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‘La botta grossa’ a Terni, pienone e stoccate: “Nessun politico alle proiezioni”

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‘La botta grossa’ a Terni, pienone e stoccate: “Nessun politico alle proiezioni”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Sala stracolma ieri sera al Cityplex per la tappa ternana de ‘La botta grossa’, il documentario girato nelle zone colpite dalle scosse del 24 agosto e 30 ottobre 2016, fra Campi di Norcia, Ussita e l’eremo della Valcastoriana sopra Sant’Eutizio nel comune di Preci, immersa nei monti Sibillini.

Il documentario. Presenti alla proiezione il regista Sandro Baldoni, che è anche fra i protagonisti insieme alle popolazioni colpite, essendo egli stesso stato vittima del sisma – la sua casa a Campi di Norcia è crollata – e il presidente della Pro Loco di Campi Roberto Sbriccoli, anima del progetto ‘Back to campi’ e animatore di una parte del documentario. Non un film, ma un racconto diretto dei testimoni di quei giorni difficili e dei mesi seguenti. Partendo proprio dalle rovine della casa di Baldoni, si incrociano tre storie: l’autoassistenza messa in piedi dalla comunità di Campi all’interno della Pro Loco, con la vita che di colpo è tornata indietro di mezzo secolo; gli sfollati delle montagne di Ussita, ‘deportati’ sulla costa adriatica nel giro di un’ora e mezza, non da tutti accolti bene e anche costretti a spostarsi da un punto all’altro a seconda della presenza o meno dei turisti e infine la storia del monaco eremita Tadeusz Wrona, che ha vissuto e vive il sisma da solo nel suo eremo sui monti, rimettendo anche in sesto le parti danneggiate del suo monastero. In mezzo, tante altre storie, come quella di Silvia Bonomi, venuta da Roma ad Ussita 11 anni fa per coltivare il suo sogno di salvare la pecora sopravissana e ora anche lei ‘sfollata’ sulla costa costretta a 250 chilometri ogni giorno per lavorare.

Video- Sbriccoli: “Il sisma comincia ora, c’è chi si sta lasciando andare”

“Politica assente”. Alla fine della proiezione, prima degli scroscianti applausi, Baldoni e Sbriccoli hanno dialogato col pubblico, raccontando aneddoti e rispondendo alle sollecitazioni. Come quella sul sostegno a Back to Campi: “Un progetto come questo dovrebbe essere sbandierato ai quattro venti dai politici locali – hanno detto – e invece no, niente, perchè dà fastidio. Avevamo contattato Umbria e Marche, per proporre loro il coinvolgimento in questo progetto ma non hanno voluto, è stata coinvolta Lombardia Film Commission”. E non è mancato un riferimento alla intervista che lanotiziaquotidiana.it pubblicò il giorno del primo anniversario del sisma, nella quale Sbriccoli parlava di situazione di stallo dopo un anno, che suscitò una reazione stizzita di Regione e Comune, dando origine ad un botta e risposta: “Politici non se ne sono mai visti, a queste proiezioni, tranne una volta”, hanno spiegato. “Perchè non vengono a vedere il documentario e soprattutto: perchè non vengono in queste zone a vedere di persona?. Solo adesso si è avvicinato, timidamente, qualcuno”.

E fra i tanti progetti a sostegno è stata ricordata anche la yurta donata da I Vagabondi della Valnerina, insieme ai giocattoli per i bambini che saranno consegnati il 23 dicembre.

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Baldoni e Sbriccoli non si trattengono: “Stiamo girando l’Italia per questo documentario e ci accorgiamo che nessuno, al di fuori delle zone coinvolte, sa realmente come stanno le cose. Tutti pensano che il peggio sia passato, invece no, il peggio comincia ora. E nelle Marche stanno ancora peggio che qui, c’è gente ancora nei container, paesi abbandonati, anche chi sta nelle casette non se la passa bene. Anche i telegiornali, non danno una idea chiara della situazione, bisogna toccare con mano”.

Lontano dai riflettori. Un documentario, quello sul sisma, prodotto da Rai Cinema e Istituto Luce, il cui ricavato in parte finanzierà il progetto “Back to Campi” (nel luglio scorso è già stata inaugurata l’area camper e la notte di San Silvestro 50 camperisti faranno festa proprio nella piccola frazione) ma che inspiegabilmente (o forse no), non gode della promozione dei grandi circuiti: “Però siamo andati a sbirciare nell’altra sala, dove si proiettava il cinepanettone: c’erano 15 persone- chiosa Baldoni – qui invece la sala è piena”. E una promessa arriva anche da Michele Castellani, titolare del cinema: “Torneranno qui, organizzeremo un’altra proiezione a metà gennaio”.

Sotto la video intervista al regista Baldoni

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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