CARICAMENTO

Scrivi per cercare

La cavalcata di Perugia si infrange ancora ad est: Kazan prevale nella semifinale di Champions League

Perugia Pallavolo Sport Città

La cavalcata di Perugia si infrange ancora ad est: Kazan prevale nella semifinale di Champions League

Redazione sportiva
Condividi

di Raffaello Agea

Kazan – Come da due anni a questa parte il sogno di gloria europea della Sir si infrange contro lo Zenit Kazan. Nel 2017 con la finalissima di Roma, quest’anno, come nel 2018, al penultimo atto.

Un avversario troppo forte? Non proprio, perché mai come nei due match degli ultimi sette giorni disputati contro la squadra di Alekno, la Sir è stata vicina all’impresa.

Certo, nell’economia del doppio confronto hanno pesato tanti fattori, a partire dal risultato della partita di andata. Vincere a Perugia, anche con il minimo scarto, avrebbe significato scendere in campo con altro spirito in terra di Russia.

Ma, cosa non meno importante, dopo la sconfitta subita a Monza, la consapevolezza di doversi giocare tutta la stagione nell’arco di tre giorni. E Kazan non è una trasferta qualsiasi, tenuto conto del fatto che per raggiungere la metropoli russa bisogna prendere un paio di aerei e peregrinare tra aeroporti, trasferimenti su ruota e quant’altro.

Attenuanti? No di certo, perché una squadra che ambisce a questi traguardi, problemi del genere se li lascia alle spalle.

Il fatto è però che Perugia questa semifinale contro Kazan se l’è giocata fino in fondo e l’ago della bilancia è andato dalla parte dei russi (meritatamente, vale la pena di aggiungere) per qualche episodio nel quale gli uomini di Bernardi non hanno trovato la zampata giusta. La chiave di volta di tutto il match sta proprio in questa manciata di episodi, soprattutto quando sul finire del secondo set,   almeno tre errori in attacco di Mikhailov, del tutto inusuali per uno come lui, con la possibilità di operare il break decisivo nelle azioni successive, non sono stati sfruttati a dovere.

Andare avanti di due set avrebbe significato poter giocare a braccio sciolto e scacciare definitivamente la tensione già in parte superata dopo la conquista della prima frazione.

Le possibilità e le occasioni ci sono state, ma si contano sulla dita di una mano; e fallirle contro un’avversario come Kazan, come purtroppo è stato, può essere fatale. Ed è altrettanto certo che Civitanova, il cui cammino in semifinale è stato notevolmente facilitato da un’avversaria non proprio come Kazan, avrà il suo bel da fare se a Berlino vorrà conquistare la coppa.

 Partenza senza tentennamenti e occasioni non sfruttate

L’avvio non è dei migliori e pesano subito gli errori al servizio, ancora una volta da parte degli uomini Sir che nel corso della stagione hanno dominato le classifiche dei vincenti di questo fondamentale. Il primo punto è proprio di Kazan con l’errore dai nove metri di Atanasijevic, cui si aggiunge quello di Leon del 3 a 1. Anche Lanza mette fuori la sua prima battuta (8 – 4) e il primo punto di Leon in attacco, anche se non consente l’allungo dei padroni di casa (9 – 6), arriva abbastanza in ritardo.

La Sir comincia ad incidere al servizio. Non proprio come a volte ha abituato nel corso della stagione. Però Leon mette a segno una buona serie, che consente ad Atansijevic di chiudere dopo la ricezione sbgliata dei russi (10 – 9) e sull’azione succcessiva, grazie all’errore di ‘Nhgapeth da seconda linea, di agguantare la parità (10 – 10).

Ricci mura la pipe di ‘Ngapeth e gli umbri si portano a + 2 (15 – 17), quindi a + 3 con l’ace di Atanasijevic (15 – 18).   

