, i musei Burri di Città di Castello potranno vantare il primato del più grande museo privato d’artista non solo in Italia, ma probabilmente anche nel mondo. Un primato che “non si sostanzia solo per la quantità delle opere esposte, che pur non è indifferente, né per le migliaia di metri quadri in cui si sviluppano i percorsi espositivi che le accolgono in sedi originalissime e architettonicamente scelte da Burri, ma inorgoglisce assai più per la loro altissima qualità e valenza rivoluzionaria, tra le maggiori che il XX secolo abbia conosciuto e annoverato”: è quanto afferma la Fondazione Burri, sorta per volontà del maestro ed erede della sua opera donata alla città natale dall’artista. La nuova collezione esposta nel piano interrato dei Seccatoi del Tabacco aprirà al pubblico domenica 12 marzo a coronamento delle celebrazioni per il centenario della nascita del Maestro,  preceduta sabato 11 da una importante giornata di studi nazionale dedicata alla grafica di Alberto Burri e i suoi legami con l’arte contemporanea.

Corà: collezione che decreta l’importanza della creazione grafica di Burri.  “L’alternanza morfologica, cromatica e linguistica nel corso di oltre trent’anni di esperienze grafiche rivela l’incessante tensione di Burri nella volontà di ottenere esiti ‘impronunciati’ prima di lui – ha affermato il presidente della Fondazione Albizzini, Bruno Corà –  risultati sui quali non si sofferma più del tempo necessario alla loro manifestazione, per impegnarsi subito dopo in nuove sperimentazioni. Burri, infatti, ha osservato sempre la regola secondo cui, esaurito l’interesse per un certo materiale usato come colore vero, reale e vissuto nella sua pittura ‘presentativa’, lo ha abbandonato per un altro che lo stimolasse nuovamente con eguale intensità o intravedendo con esso il raggiungimento di nuove possibilità e qualità di forma, spazio ed equilibrio”. Il presidente ha quindi tracciato un sintetico ma esauriente excursus sulle varie fasi della produzione grafica del Maestro. “Peraltro, l’assegnazione a Burri nel 1973 del prestigioso Premio Feltrinelli per la Grafica – ha conclusò Corà- conferitogli dall’Accademia Nazionale dei Lincei, e l’ingresso nel 1994 di un nucleo di opere grafiche donate alla Galleria degli Uffizi, tra cui il ciclo Cellotex, 1992, quello di Oro e Nero, 1993, il Trittico, 1994 e l’opera pittorica Bianco e Nero del 1969, hanno anch’essi decretato solennemente il destino maggiore di questa importante parte della creazione artistica di Burri che oggi torniamo a celebrare, mentre questa collezione si apre al pubblico”.

Bacchetta: Città di Castello riferimento per l’arte contemporanea. “Da sempre, la grafica è quel regno della raffinatezza estrema nel campo delle arti visive che si raggiunge e si conquista in mezzo a sperimentazioni e diversità di approcci tali da mettere a durissima prova le capacità tecniche di un artista e la sua reale dimensione creativa. Nel caso di Alberto Burri – ha affermato il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta – questo principio di classificazione della grafica assume un’accentuazione che non ha paragone se non con pochissimi altri maestri dell’arte contemporanea. Attraverso l’opera grafica, il Maestro ha intessuto legami profondi e sentiti con la sua città, portando nel mondo, anche indirettamente, la grande tradizione grafica della nostra valle. Mi piace pensare, come d’altra parte hanno fatto autorevoli riviste e importanti osservatori, a una città capace di investire in cultura, cercando la strada migliore per perseguire, con determinazione, nuove prospettive di sviluppo. Su questo versante, il prezioso e competente lavoro svolto dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri è stato determinante – ha concluso il primo cittadino – per promuovere ancora di più l’immagine della nostra città in ambito internazionale e fare di Città di Castello, come tutti ci riconoscono, uno dei centri di riferimento dell’arte contemporanea”.

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