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La Caritas umbra a Norcia: “Città ferita, la ‘Chiesa del grembiule’ dà aiuto concreto”

Alla chiesa di San Benedetto, monsignor Boccardo ha incontrato i direttori delle varie sezioni, a Terni poi questi ultimi hanno incontrato il direttore della Caritas italiana monsignor Francesco Soddu

NORCIA – “Grazie per essere venuti a Norcia a due giorni dal terremoto, mentre la terra continua a tremare. La nostra gente è messa nuovamente a dura prova, ma sa di poter contare sulla solidarietà e vicinanza di tutte le Chiese dell’Umbria, oggi qui rappresentate dai direttori delle otto Caritas diocesane e dai loro collaboratori. E questo è un bel segno di comunione ecclesiale». Con queste parole l’arcivescovo di Spoleto-Norcia e segretario della Conferenza episcopale umbra (Ceu), monsignor Renato Boccardo, ha accolto e salutato oggi i membri della Delegazione regionale Caritas nel chiostro del monastero delle Benedettine di Sant’Antonio in Norcia, uno dei pochissimi luoghi religiosi della città di san Benedetto ancora parzialmente agibili, abitato da nove monache di clausura guidate dalla badessa madre Caterina Corona, mentre la totalità delle chiese e canoniche sono inagibili. “Quello che sta più a cuore alla Chiesa in questa fase dell’emergenza, particolarmente difficile per il prosieguo dell’attività sismica, sono le persone – ha sottolineato mons. Boccardo –. Dobbiamo stare loro accanto aiutandole nelle necessità quotidiane”.

 A presentare alla Delegazione Caritas Umbria la situazione è stato il parroco della concattedrale di Norcia don Marco Rufini: “La nostra gente è atterrita e poco lucida in questo momento ed è stato drammatico per molti, soprattutto anziani, lasciare la propria casa. Abbiamo alcune decine di famiglie che non hanno più nulla, consapevoli di dover far venire una ruspa per spianare tutto… Ci sono diversi nuclei familiari proprietari di aziende zootecniche in montagna e di strutture agrituristiche ed è proprio il turismo in questo momento a risentire di più del terremoto. Oggi a Norcia non c’è più un turista. Dobbiamo essere vicini a quanti non potranno più tornare nelle loro abitazioni. Si tratta di alcune decine di famiglie soprattutto nella frazione di San Pellegrino, dove già la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco hanno allestito una tendopoli non molto lontano dalla chiesa parrocchiale distrutta. Quello che ci preoccupa, anche come Chiesa locale, è la situazione degli allevatori che non possono allontanarsi dai loro animali”.

  Don Rufini ha evidenziato i “bisogni urgenti” ad iniziare dal “fornire strutture di accoglienza prima alle famiglie sfollate e poi per il ritrovo spirituale e pastorale della comunità dove celebrare le messe e svolgere le attività parrocchiali essendo inagibili tutte le chiese e le canoniche del comune di Norcia”. Il delegato regionale Caritas Umbria Giorgio Pallucco ha annunciato che la Caritas diocesana di Mantova dà sin da subito la disponibilità a fornire una struttura prefabbricata per attività comunitarie. “Questo testimonia la mobilitazione e vicinanza concreta dell’intera Chiesa italiana a sostegno delle popolazioni del Centro Italia colpite dal sisma – ha commentato il delegato Caritas –. E’ la Chiesa del “grembiule”, che si mette al servizio di quanti si trovano in gravi difficoltà, tra i quali ci sono anche famiglie di incontro con mons Soddu, direttore caritas italiaimmigrati ben integrate che lavorano in diverse realtà produttive di Norcia. Sono persone lontane dai loro Paesi di origine, che potrebbero sentirsi sole in questa fase dell’emergenza, alle quali non possiamo non far sentire la nostra vicinanza”.

La Delegazione regionale Caritas ha lasciato Norcia per incontrare a Terni, nella sede della Caritas diocesana, accolta dal suo direttore il diacono Ideale Piantoni, il direttore della Caritas italiana monsignor Francesco Soddu, che in mattinata aveva visitato i centri maggiormente colpiti del Lazio e delle Marche. A monsignor Soddu è stata presentata la situazione in Umbria e data la disponibilità delle otto Caritas diocesane della nostra regione a collaborare anche con le Chiese locali del Lazio e delle Marche, oltre a ricevere ampia disponibilità dalla stessa Caritas italiana a fornire aiuti per fronteggiare l’emergenza a Norcia, soprattutto la delicata fase delle ricostruzione per la quale saranno approntati a breve dei progetti di prossimità di medio-lungo periodo. Monsignor Soddu ha ricordato ai microfoni di “Umbria Radio” che «anche dinanzi a grandi tragedie come i terremoti, in cui molte vite vengono spezzate, la Carità crea comunione in Cristo e con i vivi. La Carità esprime tenacia nella costruzione della comunione nonostante tutto ciò che sta accadendo, perché, in questo segmento storico, Dio ha da dire qualcosa a noi che siamo vivi. Sta alla sapienza e al buon senso cristiano capire i segni dei tempi e capire anche che cosa in questo momento bisogna fare». Per questo le Caritas sono chiamate a visitare i luoghi maggiormente colpiti dal terremoto per raccoglie le istanze e le necessità materiali e spirituali delle persone in difficoltà stando accanto a loro e creando con loro comunione.

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