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La Conferenza delle Regioni: “Subito terza dose e restrizioni per no vax invece di chiudere”

Dalla conferenza delle Regioni arriva un messaggio chiaro al Governo: entro 72 ore dovrà decidere cosa fare per dare un segnale concreto sul fronte dei contagi che aumentano

ROMA– Dalla conferenza delle Regioni arriva un messaggio chiaro al Governo: entro 72 ore dovrà decidere cosa fare per dare un segnale concreto sul fronte dei contagi che aumentano. Non vogliono aspettare dicembre per il “tagliando” alla carta verde e provano a blindare la stagione commerciale e turistica del Natale e della neve. Sulla spinta dell’iniziativa del presidente nonché governatore friulano Fedriga e del ligure Toti, la Conferenza delle Regioni ha chiesto un incontro urgentissimo al ministro per gli affari regionali Maria Stella Gelmini, che si è resa disponibile.

Le richieste

Sono due le richieste. Anzitutto ccelerare da subito sulla terza dose e fare chiarezza sull’eventuale riduzione di validità della carta verde perché servono “regole e interventi condivisi contro l’incertezza”. La seconda piattaforma è più sfumata, frutto di una mediazione tra l’ala dura dei governatori e quella più scettica, contrari a distinzioni tra immunizzati e tamponati. Così la nota conclusiva, poche righe affidate a Fedriga, si limita a esprimere la preoccupazione “per il peggioramento dello scenario di rischio epidemiologico in alcune aree del Paese e per la ricaduta che potrebbe avere sulla ripresa economica e sulle attività sociali, a pochi giorni dall’avvio della stagione turistica invernale e a poche settimane dalle festività natalizie”. Invitando l’esecutivo a una “riflessione” sulla “tenuta delle regole attualmente vigenti che furono adottate in assenza dell’attuale percentuale di vaccinati e dello strumento della certificazione verde”.

No a chiusure

In sostanza, si ragiona per evitare chiusure modificando il funzionamento dell’impianto a colori: misure restrittive non più per le attività bensì per chi può accedervi. E’ in sostanza il green pass a due velocità per ristoranti, bar, palestre, cinema, teatri, e piste da sci. L’esempio è quello del Capodanno. Chi dovesse essere in zona arancione,  invece di chiudere il ristorante, farà entrare solo vaccinati e guariti. Stessa cosa per lo sci: oltre la zona gialla si sale solo se immunizzati con doppia (o tripla) dose, anziché spegnere i motori per tutti.

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