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La Fiaccola benedettina nel campo di concentramento di Auschwitz

Cronaca e Attualità Foligno Spoleto

La Fiaccola benedettina nel campo di concentramento di Auschwitz

Redazione
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La fiaccola ad Auschwitz

NORCIA – La fiaccola di San Benedetto è entrata nel campo di concentramento di Auschwitz. A portarcela sono state le delegazioni di Norcia, Subiaco e Cassino, impegnate in Polonia a portare il messaggio del patrono d’Europa.

Dignità  “Varcare con la fiaccola quel cancello e leggere dal vivo quella frase ‘Il lavoro rende liberi’ è stata un’emozione profonda – ha detto il sindaco di Norcia Nicola Alemanno – e farlo nel 75/o anniversario della fine della seconda guerra mondiale assume un significato ancora più particolare. Nel luogo dell’efferatezza umana, in cui non bastava torturare e uccidere le persone, ma occorreva togliergli anche la dignità abbiamo portato il messaggio benedettino che invece pone al centro di ogni azione proprio la dignità dell’uomo”. Il sindaco ha parlato di “esperienza fortissima”. “Con alcuni nostri concittadini, che ad Auschwitz hanno avuto nonni e parenti prigionieri e anche uccisi – ha concluso Alemanno -, abbiamo condiviso il ricordo, il dolore e la commozione”.

Boccardo Domenica 3 marzo poi si è svolta la solenne celebrazione eucaristica alla cattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao celebrata dall’arcivescovo di Spoleto Norcia, Monsignor Renato Boccardo, insieme all’abate di Montecassino Dom Donato Ogliari e al vescovo emerito di Cracovia, Jan Zaiac. “La Parola di Dio ci esorta ad esaminare la propria coscienza quindi, prima di accusare un altro, occorre guardare dentro di noi”, ha detto il presule. “Per essere guida di un altro l’uomo deve avere in sé luce e noi pensiamo a Benedetto, arricchito dalla sapienza del Vangelo e con questa forza è diventato padre e maestro di vita per i monaci e la società. L’Europa guarda a lui come modello da imitare e la Fiaccola che è qui, rappresenta i valori di S. Benedetto. È per noi un onore essere qui in questa Basilica Cattedrale ricca di storia – ha continuato – Vorremmo che da qui risuonasse il messaggio di Benedetto per l’ Europa: senza anima non c’è futuro. Riscoprire le radici più autentiche dell’Europa che mettono al centro l’uomo, la pace e l’unione e non muri da innalzare. Benedetto – conclude – ci insegna che il male e la morte non avranno la meglio. Riscoprire allora nel suo nome il bene che c’è nel cuore dell’uomo e nelle nostre comunità, che sarà capace di sconfiggere il male”. Nel pomeriggio poi le delegazioni hanno raggiunto il monastero benedettino di Tyniec, uno dei più importanti della Polonia, dove saranno benedette e consegnate quattro lampade con la luce di Benedetto che andranno in altri monasteri dello Stato. Nel corso del pomeriggio si sono esibiti in un concerto il coro San Benedetto Città di Norcia e di Subiaco.

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