Butko preferisce smistare sule ali, ma il primo attacco di palla bassa di Volvich consentirà ai suoi di riportarsi in parità (20 – 20). Per gli uomini della Sir lo scatto che ci vuole arriva con due attacchi consecutivi di Leon che vanno a segno (21 – 23), con l’ace di Lanza (21 – 24) e con l’errore di ‘Ngapeth al servizio (22 – 25) che vale la conquista del primo frangente.

Ancora errori al servizio all’inizio del secondo set (di Podrscanin e di Atanasijevic), mentre Butko, che all’andata era stato la vera spina nel fianco dai nove metri, la mette imprendibile verso posto 5 (7 – 6). A volte Leon, causa ricezione ancora da registrare, è costretto a giocare palloni non proprio agevoli. Lui che di classe ne ha da vendere, trova vincenti anche in queste situazioni, ma poi viene fermato a muro dai suoi ex compagni, con Kazan che si riporta a + 2 (18 – 16).

A questo punto arrivano le occasioni che potrebbero far girare definitivamente la partita dalla parte di Perugia. Mikhailov attacca out sulla parallela e il videochallenge conferma: 19 pari.

L’opposto russo commette altri due errori in attacco, ma la Sir non allunga, tanto che lo stesso Mikhailov riporterà il punteggio in parità (21 – 21).

Altra occasione persa dopo tre attacchi consecutivi di Leon difesi, con l’azione che si conlude sul pallonetto in pipe di ‘Ngapeth (23 – 22). Atanasijevic, che è in ogni caso risultato il miglior relizzatore della serata con 25 centri (e 8 break point), mette fuori in attacco (24 – 22) e Anderson non si fa pregare a mettere a terra il pallone che consegna il set allo Zenit (25 – 23).

 

Qualcosa si blocca

L’esperienza di Butko si fa sentire nel terzo parziale. Il palleggiatore di origini bileorusse comincia a spostare il gioco al centro e Volvich incide in primo tempo (5 – 3). La ricezione degli ospiti soffre un po’ più del dovuto e dalla parte di Perugia è proprio un centrale dall’indubitabile affidabilità come Podrascanin, che è costretto all’errore quando chiamato alla conclusione (8 – 4).

‘Ngapeth, che fino a quel momento non aveva particolarmente brillato, passa tra le mani del muro (12 – 8), ma poi vine murato da De Cecco (12 – 11).

Bernardi sa che ci vorrebbe qualcosa in più in ricezione e cerca qusto qualcosa facendo entrare Berger al posto di un pur sufficiente Lanza. La Sir è lì, e dopo la difesa da punto esclamativo di Colaci, Atanasijevic la chiude d’astuzia in attacco (15 – 14).

Ma quando servirebbe qualcosa in più al servizio, magari trovare qualche punto diretto, a Leon l’attacco dai nove metri non ne vuo porprio sapere di atterrare dall’altra parte del campo e Kazan si allontana (20 – 17). Lo stesso Leon annulla il primo set point dei russi con l’attacco vincente che finalizza un palleggio di De Cecco dai cartelloni pubblicitari di bordo campo (24 – 22), ma alla seconda occasione utile un più che ritrovato Mikhailov, conlcluderà mettendo a terra (25 – 23).

Sulle facce dei giocatori della Sir, nonostante si incitino a vicenda, si percepisce con chiarezza come ci si renda conto che di occasioni da sfruttare difficilmente se ne ripresenteranno.

Atanasijevic non passa più, Leon non incide e Kazan va a + 4 in un batter d’occhio (11 – 7).

Ci vorrebbe una fiammata e sono proprio i due attaccanti della Sir a rintuzzare, con due buoni e soprattutto intelligenti mani out sui quali non cercano di chiudere il colpo (12 – 10).

La fiammata in realtà arriva. E arriva con il primo ace di Leon, che si ripete subito dopo (12 pari). Forse il cubano ha ritrovato questo colpo, ma è troppo presto per dirlo.

In effetti dopo il primo tempo di Ricci murato (22 – 19), cui segue il mani out di Leon, lo stesso Leon metterà ancora fuori la battuta (23 – 20).

