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La giovane scrittice Alessandra Squarta presenta la sua opera ‘A un passo dal mondo, lontano dal cuore’

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La giovane scrittice Alessandra Squarta presenta la sua opera ‘A un passo dal mondo, lontano dal cuore’

Redazione cultura
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Alessandra Squarta insieme alla sua opera

di Fabrizio Bandini

PERUGIA – Intervista ad Alessandra Squarta, autrice del romanzo “A un passo dal mondo, lontano dal cuore”, edito nella Collana Narrativa della Midgard Editrice

Parlaci della tua opera, come nasce?

«“A un passo dal mondo, lontano dal cuore” è il mio secondo romanzo edito nel 2016 dalla casa editrice Midgard di Fabrizio Bandini e ispirato ad una storia vera. Tutto è nato in seguito a una telefonata ricevuta un paio di anni fa. Poco dopo aver presentato il mio primo libro un uomo sconosciuto mi ha chiamata al telefono dicendomi: “Ho una bellissima storia da raccontare” e proponendomi, eccitato, di scriverla. Curiosa ho deciso di conoscerlo. Sono rimasta affascinata dal suo passato, quello rocambolesco, avventuroso ed emozionante di un emigrante che nel dopoguerra ha lasciato l’Italia, precisamente Borgo Trevi, per cercare fortuna in Brasile, restando molto legato alla sua terra e alla sua famiglia. »

Quali soddisfazioni ti ha dato la scrittura?

«Scrivo da quando ero una bambina: per il gusto di spaziare con la fantasia, per sfogarmi, per essere ciò che desidero sopra un foglio. Scrivere per me è sempre stato propedeutico, liberatorio, entusiasmante. La soddisfazione più grande è avere la conferma che i miei libri riescono a suscitare emozioni. Ogni tanto qualche lettore mi scrive o mi ferma per strada e mi ringrazia dicendomi che le mie storie e le mie frasi lo hanno fatto tornare a sognare: questo mi dà la carica per continuare a scrivere, a pubblicare, a crederci. Un’altra magnifica soddisfazione che mi ha dato la scrittura è stata quella di farmi entrare, passo dopo passo, nel suo mondo. Non mi sarei mai aspettata di arrivare a presentare i miei libri nelle scuole, nelle sale comunali, nelle varie iniziative culturali, di essere invitata qua e là come “autrice”, di superare la paura e la timidezza di parlare davanti a tante persone. Da quando lo faccio ho conosciuto molti artisti, giornalisti, editori, lettori e ogni incontro, a modo suo, mi arricchisce sempre un po’. Inoltre, la scrittura mi ha offerto l’opportunità di viaggiare andando in cerca di altre storie. Un’ultima soddisfazione, ma non meno importante, è stata quella di avere la conferma che la mia famiglia mi appoggia e rispetta il mio sogno dandogli il massimo dell’importanza.»

Come concili la scrittura con il resto della tua vita?

«Ho venticinque anni e finora ho sempre messo la scrittura al primo posto, seconda solo agli affetti più cari, tanto che qualche anno fa ho interrotto l’università per volare in California a scrivere una nuova storia. Ho ripreso gli studi solo da poco, posticipando a chissà quale anno la mia laurea, ma non sono affatto pentita della mia scelta.»

Un autore che vorresti conoscere? Cosa gli diresti?

«Mi sarebbe piaciuto affrontare alcuni temi con Oriana Fallaci e porle domande riguardo alle sue interviste, ma questo ormai non è più possibile. Con altrettanto entusiasmo conoscerei la Tamaro, magari la raggiungerei nel suo agriturismo a Porano, sperando che mi faccia da guru (un po’ come ha fatto con la sua giovane amica nel libro “Più fuoco, più vento”). Le chiederei anche cosa si prova nel vedere uno dei propri romanzi diventare un best seller. Incontrerei molto volentieri Dacia Maraini, Nicholas Spark e se fossi vissuta in un’altra epoca e avessi avuto la fortuna di incontrarlo mi sarei presa un caffè con lo strepitoso Charles Dickens assillandolo con diecimila domande.»

Grazie Alessandra per il tuo tempo, alla prossima.

«Grazie a te.»