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Terni, ispezioni ambientali in Ast: dopo le denunce sugli scarichi irregolari l’azienda spiega e corre ai ripari

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Terni, ispezioni ambientali in Ast: dopo le denunce sugli scarichi irregolari l’azienda spiega e corre ai ripari

Andrea Giuli
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Un forno all'interno di Ast

TERNI – Le sanzioni e le denunce penali appena inflitte, le prime all’azienda e le seconde ad un paio di dipendenti di viale Brin, dall’autorita giudiziaria a seguito di alcune irregolarità riscontrate da Arpa e carabinieri su determinati impianti e modalità di smaltimento di fanghi e acque all’interno dell’acciaieria ternana, stanno facendo discutere.

I controlli Tra giugno e ottobre 2016 è stata condotta in Ast una grande e accurata ispezione e controllo da parte dei tecnici Arpa e dei carabinieri del Noe, finalizzate alla verifica delle prescrizioni riguardanti la gestione acque, depuratori e gestioni correlate. In particolare, è stato sottoposto a verifica il rispetto della prescrizione 2 (scarichi idrici), della prescrizione 3 (ammissibilità in discarica dei fanghi prodotti negli impianti di depurazione di acque reflue), prescrizione 4 (rifiuti-Impianto di trattamento rifiuti Dorr-Oliver).

Lievi difformità Secondo un comunicato aziendale “dall’acquisizione documentale e dagli innumerevoli campionamenti effettuati durante l’ispezione, sia sui rifiuti prodotti che sulle acque, sono emerse alcune lievi difformità rispetto a quanto previsto nell’Aia di Ast che hanno portato la stessa Regione Umbria a sottolineare, nell’ambito delle Determinazione di diffida, “che i valori dei parametri che hanno determinato il superamento dei limiti […]risultano di poco superiori ai rispettivi limiti di legge e che quindi si possono considerare tali da non configurare situazioni di pericolo per l’ambiente […]” e quindi per la salute pubblica.

Certificazione e recupero scorie “Riteniamo – aggiunge Ast – che la diffida pervenuta il 27 gennaio rappresenti un ulteriore incentivo al miglioramento continuo già intrapreso dall’azienda che porterà entro l’anno 2017 al raggiungimento di un importante traguardo: la certificazione ambientale ISO 14001 di tutto il polo siderurgico ternano. In tale ambito si avvia a conclusione l’iter per l’assegnazione del servizio volto al recupero delle scorie siderurgiche prodotte dall’azienda: un significativo passo in avanti che candiderà Ast ad una posizione di leadership nell’ambito dell’economia circolare della regione”.

Ulteriori prelievi “Nell’immediato – conclude la nota -, i tecnici dell’azienda, coadiuvati da consulenti esterni di grande esperienza internazionale, stanno esaminando tutti i dati riscontrati dagli Enti di controllo per verificare le eventuali azioni correttive da mettere in campo. A questo fine sono stati prelevati ulteriori campioni per ripetere tutte le analisi necessarie ed orientare al meglio gli sforzi e gli interventi futuri, ove necessari. In attesa delle risultanze tecnico/analitiche, Ast ha intensificato la frequenza dei controlli”.

Giovani forzisti Ci vanno giù duretti e inaspettatamente (e non è la prima volta), i giovani di FI Terni: “Il tema al centro del contendere è roba che scotta. Da quanto si apprende dai media, l’azienda che nelle settimane passate ha inondato viale Brin con un trionfo di manifesti per promuovere una maggiore sensibilità sociale contro la corruzione, ora viene messa sotto accusa per aver commesso delle “leggerezze” sul fronte inquinamento. Noi, in tempi non sospetti e mediante un comunicato che a qualcuno ha dato l’orticaria, avevamo denunciato tale strabismo comunicativo delle acciaierie e invitavamo l’azienda ad un contributo realmente concreto per analizzare in maniera approfondita la situazione ambientale della città. Non abbiamo altro da aggiungere se non che ora ci aspetteremmo un’iniziativa davvero concreta ed efficacie da parte dell’azienda siderurgica che miri a prevenire questi spiacevoli episodi”.

Confronto con i sindacati In queste ore, peraltro, i responsabili aziendali stanno incontrando i rappresentanti delle Rls e Rsu di fabbrica che hanno chiesto alla società un confronto chiarificatore proprio su questi ultimi eventi. Secondo il comunicato dei delegati di stabilimento, l’azienda ha riconosciuto lo sforamento dei valori di alcuni elementi su cui sta preparando una relazione. “Le Rls e le rsu di sito hanno imputato all’azienda una scarsa trasparenza di informazione, visto che l’ispezione è terminata ad ottobre 2016 e che il provvedimento di diffida di Regione e Arpa era stato notificato all’azienda da diversi giorni. Il fatto che nella diffida sia scritto che non si prefigurano situazioni di pericolo per l’ambiente non ci soddisfa. I valori interessati devono essere continuamente monitorati e rientranti nei parametri di legge. In attesa degli sviluppi della vicenda, si è definito che in tutte le riunioni periodiche sulla sicurezza l’azienda debba anche fornire tutte le informazioni su ispezioni e relativi risultati”.

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Andrea Giuli
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