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Istruzione, l’Università di Perugia resta la migliore tra i grandi atenei italiani

Censis pubblica 21/a classifica: al top per comunicazione, servizi e internazionalizzazione, ma fuori dal podio per borse e strutture

PERUGIA  – L’ Università degli Studi di Perugia mantiene la posizione di vertice per quanto riguarda i grandi atenei statali nell’ annuale classifica del Censis. Quello del capoluogo umbro rimane primo tra le Università che hanno da 20.000 a 40.000 iscritti. Ottenendo un punteggio complessivo di 93,3. Il Censis procede all’analisi del sistema universitario italiano, dividendolo in categorie omogenee per dimensioni, mentre la valutazione è basata su strutture disponibili, servizi erogati,  livello di internazionalizzazione, capacità di comunicazione 2.0 e occupabilità. L’Università dei Perugia realizza, complessivamente, il punteggio di 93,3, staccando di un punto e mezzo la seconda classificata, vale a dire l’Università di Salerno (91,8), e di più di due punti quella di Padova. (91,2), ma l’ateneo umbro non fa l’en plein per tutti gli indicatori valutati dagli esperti.

Massimo punteggio In particolare, l’UniPg raggiunge il massimo punteggio assegnato (108) tra i 17 atenei per quando riguarda la comunicazione e i servizi digitali forniti agli studenti, mentre sui servizi veri e propri rimedia un 85, che è comunque la seconda migliore valutazione assegnata, seppur molto distante dal 110 ottenuto dell’Università della Calabria (quarto posto complessivo). L’ateneo di Perugia, poi, non brilla sul fronte delle borse per gli studenti, dove realizza 87, cioè il quarto miglior risultato dopo Salerno, Calabria e Cagliari, né sulla pagella relativa alle strutture a disposizione degli iscritti, dove il voto è 93 e rappresenta di nuovo il quarto miglior risultato, stavolta dietro a Parma, Pavia e Tor Vergata.

OccupabilitàSecondo miglior punteggio, invece, per il livello di internazionalizzazione, con l’ateneo umbro secondo soltanto a Venezia Cà Foscari, mentre non va oltre il nono posto su 17 per quanto riguarda il livello di occupazione dei laureati, giudizio su cui Perugia realizza 93, piazzandosi dietro a Bergamo, Verona, Modena-Reggio Emilia (tutte a 105), Pavia (99), Genova e Ferrara (entrambe a 98), Parma (97), Venezia Cà Foscari (96).

Oliviero “Al di là delle classifiche, che rappresentano uno strumento importante ma sempre delicato, mi fa particolarmente piacere osservare come la comunità accademica universitaria stia riscoprendo un senso di appartenenza e di missione comune, al servizio del benessere del territorio e delle persone”: Maurizio Oliviero, rettore dell’Università degli Studi di Perugia, commenta così la ricerca del Censis che la vede ancora prima tra i grandi Atenei statali. “Un risultato condiviso che è il frutto del lavoro quotidiano, svolto con serietà, passione e competenza, dal corpo docente e dal personale tecnico, amministrativo, bibliotecario e cel ma anche del preziosissimo apporto di idee e proposte di studentesse e studenti, che ci stanno sostenendo con grande entusiasmo e che rappresentano innanzi tutto il nostro presente, oltre che il nostro futuro” ha aggiunto.

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