Perugia reagisce con Ricci (23 – 21), poi con Atansijevic dopo il muro passivo di Berger (23 – 22).

Alekno chiede time out e al rientro in campo, dopo il servizio spin di Hoag (entrato al posto di Ricci per trovare qualcosa in più proprio al servizio), Mikhailov sarà implcabile in attacco (24 – 22).

E’ match point. Il primo lo annulla Atanasijevic in attacco e il secondo, con freddezza, De Cecco con un millimetrioco ace che l’uomo del videochallenge non può far altro che confermare (24 pari).

Due punti separano la Sir dalla speranza, come due punti separano Kazan dalla finalissima.

‘Ngapeth metterà a referto il punto del 25 a 24 con il suo tredicesimo attacco vincente e Anderson, che senza Leon quest’anno ha trovato molto più spazio tra le fila dello Zenit, chiuderà con l’attacco mani out sulla parallela (26 – 24).

Amaro in bocca, ma merito Kazan

Chi avesse pensato che Kazan fosse una squadra più debole rispetto agli anni passati a causa del passaggio di Leon a Perugia, forse non ha ben chiaro come funzioni questo sport.

Innanzi tutto Leon è stato sostituito da uno come ‘Ngapeth, non certo l’ultimo arrivato, che ha dimostrato di essersi integrato alla perfezione nei meccanismi della squadra russa.

Ma poi Kazan, grazie ad un allenatore come Alekno e grazie a quanto ha costruito negli anni passati (4 Champions League consecutive non si vincono a caso … ), è compagine ancora stellare, probabilmente e ancora una volta la migliore sulla piazza.

Cosa questa che non è certo un alibi per la Sir, che ha avuto buone occasioni e che, tanto per restare a livello di numeri, a differenza delle due occasioni precedenti, quest’anno ha conquistato parziali contro Kazan.

Anzi, questo significa che mentre lo Zenit è rimasto al suo livello, il fatto che Perugia se la sia giocata è da registrare come crescita. Un crescita non da poco, vale ancora la pena di aggiungere.

Probabilmente con qualcosa in più al servizio e con meno errori dalla linea dei nove metri (24 contro 17), con una ricezione leggermente più positiva, ma soprattutto sfruttando le poche ocacsioni che una squadra tetragona come Kazan consente, il sogno sarebbe potuto continuare.

Onore ai russi, che meritatamente andranno a Berlino. Ma l’anno prossimo, la prossima Champions League, con un presidente come Sirci che non sembra certo volersi tirare indietro sul più bello, sono tutto sommato vicini.

E se il sogno più bello o la vittoria più bella sono quelli a venire, adesso sarà tempo di rituffarsi al campionato, alla sfida di sabato, quando contro Monza sarà ancora dentro o fuori.

ZENIT KAZAN – SIR COLUSSI SICOMA PERUGIA 3-1 (22-25, 25-23, 25-23, 26-24)

ZENIT KAZAN: Butko 5, Mikhailov 18, Volvich 8, Samoylenko 6, Ngapeth 13, Anderson 13, Verbov (libero), Surmachevskiy, Alekseev. N.e.: Alekno, Likhosherstov, Kononov, Krotov (libero), Spiridonov. All. Alekno, vice all. Serebrennikov-Totolo.

SIR COLUSSI SICOMA PERUGIA: De Cecco 3, Atanasijevic 25, Podrascanin 12, Ricci 7, Leon 18, Lanza 4, Colaci (libero), Hoag, Piccinelli, Seif, Berger 2. N.e.: Hoogendoorn, Galassi, Della Lunga (libero). All. Bernardi, vice all Fontana-Caponeri.

Arbitri: Fabrice Collados – Laszlo Adler

I numeri – KAZAN: 17 b.s., 2 ace, 44% ric. pos., 22% ric. prf., 56% att., 9 muri. PERUGIA: 24 b.s., 5 ace, 40% ric. pos., 18% ric. prf., 57% att., 7 muri.

 

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere