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‘Save the Children’ denuncia: in Umbria una ragazza su cinque non studia e non lavora

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‘Save the Children’ denuncia: in Umbria una ragazza su cinque non studia e non lavora

Redazione
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TERNI – In Umbria quasi una ragazza su cinque “non studia, non lavora e non segue nessun percorso formativo”. La denuncia arriva da Save the children, che a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’ Infanzia e dell’ Adolescenza pubblica l’ undicesimo Atlante dell’ infanzia a rischio in Italia ‘Con gli occhi delle bambine’ con una forte denuncia sulla “necessità di intervenire alla radice delle diseguaglianze che colpiscono le ragazze”.

Il rapporto Un paese, l’talia e una regione, l’Umbria, secondo il rapporto “non a misura di bambino ma, ancor meno, a misura di bambine, che si sono trovati ad affrontare l’ emergenza Covid-19”. “Abbiamo una generazione intera da proteggere, una generazione per la quale il futuro si costruisce a partire da oggi, in Umbria così come nel resto del Paese – afferma Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia -. E in questa spinta per la ripartenza, le bambine e le ragazze
possono e devono essere un volano di sviluppo”.

Pandemia Secondo il rapporto “gli effetti della pandemia sul futuro dei minori rischiano di essere ancor più pesanti sulle bambine e sulle ragazze, che già scontano in prima persona un gap con i coetanei maschi che affonda le proprie radici proprio nell’ infanzia” benché “le ragazze hanno performance scolastiche migliori dei coetanei” e benché, se tra i maschi il 26,1% non raggiunge le competenze sufficienti in matematica e in italiano, questa percentuale si abbassa al 22,1% per le ragazze. In Umbria i dati migliori risultano nella provincia di Terni, con il 16% delle ragazze e il 21,2% dei ragazzi che non raggiungono competenze minime, a fronte di esempi meno virtuosi come Perugia con il 18% delle ragazze e il 23,3% dei ragazzi.

Sempre secondo il rapporto “le bambine e le ragazze accumulano durante il loro percorso scolastico delle lacune nelle materie scientifiche, già ravvisabili dal secondo anno della scuola primaria, ma che crescono via via”.

I dati regionali Guardando i dati dell’ Umbria più di una ragazza su quattro (34%) si diploma al liceo classico o scientifico, così come solo il 15% in un istituto tecnico. “Nel mondo del lavoro, poi – si legge nel rapporto -, le persistenti forme di discriminazione verso le donne fanno deragliare le prospettive di molte ragazze determinando un gap ancora significativo nelle percentuali di Neet tra i generi, che vedono più ragazze ai margini di ogni progetto per il loro futuro”. In Umbria le giovani Neet sono il 17%, contro il 13,2% dei coetanei maschi. Sicilia e la Calabria (rispettivamente al 39,9 e al 36,2%) le regioni con più giovani ragazze ai margini; Trentino Alto Adige e Veneto le più virtuose (14,6% e 15,6%).

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